Grey 's Anatomy – 14×10 Personal Jesus – Examen par S.

Quand vous semblez avoir un mauvais jour celui d’April Kepner pense dans cet épisode: tous vos problèmes seront remis en perspective.

Quando pensavamo che tutto fosse ancora incentrato su Jo e la violenza domestica, Ici c'est que Grey’s non perde tempo e infila altri due temi altrettanto importanti in un solo episodio: abbiamo, parallelamente, la crisi di fede di April e il razzismo della polizia americana verso i ragazzi di colore. Per qualcuno potrebbe essere troppa carne al fuoco, troppa fretta nel passare da un argomento all’altro, ma non per Grey 's Anatomy: con la solita maestria diverse storyline si intrecciano perfettamente l’una con l’altra, a tratti sovrapponendosi a tratti allontanandosi, alternando momenti seri e commoventi a momenti di leggerezza, con il risultato di dipingere un bellissimo quadro della società (americana e non solo) cours, delle difficoltà che le persone di fede possono incontrare sul loro cammino e sui dubbi che, plus généralement, sorgono per tutti in momenti particolari della propria vita.

La vicenda di Jo e Paul ci dà un senso di chiusura che, Malheureusement, tante vittime di violenza non avranno mai; una tragedia che si conclude con un raggio di speranza (anche senza la soddisfazione di umiliare Paul in tribunale), ricordandoci che anche dai momenti più bui si può rinascere, si può trovare un motivo per ripartire. La fidanzata di Paul descrive perfettamente il meccanismo di cui lei e tante altre sono rimaste vittime: la tua cerchia di conoscenze si fa sempre più piccola, ma per ogni persona che lui ti fa abbandonare (facendola passare per una tua idea) c’è un motivo che sembra validissimo (quel collega ti tratta male, quell’amica è una cattiva influenza, tutti quelli che non approvano le tue scelte non ti meritano); parallelamente il marito/fidanzato distrugge la tua autostima, in modo lento e quasi impercettibile, come la goccia che scava la roccia, e alla fine ti ritrovi da sola, convinta di essere la donna indipendente di prima mentre in realtà sei un burattino nelle sue mani. Una frase di Jenny è molto significativa: “when he started hitting me it was just barely a surprise“, perchè a quel punto sei talmente convinta che lui sia il depositario della verità assoluta che, se ti picchia, certo non è un gesto gentile però evidentemente sei stata tu a provocarlo. E dopo pensi ai momenti belli, a tutte le volte in cui lui ti ha aiutata e ti ha fatta sentire amata, e dove altro potresti andare senza di lui? Allora lo giustifichi, lo perdoni e continui a subire. Conosco personalmente almeno un paio di ragazze che vivono in simbiosi con il marito, quasi non fossero autorizzate ad esistere al di fuori di lui, e loro sono davvero convinte che sia tutto assolutamente normale. Come lo era Jenny prima di sentire le parole di Jo, prima di capire di poter chiedere aiuto: per questo è importante continuare ad ascoltare, tendere sempre una mano, se avete il sospetto che qualcuno si trovi in una situazione simile magari non potrete fare molto da soli, ma anche solo esserci, pour eux, è importante.

Tornando ad Avril, plutôt, la povera dottoressa si trova in uno strano momento della vita e se ne accorge con una serie di eventi concatenati, uno dietro l’altro, nell’arco di una giornata. Perdere un paziente non è mai facile, perderne due, di cui uno è ragazzino morto per colpa di un poliziotto razzista e che avrebbe potuto essere il tuo ex marito venti anni fa, è ancora peggio. Anche solo questo basterebbe a mettere a dura prova la fede in Dio di chiunque, ma finora April, che è anche stata in zone di guerra, era riuscita a trovare un senso, una spiegazione alle cose brutte del mondo, e la religione per lei non era un peso ma una forza propulsiva, una motivazione in più. Ma quel che è troppo è troppo, e in questo caso scatena tutto Matthew, l’ex fidanzato abbandonato all’altare; April aiuta sua moglie a partorire, con la giusta dose di divertente imbarazzo, e i sensi di colpa della Kepner per quello che ha fatto a Matthew sono in parte compensati dal pensiero che anche quella delusione l’ha condotto verso l’attuale moglie, l’amore della sua vita. Cependant, la morte di questa poverina fa crollare anche le ultime certezze di April, portandola a riflettere sulla sua vita e le sue scelte: è scappata via con Jackson ma prima hanno perso Samuel e dopo si sono lasciati, cosa sarebbe successo se non avesse scelto lui? Non vorrebbe davvero cambiare il passato, del resto Jackson le ha dato Harriett, ma è inevitabile che si ponga questa domanda. Avrà fatto la scelta giusta? Ha sempre pensato che tutto il dolore, tutte le cose negative venissero comunque trasformate da Dio in qualcosa di buono, ma adesso, tout d’un coup, non vede più questo schema, si sente abbandonata e tradita. In un momento così delicato April perde i suoi punti di riferimento e sembra perdere ogni fiducia nel suo Dio: nelle scene finali, al bar e nella doccia con il nuovo intern, è l’immagine stessa della rassegnazione. Dal mio punto di vista ateo, trovo comunque molto bella la scelta degli autori di toccare questo tema; la fede è un aspetto della vita molto importante per tante persone, e già in passato ci hanno mostrato (con April) come scienza e religione fossero in grado di coesistere. Ma cosa succede quando si dubita della propria fede? Come ritrovarla o come decidere di abbandonarla? Sono interrogativi che tutti, à un certain moment, si pongono (almeno i fedeli dotati di un minimo di raziocinio e non quelli che credono ciecamente a qualsiasi cosa gli venga detta, senza un minimo di pensiero critico). È l’inizio di un nuovo percorso per April e sono molto curiosa di vedere come andrà a finire.

Una menzione è d’obbligo anche per la Mur d'enceinte, protagonista di una scena intrisa di tristezza, che racconta in pochi minuti l’ingiustizia che ancora subiscono le persone di colore per il solo fatto di essere tali; se da un lato celebriamo Miranda, donna, nera e primario di chirurgia, allo stesso tempo suo figlio è ancora costretto ad imparare come difendersi dalla polizia e a temere di rimanere ucciso per un semplice fraintendimento.

Un episodio davvero bellissimo, perfettamente calibrato nelle scene, nei dialoghi e nei temi; quattordici stagioni ed essere ancora all’apice delle proprie capacità narrative è davvero un grande traguardo.

Note toutes les ’ épisode: ♥♥♥♥ – Merci, Shonda

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