Homeland – 5×06 Parabiosis – Recensione by R.

Homeland_2x06_Saul

Arrivati a metà stagione Carrie è costretta ad una pausa, mentre gli altri personaggi prendono i propri posti su quello che sarà lo scenario a venire.

Primo fra tutti Saul Berenson, protagonista di un negativo turbinio di avvenimenti di cui è difficile non compiacersi; specialmente dopo la scena iniziale con Carrie. La Mathison chiede il suo aiuto per accedere ai documenti della CIA, gli dice che la vogliono morta e che Quinn è stato ucciso. È evidentemente disperata, basterebbe quella parrucca a confermarlo, eppure la risposta di Saul è un infantile mezzo sorriso beffardo. Rimango stordita quanto Carrie di fronte a quella faccia sfrontata! Berenson a malapena vuole guardarla negli occhi, si scansa e s’infastidisce di fronte alle verità che la sua ex protetta gli sciorina davanti; non si prende nemmeno un momento per riflettere sulle parole della donna, si è legato strettissimo al dito lo smacco di mesi fa avvenuto off screen, provocandosi chiaramente un minor afflusso di sangue al cervello. Quel “Well, you shouldn’t have” di fronte al rischio corso dalla Mathison per raggiungerlo è il colpo di grazia, che fa crollare quel minimo di fiducia che sia Carrie che noi ancora nutrivamo in quell’uomo. Il suo vendersi nel precedente Season Finale, l’astio della premiere e i giochi di potere a cui si è tanto affezionato non l’avevano del tutto scalfita, non abbiamo mai creduto veramente che volesse uccidere Carrie, ma di fronte a questa reazione, se non sapessimo della responsabilità dei russi, è legittimo pensare che sarebbe capace di tutto.

Homeland_2x06_Carrie

Ecco perché il caos in cui finisce dalla mattina seguente è strameritato. Carrie gli ha messo una pulce nell’orecchio dicendogli che è pedinato dalla sua stessa agenzia e così Saul si accorge di tutti quei dettagli che prima gli sfuggivano. D’altronde sempre la stessa auto, sempre gli stessi uomini, pure a me sarebbe sorto il dubbio. In un clima da complotto internazionale, Saul viene man mano messo da parte dai suoi colleghi: niente accesso ai documenti, ai server, agli uffici e dulcis in fundo la macchina della verità. Un’umiliazione che Saul proprio non si aspetta e che arriva da colui a cui si è venduto senza farsi troppi scrupoli, Dar Adal. Quest’ultimo ha usato Saul finché gli è servito, ma non sono mai stati gli amici per la pelle che ci hanno voluto far credere nelle scorse puntate. Un errore del passato di Berenson non consente un rapporto di fiducia tra i due e comunque, possibile che Saul, temprato dai giochi di potere, abbia creduto che Dar non lo avrebbe sacrificato alla prima occasione utile? Dopotutto la scusa del sacrificio degli uomini per uno schema più grande è la stessa usata da Dar per convincere Saul a passare dalla sua parte.

Braccato nei suoi stessi uffici, Berenson sgattaiola via tra una stanza e l’altra, recupera in extremis i documenti e riesce, con modalità degne di uno spy-thriller, a farli avere a Otto. Quest’ultimo li consegna a Carrie appena prima che la donna parta, dicendo addio per sempre alla sua vita. La Mathison infatti dopo la cocente delusione di Saul, deve incassare anche il voltafaccia di Jonas. L’uomo non ce la fa a reggere la vita condotta dalla compagna ed è ancora piuttosto ingenuo al riguardo, come può pensare che lei possa tornare a casa bella tranquilla con lui e chiedere aiuto alle autorità? Sola, Carrie si arrende, è pronta a cancellare ogni ricordo della sua vita, Frannie compresa, e a nascondersi per sempre. Per fortuna Otto si rivela affidabile e con Saul redento, la Mathison ha alleati su cui poter contare.

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Fra questi ultimi possiamo continuare ad annoverare anche Quinn, che ogni settimana ci mette in ansia per poi sopravvivere più forte di prima. Se l’uomo che lo ha soccorso ha solo buone intenzioni, non può dirsi altrettanto dei suoi coinquilini, a cui si è appena aggiunto un sospetto terrorista uscito di prigione grazie all’articolo di Laura. Il mio livello di tolleranza verso di lei è già bassissimo, figuriamoci ora che ha indirettamente messo a rischio Peter! Ma Quinn è invincibile, il John Cena di Homeland! Se John con il naso rotto ha battuto Seth Rollins, Peter ferito al fianco colpisce letalmente alla gola quel presunto terrorista dalla stazza non indifferente.

Vedremo come e quando si riunirà a Carrie, ora comunque il trio del passato è di nuovo dalla stessa parte della barricata ed è tempo di scoprire cosa nascondono i russi e soprattutto Allison Carr. Senza però mai sottovalutare Dar Adal.

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