Grey’s Anatomy – 13×10 You Can Look (But You’d Better Not Touch) – Recensione by S.

Altro che Blue Monday: il vero giorno più triste dell’anno è quello in cui torna in onda Grey’s Anatomy e, dopo una pausa di oltre un mese, ci colpisce subito alle spalle con la lama affilata della tristezza.

Unica consolazione è che la tristezza non riguardi nessuno dei nostri protagonisti ma solo una paziente dal caso particolarmente toccante; l’espediente della paziente in carcere da visitare nottetempo, inoltre, fornisce la scusa perfetta per mantenere una settimana più a lungo la suspence creata con il winter finale. Non abbiamo ancora idea, infatti, di cosa abbia deciso di fare Alex: di certo ha preso la sua decisione mentre Jo, Arizona e la Bailey facevano nascere bambini in carcere, e tutte e tre sono convinte che abbia optato per il patteggiamento, così come aveva detto di voler fare. Non sanno, però, della telefonata in extremis di Meredith, che di certo ha toccato le corde giuste e probabilmente ha fatto riflettere un po’ meglio Karev sull’opportunità di buttare alle ortiche tutta la sua carriera senza nemmeno combattere: va bene sacrificarsi per amore, ma entro un certo limite.

Ma le considerazioni sulla sorte di Alex occupano soltanto i minuti finali di questo episodio, ambientato al di fuori del Grey Sloan e interamente dedicato alla sua giovane e criminale protagonista; al di là di qualche piccola osservazione di Jo e della Bailey sulla popolazione carceraria (si trovano solo per una serie di sfortune o se la sono cercata?) o sulle forniture mediche dei penitenziari, a differenza del solito anche i medici coinvolti non hanno avuto un ruolo di primo piano, tutto è girato intorno alla vagamente inquietante Kristin. Nonostante il carattere poco rassicurante e lo sguardo minaccioso, alla fine persino la Bailey cede davanti alla vista di questa ragazzina costretta ad affrontare un parto completamente sola e chiusa in carcere. Indicativa la scelta di non rivelare quale fosse il crimine che l’ha condotta dietro le sbarre: “stuff happens” e, ad un certo punto, conta solo trovarsi davanti ad un essere umano, come chiunque altro, che in un certo momento ha bisogno di aiuto, a prescindere da tutto.

L’episodio non è stato particolarmente significativo sotto nessun punto di vista, ma è comunque un bell’episodio ed è proprio in questo che la serie dimostra la sua forza: coinvolgere emotivamente il pubblico anche senza gravi avvenimenti e senza sconvolgere la vita di qualche suo protagonista. Quello che Grey’s Anatomy sa fare è raccontare le persone, e ci riesce sempre benissimo, che si tratti di personaggi conosciuti o di comparse in un singolo episodio.

Voto all’episodio: ♥♥♥ – Un ritorno in pieno stile Grey’s Anatomy

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