Grey’s Anatomy – 14×11 (Don’t Fear) The Reaper – Recensione by S.

Dopo la violenza domestica, il medico transessuale, i poliziotti razzisti e la crisi religiosa Shonda Rhimes avrebbe potuto concedersi una breve pausa dagli eventi traumatici, invece ha deciso di tenere alta la tensione con un episodio tutto dedicato alla Bailey, vittima di un infarto.

Ovviamente, come sempre accade, l’evento in sé (in questo caso l’attacco di cuore) è un pretesto per affrontare temi più ampi ed approfondire lati del carattere del personaggio tendenzialmente meno noti. Ed effettivamente Miranda Bailey si meritava questo episodio: una degli ultimi quattro membri del cast originario, da quattordici anni al servizio dei fan, una colonna portante della serie ed un punto fermo dell’universo Greysiano, nessuno più di lei avrebbe avuto diritto a questi 40 minuti al centro dell’attenzione. Anche perchè, considerando quanto siano sfaccettati tutti i personaggi di Shondaland, è normale che, dopo tutto questo tempo, vi siano ancora lati inesplorati e aspetti da scoprire; è il caso, appunto, dell’infanzia di Miranda, del suo rapporto con la madre e delle sue battaglie nel mondo della medicina in quanto donna e, soprattutto, in quanto donna di colore.

Dal punto di vista della narrazione dell’infarto, non ci saremmo aspettati niente di diverso: la Bailey che a passo di marcia entra al Seattle Pres e ordina ai medici a quali esami sottoporla; ma anche qui, anche nella parte apparentemente meno riflessiva, i dialoghi tra medico e paziente sono usati come armi affilate con cui distruggere, uno ad uno, tutti i pregiudizi contro cui le donne lottano ogni giorni: sei solo nervosa, non sai gestire le tue emozioni, tuo marito non ti sta vicino, hai un’ossessione, è solo un disturbo mentale e così via, all’infinito, finché non stramazzi al suolo e, a quel punto, finalmente vieni presa sul serio.

I flashback ci offrono, invece, una finestra sulla crescita di Miranda, dall’infanzia alla partenza per il college (lo stesso di Hillary Rodham Clinton!); il rapporto con la madre, molto protettiva a causa della perdita della prima figlia e degli anni in cui vivevano, trova purtroppo qualche somiglianza nel rapporto di oggi tra Miranda e Tuck, soprattutto se pensiamo al discorso di due episodi fa sul rischio di venire ucciso dalla polizia, infinitamente maggiore rispetto a quello degli amici bianchi del ragazzo. E proprio grazie ad un’educazione in parte guidata dal timore, Miranda cresce coraggiosa e fiera: non ha paura di niente, soprattutto non ha paura di cadere e rialzarsi con le sue forze; e già quando viene ammessa al college o quando si prepara a partire ritroviamo in quella ragazza quei tratti distintivi che ne faranno un’ineguagliabile chirurgo di successo, che arriverà là dove, quarant’anni prima, nessuno avrebbe nemmeno immaginato pensarla.

Miranda è una bambina tranquilla, studiosa, ma nella sua quiete è determinata e irremovibile nelle scelte prese: è il simbolo di quei cambiamenti rivoluzionari che avvengono senza clamore ma con la costanza, con la pazienza (come quella di Maggie che non si assenta un giorno dalla scuola o dal lavoro dalla quarta elementare); quei cambiamenti che, quando avvengono, sembrano naturali ed ovvi, ma nascondono una guerra continua contro aspettative, pregiudizi e barriere. Miranda Bailey, una ad una, distrugge quelle barriere, e adesso abbiamo la dimostrazione che nemmeno un infarto può mettersi tra lei e i suoi obiettivi.

Voto all’episodio: ♥♥♥♥ – Miranda Bailey for president

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