Grey’s Anatomy – 12×17 I Wear The Face – Recensione by S.

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Dopo alcuni ottimi episodi la qualità di questa stagione si abbassa leggermente con “I Wear The Face”, in cui le storyline non mancano ma, purtroppo, si nota una certa deriva da soap opera che pervade tutti i quaranta minuti.

Tre sono le trame principali di cui ci si occupa, e tutte e tre sembrano portate agli estremi (perfino per Grey’s Anatomy), perdendo così un po’ di quella credibilità e di quella possibilità di immedesimarsi nei personaggi che invece, di solito, le distinguono. In primis, abbiamo l’eterno scontro tra Owen e Riggs: se la versione di Hunt sembra cambiare le carte in tavola, rivelando le verità non dette dell’ex amico, le sue reazioni sembrano comunque spropositate. Glielo fa notare anche Meredith che sembra pazzo, e il fatto che possa aver ragione non cambia la situazione: dovrebbe darsi una regolata invece di dare in escandescenza per ogni minima cosa. Soprattutto, entrambi dovrebbero affrontare apertamente il problema, non se ne può più di mezze frasi e mezze verità; anche perché così si rischia di rimanere impantanati in una trama che non va né avanti né indietro, un po’ come la relazione tra Owen e Amelia.

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Esagerata mi è parsa anche la reazione di Jo e Stephanie alla candidatura di Penny per la borsa di studio: se è vero che sono tutte in competizione tra loro, ci vuole anche coraggio per credere che quella di Penny fosse tutta un’astuta strategia (nemmeno stessimo parlando di Stephanie, per dire); non è colpa sua se si è dimostrata più brava degli altri e, anzi, arrabbiandosi così ci fanno una pessima figura: vuol dire che le concedevano la loro amicizia solo a patto che lei si mantenesse sempre un passo indietro, per non interferire nelle loro carriere? Questo non è giusto, e come le stesse Jo e Stephanie hanno imparato ad essere amiche nonostante la naturale rivalità, devono concedere a Penny la stessa possibilità. Per non parlare della sfuriata di Stephanie ad Amelia, ma come si permette di parlarle in quel modo? Pensa di essere la regina del Grey Sloan Memorial? Forse è proprio questa mancanza di umiltà in lei che ha fatto risaltare le qualità di Penny, dovrebbe pensarci e prendersela con se stessa se non è stata scelta, non con chi non le ha fatto alcun torto.

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Per finire, nota dolente, continua la storia più soap opera di tutte, quella di April e Jackson; anzi, solo di April, perché lui è una persona normale che fa cose normali, solo lei ha reazioni spropositate e fuori da ogni logica. Per quanto fosse una follia l’idea di Catherine di farle causa credo che dopo aver origliato la conversazione avrebbe almeno potuto soffermarsi a pensare qualche minuto; invece no, tratta Jackson come un pazzo sconosciuto, fino a un mese fa si sarebbe immolata piuttosto di divorziare e adesso in quattro e quattr’otto passa alle ordinanze restrittive. Il beneficio del dubbio no? Chiedergli se fosse al corrente del piano della madre no? È veramente un’idiota, fatto sottolineato ancora di più dal dolcissimo gesto di Jackson che le regala culla: nonostante tutto quello che lei gli ha fatto è ancora disposto a dialogare e cercare un compromesso, e lei lo ripaga così? Si merita davvero il peggio del peggio.

Nel complesso un episodio meno soddisfacente dei precedenti, che ricorda un po’ troppo certe vecchie stagioni in cui la serie aveva perso la bussola e cercava di compensare con assurdi colpi di scena, ma non è detto che sia una cosa irreparabile; lo salvo da un voto basso solo perché voglio vedere come April viene fuori dal casino che ha creato e perché le simpatiche scene domestiche di Meredith, Amelia e Maggie compensano le follie altrui.

Voto all’episodio: ♥♥♥ TV di qualità.

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