Grey’s Anatomy – 13×11 Jukebox Hero – Recensione by S.

Due elementi hanno perfettamente bilanciato questo episodio: da un lato, la fastidiosa e costante presenza di Eliza Minnick in ogni angolo dell’ospedale e, dall’altro, la sospetta assenza di Alex dal globo terracqueo.

La questione Minnick è più seria di quanto avessi previsto: si va ben oltre il normale fastidio misto a diffidenza che accompagna qualsiasi novità, sopratutto se imposta dall’alto, qui siamo proprio in guerra, ed ormai è guerra aperta. I due schieramenti, capitanati rispettivamente dalla Bailey e da Webber, non sono di certo numericamente equi: con Richard si schiera praticamente tutto il personale del Grey Sloan Memorial, ma la Bailey è il primario e ha dalla sua Catherine, il che fa una grande differenza. Il braccio di ferro sembra essere solo agli inizi, stanno preparando il terreno per lo scontro aperto, che non tarderà più di tanto ad arrivare. Le cose sarebbero certamente più facili se Eliza non fosse così odiosa e irritante: mi è quasi impossibile sostenere il suono della sua voce per più di trenta secondi consecutivi. Cos’abbiamo fatto di male? Non vorrei essere nei panni di Arizona, che oltre a difendere la sua sala operatoria deve anche gestire quel flirt iniziato e rimasto in sospeso. Una pretendente più simpatica, no?

L’assenza di Alex, invece, inizialmente misteriosa, diventa sempre meno credibile con il passare delle ore: capisco che gli sportelli informativi delle prigioni non trasudino disponibilità, ma è un po’ strano non trovarlo proprio da nessuna parte. Il malinteso è stato comunque utile per tenerci sulle spine per un altro episodio (e quindi, praticamente, per due mesi e mezzo) e anche per darci l’ennesima dimostrazione di quanto Meredith sia legata ad Alex (casomai ce ne fosse ancora bisogno). E quindi, mentre tutto l’ospedale piange la sua triste condizione di neo carcerato, Karev se ne sta tra le braccia di Morfeo, e quando all’ultimissimo momento Meredith se lo ritrova nel letto possiamo facilmente dedurre che non abbia accettato l’accordo; questo, però, lascia aperta una sola strada: ci sarà un processo. Anche questo serve, probabilmente, a preparare il terreno per un altro grande momento: dovrà arrivare, infatti, la resa dei conti anche per Jo. Tutto questo parlare dei rischi che corre, tutta questa tensione per la paura di venire scoperta devono pur condurre da qualche parte, e la conclusione non può essere altro che il confronto diretto con la fonte dei suoi (e nostri problemi). Anche Camilla Ludington, in una recente intervista, ha confermato che si aspetta di conoscere presto l’ex marito di Jo, e lo stesso vale per noi: nella speranza che serva a mettere veramente la parola fine a questa vicenda.

Appena iniziata è, invece, la crisi matrimoniale di Amelia e Owen: un matrimonio così felice e così pieno di solidi presupposti che è durato lo spazio di quattro episodi circa, un vero traguardo! Amelia ha ricominciato con le sue lagne, come se si fosse resa conto adesso e all’improvviso di essersi sposata, e Owen come sempre le corre dietro come un cagnolino cercando di risolvere le cose e dimenticando la propria dignità. Questa donna lo sta davvero rovinando, è così difficile da capire?

L’episodio è stato abbastanza neutro ed interlocutorio, emotivamente meno impegnativo del precedente e senza grandi sconvolgimenti nella trama, salvo gli ultimi secondi dedicati ad Alex (ma, in fondo, qualcuno davvero pensava che finisse in carcere?). La seconda parte della stagione sta ancora ingrandendo, ma di certo i fuochi d’artificio non tarderanno ancora molto; ormai lo sappiamo: con Grey’s non si deve mai abbassare la guardia.

Voto all’episodio: ♥♥♥ – Qualcuno assoldi un sicario per eliminare la Minnick

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