How To Get Away With Murder – 1×03 Smile, Or Go To Jail – by S.

michaela

Come prevedibile, Murder ci regala un altro bell’episodio, forse il più bello finora, e la cosa migliore è che riesce a farlo anche quando l’oggetto più inquadrato per tutti i 43 minuti è l’enorme anello di fidanzamento dell’inutile Michaela.

Non che Michaela abbia fatto qualcosa di male, è tutta graziosa e intelligente, ma ha un po’ quell’aria da sposina isterica che confronta i carati degli anelli con le amiche; l’impressione è confermata dal fatto che nei flashforward sia sempre lei a rallentare il gruppo e a lamentarsi di tutto, anche se questo potrebbe semplicemente significare che è l’unica persona normale mentre gli altri praticamente non fanno una piega quando decidono di bruciare un cadavere. Date queste premesse, trovo molto divertente la rivelazione che il suo fidanzato perfetto abbia avuto un flirt con Connor, ma la scenata che lei gli fa poco dopo non era molto credibile: o meglio, capisco il porsi dei dubbi, ma quel discorso su “I’ll divorce you, take all your money and destroy every chance you have of a political carreer” la fa sembrare una ragazzina qualunque che gioca a fare Claire Underwood.

Detto ciò, tutto il resto nell’episodio funziona benissimo: il caso settimanale riserva una sorpresa dietro l’altra, cosa non facile dopo l’inquietante assassino dell’1×02, e la storyline principale prende sempre più forma; oltre a nuovi dettagli nei flashforward (soprattutto Michaela che perde il dannato anello sulla scena del crimine, e per educazione mi astengo da qualsiasi commento), la trama prende piede anche nel presente (o passato, dipende dai punti di vista, perchè in effetti nel pilot il presente era quello del falò: cose che nemmeno in LOST!). Ora si avvicina il processo per l’omicidio di Lila, e quindi i piani narrativi del presente e futuro si incastrano sempre di più, le trame si stringono senza lasciarci via di scampo, non finché l’omicidio non sarà risolto. Nel mistero continua a giocare un ruolo l’ambiguità di Annalise nei confronti del marito; la sua reazione quando Nate le conferma l’alibi di Sam ha due possibili letture: è sinceramente sollevata o finge di esserlo mentre dentro di sè impreca perchè non riesce a incastrarlo? O forse, terza possibilità, lei sa benissimo da sola che l’alibi non regge ed è tutto uno schema ancora più grande di cui anche Nate è una pedina? Stiamo sopravvalutando Annalise o ne sarebbe davvero capace?

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L’altra parte interessante della puntata è quella che riguarda Wes e Rebecca: se, eccezion fatta per Annalise, gli altri personaggi faticano ancora a trovare una loro dimensione, loro sono gli unici che si dimostrano interessanti, anche perchè sono gli unici che hanno un ruolo attivo nella trama di fondo. Rebecca, in particolare, pur avendo avuto pochissime scene, si rivela la più intrigante, perchè ognuna di quelle scene le riversa addosso un certo alone di mistero, quel mistero che fa proprio venire voglia di saperne di più, perchè è evidente che ci sia di più. Anche il fatto che abbia confessato tutto non la fa odiare perchè fa la difficile o perchè complica le cose, bensì accresce la consapevolezza che la vicenda è ben più complicata di quanto sembri: che cosa la spinge a comportarsi così? Del resto, se non avesse i suoi buoni motivi, Annalise non avrebbe scelto di difenderla, se no che trama seguiamo per le prossime puntate?! Ovviamente potrebbe benissimo essere tutto fumo negli occhi, ma per ora diamo a Shonda la fiducia che merita.

In definitiva, il giudizio continua ad essere positivo, Murder non perde un colpo e vi lascio con una considerazione estremamente profonda: da 1 a 10, quanto è invidiabile la collezione di vestiti e collane di Annalise?!

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