Grey’s Anatomy – 14×16 Caught Somewhere in Time – Recensione by S.

Altra settimana, altro episodio da bocciare su tutta la linea per Grey’s Anatomy; questa 14esima stagione, iniziata con le migliori premesse, sta veramente andando alla deriva, e credo che solo un intervento radicale possa salvare la serie per il futuro.

La storyline di Jackson e Maggie peggiora a vista d’occhio episodio dopo episodio; non ci piaceva quando era solo una ventilata possibilità, non ci è piaciuto il primo bacio e ci piace ancora di meno adesso che si accoppiano negli stanzini dell’ospedale. Persino i dialoghi sono fastidiosi, non c’è nulla da fare, è un vicolo senza uscita, qualcuno ci faccia scendere da questa macchina in corsa diretta ad alta velocità verso uno strapiombo. Nemmeno il confronto tra Jackson e la madre, preoccupata di tutelare il suo matrimonio con Richard, salva in qualche modo la situazione; in un altro contesto sarebbe stata una cosa tenera, tanto per la madre quanto per il figlio, ma in questo caso è, come tutto il resto, un avvenimento buttato lì a caso, senza capo né coda, perché il problema di fondo è che questa storia non funziona e sfido chiunque a trovare dei fan che ci si siano appassionati.

Questa volta non ci ha salvati nemmeno Ellis, perchè lei e Meredith sono state relegate in un angolo dell’episodio e quindi anche l’unica cosa interessante è venuta meno; vorrei sottolineare che, dopo quattordici anni, pur in assenza di un interesse amoroso o di un paziente particolare, Meredith è ancora l’unica con qualcosa da dire; magari darle dello spazio in più, no? È vero che il cast fisso è molto vasto e che per gli autori è necessario dedicare del tempo a tutti i personaggi, alternando le storyline, ma se tutte quelle proposte non funzionano forse è il caso di considerare un cambio di rotta. Ad esempio, potremmo eliminare Carina, rimasta una macchietta dal primo episodio, così come l’inutile relazione tra Andrew e Sam Bello, di cui è già difficile ricordarsi il nome; questo vale un po’ per tutti gli interns, o gli si dà ampio spazio con qualcosa di meritevole, come fu ad esempio per Jo e Stephanie, o diciamo addio a tutti e portiamo nuova linfa al cast.

Non commento nemmeno la vicenda di Amelia e Owen: l’epilogo è quello prevedibile di qualsiasi commedia romantica sugli amici/ex che fanno sesso senza impegno, la scusa di Amelia di giustificare qualsiasi cosa con il tumore ha già ampiamente stancato ed è un escamotage davvero ridicolo per affibbiarle tutto d’un tratto una personalità completamente nuova; Owen è il solito burattino nelle mani della donna di turno, ho quasi paura di sapere come andrà questo improvvisa dichiarazione d’amore a Teddy: una di quelle cose che sai che devono succedere per anni ma, quando finalmente arrivano, complice i tempi e i modi poco indovinati, non fanno altro che rovinare quello che almeno prima era un equilibrio seppur precario.

Di questo episodio non si salva letteralmente nulla, nemmeno Arizona con quella bambina fastidiosa che appare solo per dire che vuole tornare a Seattle oppure trasferirsi a New York; la crisi di fede di April, argomento potenzialmente bellissimo, è stata rappresentata in modo infantile, al massimo adolescenziale, mi aspettavo davvero di più; sono contenta di averla vista crollare alla fine, perchè almeno questo segna (forse) il punto più basso e l’inizio della reazione; sperando che, almeno questa fase, venga gestita in modo più maturo.

Non ho nemmeno guardato il trailer del prossimo episodio per non farmi del male gratuitamente, non credo di essere arrivata a questo livello nemmeno in quelli che tutti ricordano come i momenti più bui di Grey’s Anatomy (tipo Izzie che faceva sesso-fantasma).

Voto all’episodio: ♥ – No comment

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