Grey’s Anatomy – 14×20 Judgment Day – Recensione by S.

Questa settimana la recensione arriva un po’ più tardi del solito, in parte posso dare la colpa al ponte del 25 aprile, ma in parte è colpa dell’ennesimo episodio che potremmo tranquillamente dimenticare.Ad onor del vero, la puntata di questa settimana, seppure inutile, è stata almeno divertente; i medici sballati dai biscotti alla marijuana sono più sopportabili rispetto a quando sono nel pieno delle loro facoltà fisiche e mentali (almeno recentemente), e la menziona d’onore va senz’altro ad Alex in fame chimica che cerca di accudire un bambino.

Ciò detto, non c’è assolutamente nulla che valga la pena essere ricordato, se non per lo scandalo che ha colpito la fondazione Avery. L’argomento è senz’altro molto attuale, ed ho apprezzato la posizione di Catherine, che rifiuta di sentirsi in colpa per quello che fece trent’anni fa: sa bene che è sbagliato, ma sa anche che era un mondo diverso, che oggi sceglierebbe un’altra strada e che, soprattutto, al tempo non aveva la stessa voce di adesso. Sarà interessante assistere all’effetto domino che dovrebbe derivare dalle scottanti rivelazioni, del resto è il crollo di uno dei capisaldi del mondo Grey’siano, oltre che un argomento molto caro agli autori. Sono contenta anche che il tema venga presentato coinvolgendo direttamente uno dei fulcri della serie, e non semplicemente affibbiandolo a qualche figura esterna facilmente identificabile come il nemico di turno: in questo modo, collocando il male nella cerchia che amiamo e conosciamo, si descrive meglio il complesso groviglio di sentimenti e rapporti che spesso si accompagnano ai casi di molestie (sul lavoro o in famiglia che siano). Tutto dipende da come la storyline verrà sviluppata: il fatto che manchino pochissime settimane al finale e l’andamento generale della stagione non fanno sperare molto bene, ma non è mai detta l’ultima parola.

Non so nemmeno come commentare, invece, la novità nella vita di Owen: ostaggio di un circolo vizioso di storie sbagliate e desideri non corrisposti, non c’era davvero via d’uscita per lui, almeno in assenza di una donna che finalmente volesse dalla vita le stesse cose che vuole lui. Per risolvere l’impasse, nel giro di mezza giornata diventa genitore affidatario di un neonato… troppo poco realistico persino per Grey’s, ma facciamo finta di niente. Del resto questo cambio di rotta potrebbe anche essere positivo per lo sviluppo del personaggio, da troppo tempo rimasto incastrato nei suoi stessi errori; spero solo che il neonato non risvegli l’istinto materno di Amelia proprio adesso che abbiamo appurato che tra lei ed Owen non c’è mai stato nulla di serio.

Ancora non pervenute delle storyline per April e Arizona (ques’ultima avrò probabilmente a che fare con l’annunciato ritorno di Geena Davis nei panni di Nicole Herman, sicuramente meglio di sentirla blaterare su un mai visto grande amore con Carina), ma ormai c’è poco da fare se non rivolgere preghiere agli dei della televisione in attesa del finale.

Voto all’episodio: ♥♥ – Non riesco comunque ad essere dispiaciuta per Marie Cerone

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