Grey’s Anatomy – 13×23 True Colors – Recensione by S.

“Look at you being the sane one”

Mai una gioia, ragazzi; mai una gioia. Del resto, dalla penultima puntata di stagione di Grey’s Anatomy cos’altro avremmo potuto aspettarci?

Se la capacità di maturare e variare è una delle doti di questa serie che più ho lodato negli ultimi anni, è anche vero che nella vita ci sono dei punti fermi, e uno di questi è che i finali di Grey’s Anatomy solitamente coinvolgono tragedie e/o catastrofi naturali. E allora perché non rispettare questa tradizione? Si possono benissimo raccontare storie di vita in cui tutti riescano ad immedesimarsi e, al tempo stesso, regalarci indimenticabili minuti al cardiopalma. Del resto, eventi di questo livello non si vedevano da un po’, ed assistere ad un’esplosione nei corridoi del Grey Sloan Memorial con presunta morte di una dei nostri oltre che ritorno dall’aldilà di un altro personaggio è stato un piacevole tuffo nel passato (vogliamo parlare del finale con la sparatoria? O di Meredith con la mano sulla bomba? O del quasi annegamento? O del blackout? Robe che Beautiful levati!).

Quest’anno i protagonisti della storyline a base d’ansia sono stati Stephanie, uno stupratore e una fastidiosa bambina: un perfetto trio, insomma. Stephanie è abbastanza sfortunata nel beccarsi il maniaco pazzo al primo giorno di lavoro, forse sarebbe davvero stato meglio rimanere in terapia per qualche settimana. Gestisce la situazione con ingegno e coraggio, io probabilmente al suo posto avrei sacrificato quella fastidiosa ragazzina per salvarmi, invece lei si preoccupa molto di metterla al sicuro; purtroppo, nonostante l’idea di dare fuoco allo stupratore fosse stata davvero brillante (e anche accattivante da guardare), Stephanie non riesce ad evitare l’esplosione che, si presume, le è costata la vita. Non c’è ancora chiarezza sulla sua sorte, magari non è morta ma solo molto ferita, magari si salva ma per il trauma abbandonerà il lavoro; insomma, potrebbe andare in molti modi diversi ma, in ogni caso, sappiamo bene che si tratta del contesto che porterà alla sua uscita di scena. Per quanto non mi sia mai stata particolarmente simpatica, nel tempo ha avuto un ruolo sempre più rilevante all’interno della serie ed è giusto che abbia modo di andarsene con una storyline degna del suo personaggio.

L’altro grande evento di questo semi-finale è la rivelazione shock su Megan, la sorella di Owen: pare proprio che, contro ogni previsione, sia ancora viva. Il povero Owen ovviamente è sconvolto e non si concede nemmeno un secondo di felicità per sprofondare immediatamente nei (più che comprensibili) sensi di colpa. Dispiace molto vederlo così (anche perché non gliene va bene una ultimamente), ma la cosa buona è che almeno Amelia si ricorda di essere sua moglie e cerca di stargli vicino come può (per esempio parlando con Teddy al telefono: ciao Teddy, quanto tempo che non ti vediamo!). Non cominciate con gli elogi ad Amelia e alla sua bontà d’animo perchè non ha fatto proprio niente di speciale, anzi, questo è il minimo sindacabile che si possa pretendere da lei, e tutto quello che ha fatto fino a dieci minuti prima rimane profondamente sbagliato, egoistico ed ingiusto. Ma chissà che la sorella ritrovata riesca a riportare chiarezza anche sul fronte matrimoniale di Amelia ed Owen (anche se, considerando come stanno messi, ne dubito fortemente).

La suddetta sorella ritrovata ci porta ad affrontare anche l’argomento Meredith e sul punto ribadisco il mio pensiero iniziale: MAI UNA GIOIA. Mai, manco a pagarla oro. Lei e Nathan ci hanno messo 9 mesi solo per il primo appuntamento, ora finalmente lei si convince a fargli conoscere i figli, io sto tutto il tempo con gli occhi a cuoricino davanti allo schermo e Shonda cosa fa? Mi fa tornare in vita il grande amore di lui?? Eh no!! Non vale così!! A me Megan stava pure simpatica, ma quando era morta! Ora arriva e mi manda tutto in frantumi, non è mica giusto! Come si permette di rimanere in vita così, senza avvisare nessuno? La gente ha davvero perso le buone maniere!

Concludo con Alex che ha trovato l’ex marito di Jo (come previsto interpretato da Matthew Morrison) e sta un giorno interno a farsi viaggi mentali su come avvicinarlo, salvo poi lasciar perdere tutto. E per fortuna, aggiungerei, ci manca solo un’altra rissa, ma di certo la cosa non è destinata a finire così; ho già l’ansia per quello che succederà, anche perchè probabilmente non sarà nulla di buono.

Insomma, questo episodio ci ha riportati alle antiche atmosfere Greysiane, quelle di quando nessuno poteva mai dirsi al sicuro, di quando spuntavano ex mogli ed amanti all’improvviso e di quando stavamo quaranta minuti con il fiato sospeso sperando che tutto finisse bene. Potrebbero esserci presupposti migliori per il finale di stagione?

Voto all’episodio: ♥♥♥♥ – Ma la gente morta non può restare morta? E perché, con tutti i cognomi a disposizione, ad Alex viene in mente di chiamarsi Stevens? Basta ricordare Izzie, rimuoviamola dalle nostre menti

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