Grey’s Anatomy – 12×20 Trigger Happy – Recensione by S.

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In Grey’s Anatomy non esistono episodi allegri; o meglio, ci sono, ma quegli episodi che segnano la psiche degli spettatori sono sempre e immancabilmente pieni di tragedie. Quando in Grey’s Anatomy c’è un bell’episodio vuol dire che mi tocca assumere antidepressivi per almeno due mesi; questo è stato bellissimo, immaginatevi le conseguenze.

Questa volta la depressione ci ha colpiti nella forma di un bambino paralizzato a causa di un colpo di pistola partito per sbaglio, ad opera del suo amichetto; a seguire, dibattito sul gun control e ansie generiche di tutti i personaggi. La parte più seria è quella riguardante Callie e Arizona: confermo la mia valutazione della scorsa settimana, Callie ha corso troppo senza riflettere e senza valutare le conseguenze delle sue azioni. Non solo non può pensare già alla nuova scuola di Sophia senza nemmeno consultare Arizona, ma dovrebbe anche riflettere su ciò che le ha fatto notare la Bailey: lei a Seattle è a capo del reparto di ortopedia, davvero sta pensando di mettere in secondo piano la sua carriera, accettando una sorta di retrocessione, solo per seguire una specializzanda dall’altra parte del paese? Una prospettiva simile non era accettabile nemmeno quando si trattava di Meredith e Derek, che pure erano il simbolo del vero amore, figuriamoci per queste due, della cui relazione non frega nulla a nessuno. E se Richard, come sempre, è la voce della saggezza e spinge Arizona a riflettere prima di prendere decisioni affrettate, alla fine la poverina si trova con le spalle al muro, che altro può fare se non dare battaglia con tutte le sue armi per tenersi la figlia? Callie avrebbe dovuto pensarci prima di partire per la tangente, ormai è troppo tardi per rimangiarsi le parole dette. Il colpo è stato sparato.

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Nell’atmosfera triste dell’episodio, oltre April e Jackson che si parlano civilmente per almeno due volte, unico raggio di solo sono Jo e Alex: purtroppo non hanno ancora lo spazio che meriterebbero, ma la tragedia delle due giovani vite spezzate serve a riavvicinarli e a farci finalmente rivedere quell’amore sincero e genuino che da sempre li ha caratterizzati. Speriamo che non sia solo un avvenimento passeggero ma che sia, invece, preludio di nuovi capitoli, possibilmente con lieto fine.

Si addensano, nel frattempo, le nubi all’orizzonte per Warren e la Bailey: se lui sembra aver reagito meglio del previsto alla sospensione di sei mesi, riprendendo il suo lavoro da anestesista ha deciso di andare apertamente contro la moglie, e da qui l’accumulo di risentimenti e delusioni non potrà che aumentare. Devo dire che capisco le motivazioni della Bailey, ma effettivamente potrebbe sforzarsi di essere un po’ meno inflessibile: in fondo lui sta mostrando solo tanta voglia di fare, non è necessario punirlo come se fosse chissà che terribile marito. Anche Amelia ha finalmente avuto dello spazio solo per sé che non ha usato per essere egoista o mettersi al centro dell’attenzione: prendendosi cura del bambino che ha per errore premuto il grilletto, è stata l’unica a dimostrarsi abbastanza altruista da comprendere che anche lui avesse tanto bisogno di aiuto; magari non come l’amico colpito dallo sparo, ma non per questo in modo meno rilevante; le sue ferite sono altrettanto profonde, e ciò che gli spiega Amelia è l’unica cosa che potrà aiutarlo a capire cos’è successo e a superarlo.

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Ennesima rivelazione, infine, sul fronte Hunt-Riggs: la confessione di Owen ci fa sicuramente sentire dispiaciuti per lui, ma allo stesso tempo conferma che le sue passate reazioni nei confronti dell’ex amico fossero un tantino esagerate. Non credo si possa parlare di una vera colpa per quello che è successo alla sorella di Owen, più che altro soffrono entrambi della sindrome del sopravvissuto, ma ad ogni modo, se una colpa ci fosse, sarebbe equamente distribuita tra i due. A questo punto, non vedo quali altri ostacoli ci siano al lasciarsi tutto alle spalle e cercare di guardare al futuro: cosa pensano di ottenere continuando ad accusarsi a vicenda all’infinito? Peace and love, ragazzi, da bravi.

Un episodio davvero toccante, nel complesso, girato in modo pregevole e che tiene incollati allo schermo; è la prova che non servono grandi avvenimenti o operazioni fantascientifiche per suscitare interesse, bastano anche fatti che (purtroppo) fanno parte della vita quotidiana, ciò che conta è il modo e la sensibilità con cui vengono raccontati; e questo è sempre stato il fiore all’occhiello di Grey’s Anatomy. Prima di concludere, una menzione d’onore va a Stephanie e Meredith, per averci mostrato i terribili rischi del sexting sul posto di lavoro!

Voto all’episodio: ♥♥♥ TV di qualità

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