Grey’s Anatomy – 13×09 You Haven’t Done Nothin’ (Winter Finale)- Recensione by S.

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Nella migliore tradizione greysiana, la prima parte della stagione si conclude con un notevole cliffhanger, tutto dedicato ad Alex: è giunto al punto d’arrivo della storyline che ha preso il via alla fine della dodicesima stagione, e adesso ci tocca aspettare due mesi per scoprirne le conseguenze.

Ovviamente un mid-season finale di Grey’s Anatomy non può che contemplare una qualche tragedia e/o catastrofe, e infatti ecco che crolla un palazzo nel centro di Seattle, guarda caso a pochi metri di distanza dalla macchina di Meredith (e già grazie che non le sia crollato di sopra). Questa emergenza crea il contesto perfetto per crisi di nervi, ansie, nodi che vengono al pettine e chiarimenti; se si aggiunge che siamo alla vigilia del processo di Alex, si ha davvero la sensazione di trovarsi di fronte a un momento che cambierà per sempre le carte in tavola.

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Alex inizialmente prende le cose con quella che è diventata la sua classica filosofia: si prepara allo scenario peggiore cercando di prendersi cura delle persone che ama finché ne ha la possibilità. Ma è quello che fa dopo a darci veramente la misura della sua crescita personale, di quanto sia cambiato e maturato. Fin dall’inizio di questa storyline ho difeso la scelta di Shonda Rhimes dalle accuse di vanificare tutti gli sforzi per migliorare fatti da Alex negli anni, e alla luce di questo episodio posso confermare di averci visto giusto. Infatti, con un ritardo di soli sei mesi, sentendosi in pericolo e messa alle strette Jo trova il coraggio di confessare ad Alex la verità, ammettendo di non averglielo mai detto per impedirgli di mettersi nei guai al fine di difenderla. Ed effettivamente è quello che l’Alex del passato avrebbe fatto, senza pensarci due volte e senza fermarsi a riflettere sulle ripercussioni dei suoi gesti; è possibile che l’avrebbe fatto anche l’Alex dell’innamoramento con Jo, quello dei loro primi mesi insieme. Dopodiché no, non l’avrebbe più fatto e Jo avrebbe dovuto conoscerlo abbastanza bene da capirlo e raccontargli tutto, eppure non l’ha fatto; ha la sua dose di colpe in tutto questo, ma forse c’è un motivo per cui è andata così: forse era necessario che si arrivasse a tanto perchè anche Alex prendesse coscienza della profondità del suo cambiamento. E infatti, una volta scoperto il passato di Jo, nonostante la reazione istintiva di chiunque potrebbe essere quella di prendersela con lei per aver portato a questi livelli un semplice fraintendimento, vendendola così spaventata Alex la mette ancora una volta davanti a tutto: si preoccupa di farla sentire al sicuro, valorizzata, cerca di darle fiducia ed è pronto a rinunciare a tutto per aiutarla.

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Fortunatamente, c’è una rete di persone intorno ad Alex che lottano per lui anche quando lui sembra voler mollare: nessuno di loro vuole mettere in pericolo Jo, ma non è di lei che si sta parlando; ci si potrà occupare di quella faccenda dopo aver evitato che Alex mandi all’aria tutta la sua carriera, per salvarsi deve continuare a lottare. Meredith più di tutti cerca di fargli capire che la nobiltà del suo gesto non serve a niente se il prezzo da pagare è rinunciare alla sua vita; lui è innamorato e non vede le cose chiaramente, ma patteggiare due anni di galera non aiuterà né lui, né Jo né la loro relazione (per quanto lontano sia, mi rifiuti di abbandonare il presupposto che avranno il loro lieto fine). Credo che il messaggio di Meredith l’abbia convinto a non accettare il patteggiamento: sono partiti da così lontano e sono arrivati fin lì, non può smettere di combattere.

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Alleggeriscono un po’ il contesto Arizona e la Minnick, il cui flirt entra subito nel vivo; nonostante siano chiaramente molto interessate l’una all’altra, Arizona comunica subito alla nuova collega quanto sia fastidioso quel suo atteggiamento da padrona del mondo, e infatti non esita a schierarsi in difesa di Richard quando si scopre che verrà scalzato dalla sua posizione. Sono decine i chirurghi dell’ospedale che vogliono difendere chi ha progettato e creato il residency program che li ha formati e, invece di un conflitto personale tra le Bailey e Webber (e Catherine), si profila uno scontro netto tra due fazioni del personale ospedaliero. I drammi interni sono sempre stati divertenti da seguire, speriamo che questo non cada troppo nel drammatico e trovi un’accettabile evoluzione.

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Devo, purtroppo, affrontare anche l’argomento Amelia. Mentre Owen riflette sulla loro situazione e persino Riggs lo convince che si può risolvere, lei fa quello che sa fare meglio: scappa. O almeno, questo è quello che sembra, ma non ci sono molte altre interpretazioni possibili per quella lettera. Su questa coppia mi sono già espressa, e il mio commento è sempre lo stesso: perchè state insieme e perché vi siete sposati? Persino il primo matrimonio di Britney Spears è durato di più!

Un ottimo episodio, meno intenso di quello della scorsa settimana ma non per questo meno coinvolgente, soprattutto perché vede al centro la sorte di uno degli Originals, il personaggio che, insieme a Meredith, è ormai il cuore dello show, di cui rappresenta sia le origini e il futuro: è per questo che Alex non potrà accettare il patteggiamento, c’è ancora bisogno di lui al Grey Sloan Memorial.

Voto all’episodio: ♥♥♥♥ – Alex, non farlo!!

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