Grey’s Anatomy – 14×12 Harder, Better, Faster, Stronger – Recensione by S.

Dopo settimane al massimo della forma era inevitabile, ad un certo punto, un calo della qualità; e infatti questo episodio si salva solo per i momenti di ironia (soprattutto quelli tra Jackson e sua madre), ma nel complesso possiamo affermare senza esitazioni che siano stati 40 minuti piuttosto inutili.

Un episodio in cui non succede nulla ma, a differenza di altri simili, non c’è nemmeno un diversivo per distrarre gli spettatori e mascherare un po’ il vuoto di contenuti; non aiuta nemmeno la fastidiosa paziente protagonista del caso strappalacrime del momento: bisognerebbe tifare per lei e per la cura rivoluzionaria di Amelia, ma quella bambina è talmente irritante che viene quasi da sperare nel peggiore degli epiloghi. Perché deve cantare in continuazione? È davvero necessario? Canta più lei durante l’operazione al cervello che una principessa Disney mentre indossa il vestito per il gran ballo! Basta, per carità, fatela smettere!

Quello che dovrebbe essere il filo conduttore dell’episodio, il grande concorso diretto da April, non riesce a mantenere viva la nostra attenzione: siamo ormai così abituati ad assistere ad interventi epocali che ormai nulla ci sorprende più, l’unica differenza la fanno i personaggi stessi: per esempio, la decisione di Jo di usare (anche) il suo vero nome per la pubblicazione, o la storyline della dottoressa transessuale (interpretata dall’attrice transgender Candis Cayne), peraltro ispirata a fatti realmente accaduti, le perle di saggezza di Webber o anche i simpatici equivoci tra la Bailey e Glasses (e qui si vede l’abilità di Chandra Wilson, che conquista lo schermo anche stando sempre seduta a letto e con pochissimi minuti di screen time).

Ulteriore elemento negativo sono i fratelli DeLuca: Carina continua ad essere tratteggiata in modo molto (troppo) superficiale, ha dei dialoghi inutili e non combina nulla di buono o interessante se non cercare di portarsi a letto Arizona; con queste basi è davvero difficile tifare per la coppia, anche volendo spingersi fino a considerarla tale. Andrew, dal canto suo, è stato uno dei miei preferiti sin dal suo arrivo, ma tutto è precipitato con l’aggiunta al quadro di Sam, l’ex fidanzata; dopo alcuni giorni di dubbio posso definitivamente dichiarare di non sopportarla, e i teatrini tra lei ed Andrew sono più fastidiosi di quelli tra Jackson e Maggie. Cos’abbiamo fatto di male per meritarci questi due? Capisco che ci debbano essere delle relazioni nuove ma questo tira e molla non funziona, non ci appassiona, non li rende simpatici e ottiene il risultato opposto a quello sperato. Spero vivamente che Shonda ascolti il grido di dolore dei suoi fan e ponga rimedio a questa storyline sgangherata.

Che dire, dopo questo episodio Grey’s si prende un’altra pausa di tre settimane, e forse è meglio così; avremo modo di dimenticarci la delusione e ripartire con nuova fiducia per lo sprint finale di questa quattordicesima stagione.

Voto all’episodio: ♥♥ – Possiamo tifare per il cancro di Kimmie?

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