Grey’s Anatomy – 14×06 Come on Down to My Boat, Baby – Recensione by S.

Dopo l’insensata dipartita di Nathan Riggs veniamo ricompensati con un episodio che mette Meredith al centro dell’attenzione e sul piedistallo su cui merita di stare da qui fino alla fine dei tempi.

Da un lato Meredith che ascende all’Olimpo della medicina e dall’altro avventura in barca per gli uomini del Grey Sloan: cosa chiedere di più? Gli episodi ambientati fuori dall’ospedale sono sempre un toccasana, un diversivo per alleggerire l’atmosfera e dare in modo semplice un’aria di novità ai personaggi. E proprio questo clima è spesso il catalizzatore di importanti cambiamenti: qui abbiamo la doppia presa di coscienza di Jackson, che vede lucidamente la situazione creatasi tra lui e Maggie e che riesce a trovare un’utilità ai soldi ereditati in modo da migliorare la propria vita professionale oltre che rendere piena di comfort quella personale; abbiamo anche la rivelazione di Warren, che ha stravolto la sua vita da anestesista per fare il chirurgo e adesso invece scopre di voler fare il pompiere… contento lui! Capisco l’esigenza di preparare il terreno in vista della partecipazione di Jason George allo spin-off, ma nonostante questo l’annuncio mi è sembrato un tantino avventato.

Ma poco importa, quello che davvero conta di questo episodio è Meredith che rivendica il suo ruolo di primo piano; senza perdere la sua ironia e la sua modestia si prende comunque i meriti che le sono dovuti, dalla pubblicazione dell’articolo (con tanto di copertina!) fino alla candidatura all’Harper Avery Award: è un piacere guardarla raggiungere questi traguardi, soprattutto alla vigilia del trecentesimo episodio, cosa che inevitabilmente ci riporta indietro nel tempo, ricordandola quando Webber la accolse in ospedale insieme al gruppo dei nuovi tirocinanti. E la storia si ripete, con nuovi giovani laureati in arrivo e intrecci amorosi pronti a mietere vittime: questa volta tocca al povero DeLuca, a cui davvero sul fronte personale non ne va bene una; speriamo che con questa “nuova ex fidanzata” abbia più fortuna.

C’è finalmente progresso anche sul fronte Alex-Jo: non ho ancora dimenticato l’inutilità della loro storyline nell’ultimo anno, ma vederla finalmente uscire dal suo torpore e affrontare di petto la situazione aiuta un po’ a perdonarle quello che ha fatto patire al povero Alex. Tutt’altro che progresso, invece, quello riservato al personaggio di Carina: sempre meno spessore, sempre meno personalità, dipinta semplicemente come una mezza ninfomane da usare come jolly per accoppiare qualsiasi personaggio temporaneamente single; e nel caso di Owen, fresco di separazione da Amelia (che comunque continua a non volersi prendere nessuna responsabilità, dando esplicitamente la colpa di tutti i suoi errori al tumore), l’unico commento possibile è: dalla padella alla brace.

Un episodio preparatorio in vista della prossima settimana, in cui si celebreranno i 300 episodi della serie: la nostalgia e il viaggio sul viale dei ricordi sono già iniziati, pronti ad intercettare le nuove storie e i nuovi personaggi, nell’eterno susseguirsi di emozioni che da sempre è Grey’s Anatomy.

Voto all’episodio: ♥♥♥ – #TeamMeredith ora e sempre!

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