How To Get Away With Murder – 1×08 He Has A Wife – by S.

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Il momento tanto atteso e tanto anticipato è finalmente qui: la notte del falò è arrivata e stiamo per scoprire la risposta alla domanda del secolo: who killed Sam??

Continua l’aspetto più significativo della serie, ossia la dicotomia pubblico-privato del personaggio di Annalise; se sul lavoro ama vincere e vince sempre, nel privato ama avere tutto sotto controllo ma nulla va come dovrebbe andare. Quando scopre della gravidanza di Lila è, diciamo, un tantino alterata, ma poco dopo si mostra sconfitta, sembra accettare tutte le ingiustizie (il marito fedifrago e la sterilità) come punizione per aver portato via l’uomo ad un’altra donna. Ma se è riuscita a perdonare Sam finora, se è riuscita a perdonare la sua ennesima storiella, ci sono altri tradimenti che non può tollerare. Mi riferisco, ovviamente, alla confessione di Bonnie; il braccio destro di Annalise, invaghita proprio di suo marito, ha sempre detto che avrebbe fatto di tutto per il suo capo ed è proprio lì che sta la sua vera lealtà: Sam si serve di lei e del fascino che esercita su di lei per fare l’unica cosa a cui pensa sempre, ossia salvare se stesso; pensa di convincerla a mentire per lui con un semplice bacio, dandole un contentino, ma persino Bonnie adesso lo vede per l’uomo misero (e sospettato di omicidio) che è. Come ha detto la sua interprete Liza Weil in una recente intervista, Bonnie lavora troppo e ha una vita sociale così scarsa da rasentare la patologia, ha idealizzato Sam pensando che potesse darle l’affetto che non riceve nella vita ma è evidente che non è così, la sta solo manipolando, mentre lei deve tutto ad Annalise ed è tenuta ad essere onesta con lei. Se ne accorge un po’ tardi però, perché, come dicevo prima, Annalise non può sopportare anche questo, un tradimento su due fronti: per quanto Bonnie chieda perdono e le dichiari la sua totale devozione, non è più sufficiente. Annalise deve poter avere ancora il controllo su qualcosa, e se non può controllare le menzogne di Sam, può certamente allontanare da sé una delle persone coinvolte in quelle menzogne. Vorrei suggerire ad Annalise che un’altra mossa utile per evitare problemi sarebbe smettere di usare il salotto di casa sua come studio di tutti quelli che lavorano per lei, ma del resto è da lì che nasce tutto: servirà pure un elemento catalizzatore degli eventi e delle relazioni tra i vari personaggi; altrimenti ci ritroveremmo a vederli ognuno a casa propria mentre si scrivono su Whatsapp, uno scenario non particolarmente avvincente! Tornando al momento focale dell’episodio, la scena del confronto tra le due donne è, ovviamente, bellissima: finalmente vediamo di cosa è capace Liza Weil mentre Viola Davis, come sempre, sa dire tutto con un solo sguardo. Bastano pochi gesti, pochi passi per trasmettere lo smarrimento di una e le delusione dell’altra, e parte del merito va certamente alla regia di Debbie Allen, ossia la Mrs. Avery di Grey’s Anatomy (com’è piccolo il mondo!).

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Nonostante la trama sia ormai arrivata alla notte dell’omicidio, i flashback non si interrompono e, questa volta, vengono usati per raccontare la versione di Lila dei suoi ultimi giorni di vita; la sua amicizia con Rebecca fa sembrare quest’ultima sempre più innocente, e infatti si dà ormai per scontata la colpevolezza di Sam; con Lila ancora in vita scopriamo anche un altro lato di Rebecca, quello più spontaneo nei momenti in cui finalmente lascia cadere (quasi del tutto) le sue barriere, un lato di cui finora solo Wes ha visto qualche spiraglio. A parte questo, i flashback di Lila non aggiungo niente di concreto alla trama, ma servono più che altro ad aumentare l’hype in vista della rivelazione della prossima settimana. Altro evento della puntata è lo scontro tra Michaela e la futura suocera, scena in cui scopriamo che le origini della ragazzina con la puzza sotto il naso sono ben diverse da quelle che vuol far credere, da cui deduco che di quelle origini non vada molto fiera. Per quanto adesso si atteggi da snob, messa a confronto con una che è quello che lei per ora può solo sognare di diventare, le sa tenere testa per un po’ con qualche vuota parola sull’amore, ma poco dopo cede alla rabbia, cosa molto poco saggia quando le trattative sono in corso; con l’ambizione che si ritrova non accetterà mai di rinunciare al matrimonio e al progetto idilliaco di vita che si è creata, quindi farebbe bene ad allenare le sue doti diplomatiche.

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Ma siamo onesti, al momento a nessuno interessa nulla di Michaela o dei problemi sentimentali di Frank e Laurel, l’unico dubbio che non ci fa dormire la notte è il Grande Mistero del 2014; who killed Sam? Se prima puntavo tutto su Bonnie, ora non ne sono più così convinta, perché non la stessa Annalise? Adesso che ha deciso per il prelievo di DNA da tutti gli uomini nella vita di Lila (“including her teachers”: applausi!) sembra aver imboccato la strada della vendetta. Ma sono troppo curiosa anche per elaborare altre teorie: comincia il conto alla rovescia per l’episodio del 20 novembre!

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