Grey’s Anatomy – 13×12 None of Your Business – Recensione by S.

Siamo giunti ormai a metà stagione: l’episodio ha segnato una svolta in alcune storyline ma sono ancora molti i punti in sospeso e le situazioni da risolvere.

Grandi passi avanti si fanno per quanto riguarda Alex: alla fine tutto si conclude con un nulla di fatto, grazie a DeLuca che fa cadere le accuse rendendo del tutto inutile un eventuale processo. Tutto bello, sì, ma magari pensarci prima? Andrew compie questo nobile gesto in extremis, quando viene a sapere che Alex sta per accettare il patteggiamento, e ovviamente lo fa solo per mettersi in mostra agli occhi di Jo, che senso ha tutta quella ramanzina che rifila al povero Alex? Cosa si aspettava, che andasse ogni giorno a chiedergli perdono? Era abbastanza evidente che avesse deciso di affrontare le conseguenze delle sue azioni, non c’era nessun motivo di aspettare tutto questo tempo, se non quello di evitare la parte dell’eroe; lo sapevamo già che è un bravo ragazzo, questo teatrino è solo controproducente e gli fa fare, a ben vedere, una pessima figura.

D’altro canto anche la povera triste Jo è davvero inqualificabile: fino ad ora l’ho sempre difesa, probabilmente a farlo eravamo rimaste io e Camilla Luddington, ma quando è troppo è troppo. Avrebbe potuto pensarci lei a far cadere le accuse, avrebbe potuto chiedere a Andrew di intervenire (dato che lui pende dalle sue labbra), invece se n’è rimasta lì inerte ad aspettare la manna dal cielo (interpretata per l’occasione da Ben), come se tutto fosse fuori dal suo controllo, con quella faccia da Vergine Addolarata che va incontro al suo destino senza fare nulla per cambiarlo (il che è anche agli antipodi con quello che è sempre stato il suo carattere). Non la salva nemmeno il fatto che passi il suo giorno libero a guardare (presumibilmente) Game of Thrones, di cui a quanto pare anche Stephanie è una grande fan: mentre la vita di Alex è in bilico lei non fa niente, assolutamente niente. Tant’è che cade dalle nuvole quando le viene riferita la grande novità, ed eccola che si precipita da lui: e uno si aspetta che succeda qualcosa, che si dicano qualcosa, che lei chieda scusa per essersi dimenticata di dargli una mano mentre lui era disposto a rinunciare alla sua carriera per salvarla. E invece no, si fissano per lunghi secondi e lei non apre bocca, non emette suono, nemmeno un verso onomatopeico, niente di niente. Capisco che ci siano ancora troppe cose in sospeso, però perdio, sono mesi che aspettiamo una svolta, datevi una dannata mossa.

Altrettanto negativa è la mia opinione su Eliza Minnick; le ho dato il beneficio del dubbio fino alla settimana scorsa, ma ad un certo punto bisogna accettare la realtà e dire le cose come stanno: questa storyline non funziona per niente. Non è solo colpa del personaggio nuovo, del resto Grey’s Anatomy è sempre riuscita ad introdurre gradualmente nuovi personaggi finendo per farceli amare (siamo arrivati a trovare simpatica Teddy, per dirne una), qui c’è qualcosa di più. La Minnick viene introdotta come un’antagonista, il che rende di certo più difficile affezionarsi a lei, ma non è la prima ad intraprendere questo percorso: ricordiamo la già citata Teddy e in tempi più recenti abbiamo avuto Riggs. Dopo nemmeno un anno tutti adoriamo Riggs, persino Owen, e stiamo parlando di uno che ha dovuto riempire il vuoto lasciato da Derek Shepherd! La Minnick invece proprio non ce la fa, in primis perchè è tanto fastidiosa, non le va mai bene niente, si lamenta di tutto e con tutti (prima chiede il sostegno della Bailey e dopo protesta per i provvedimenti presi) e il suo atteggiamento è sempre molto aggressivo, un tantino troppo; in secondo luogo, è la storyline stessa a non reggere, perchè è chiaro che se il progetto funzionasse e servisse ad aiutare i pazienti tutti gli altri medici finirebbero per approvarlo, e invece non sono nemmeno sfiorati da questa idea. La conseguenza è la guerra aperta tra due fazioni (nonché una crisi matrimoniale tra Richard e Catherine), con l’ingenua April messa sapientemente nel mezzo: adesso dovrà prendersi gli insulti di tutti, prepariamoci ad un nuovo crollo emotivo.

Non so come commentare, invece, il livello di follia raggiunto da Amelia: chiusa nel suo guscio di autocommiserazione e autodistruzione, non c’è niente che la convinca a tornare sui suoi passi, nemmeno le suppliche di Owen. Ci dispiace tanto per quest’uomo, ma del resto lo sapeva bene a cosa andava incontro, se soffre della sindrome del crocerossino non è colpa nostra e non ne dovremmo nemmeno sopportare le conseguenze: a quante altre scene pietose e insensate dovremo assistere prima che a questa storia venga finalmente messa la parola fine (seppure con molti mesi di ritardo?).

Per fortuna c’era Maggie a distrarci, lei con le sue beghe familiari: la reazione alla visita un po’ irruente della madre è del tutto comprensibile, una di quelle cose in cui chiunque si può immedesimare: ovviamente, conoscendo il vero motivo dell’improvvisata, è stato per noi ancor più doloroso che per lei assistere a quel litigio e ai conseguenti sensi di colpa. Non c’è dubbio che la situazione verrà chiarita e l’introduzione di questa trama almeno serve a distogliere Maggie dal triangolo amoroso con Riggs e Meredith, che la rendeva particolarmente infantile.

Nel complesso l’episodio è stato discreto, direi che si è salvato grazie ad alcune scene dal classico sapore di Grey’s Anatomy, come le lasagne mangiate sul letto di Meredith, la reazione quasi indifferente di lei ed Alex all’annuncio di April come primario ad interim o le battute sulla paziente del filo spinato. Sono questi momenti, in cui si prova quella sensazione di familiarità di quando si rivede un vecchio amico dopo tanto o di quando si torna a casa dopo una lunga assenza, a fare ancora di Grey’s Anatomy, alla tredicesima stagione, una perla del panorama televisivo.

Voto all’episodio: ♥♥♥ – Va bene il cambiamento, ma nessuno può mettersi contro Meredith. #TeamMeredith

[Potete trovare questo post anche dalle nostre affiliate Jessica Capshaw fan e We Love Alex Karev]

Facebooktwittergoogle_pluspinteresttumblrFacebooktwittergoogle_pluspinteresttumblr

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *