How To Get Away With Murder – 1×14 The Night Lila Died – 1×15 It’s All My Fault (Season Finale) – Recensione by S.

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OH MY GOD!! OH MIO DIO!! OH MON DIEU!! Non riesco a ricordare l’ultima volta che una serie mi abbia tenuta così sulle spine, per scoprire chi fosse il colpevole e cercare di risolvere i suoi tanti misteri: Murder è senza dubbio riuscito in tutto questo, con un finale assolutamente all’altezza della migliore nuova serie drama della stagione televisiva 2014/2015.

Questa prima stagione si è conclusa con un doppio episodio, unica cosa che ho da criticare: comprendo l’esigenza di prolungare la suspense il più possibile, ma il caso della settimana a questo punto non era assolutamente necessario. Per quanto possa essere accattivante la trama alla Uccelli di Rovo, non era il momento di dilungarsi con preti innamorati e ragazzini molestati: l’unica cosa che ci interessava era avere risposte alla domande che ci poniamo da ottobre. Anche la storyline sull’aids di Oliver non ha avuto il giusto tempismo: tutti lo adoriamo, e adoriamo lui e Connor, ma la nostra attenzione era tutta per Lila, Rebecca e Sam, ogni deviazione dalla trama principale era solo una fastidiosa perdita di tempo. Esclusi questi dettagli, tutti gli altri elementi del finale hanno funzionato benissimo come ci si aspettava.

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Affrontiamo una questione alla volta e partiamo dalla domanda principale, che sembrava risolta fino a una settimana fa: who killed Lila? All’improvviso non era più così sicuro che fosse stato Sam e, soprattutto, si è ricominciato a sospettare di Rebecca. Con il ritorno di questi sospetti i Keating Five sono diventati un tantino isterici, ma Rebecca non ha fatto proprio nulla per cercare di tenerli sotto controllo. Va bene l’infanzia difficile e la diffidenza, ma perché ti rifiuti di collaborare nel momento in cui ti sarebbe più utile? Era di nuovo al Rebecca dei primi episodi, che prima confessava e dopo ritrattava, un comportamento che ho sempre trovato molto irritante. Ma per quanto lei facesse di tutto per sembrare colpevole, più i minuti passavano e più mi sorgeva il dubbio che la vera colpevole fosse Annalise: tutti quei discorsi sulla necessità di convincersi della propria versione dei fatti per riuscire a fare quel lavoro (e a vivere con il peso di quello che si è fatto) puntavano chiaramente in quella direzione. Sarebbe stato un twist non da poco, ma forse avrebbe compromesso troppo il personaggio, rendendo difficile creare altre storyline altrettanto valide per il futuro.

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E infatti no, non è stata Annalise ma il suo fedele Frank, che con aria sdegnata ha pure rimproverato Laurel dicendole “Is that who you think I am? Some freaking hit man? No wonder you dumped me”. Vatti a fidare! Bisogna anche rivedere il concetto di fedeltà di Frank nei confronti del suo capo, dato che ha ucciso su ordine di Sam e, soprattutto, dato che aveva nei suoi confronti un qualche debito che rendeva giustificato chiedergli di strangolare una ventenne incinta. Alla luce di questa rivelazione si aprono moltissimi scenari: Frank è da sempre un traditore? In che rapporti era con Sam? Che cos’ha fatto Sam per lui? Come ricorda lo stesso Norwalk, la cosa interessante è, con il senno di poi, rivedere l’unica scena in cui i due sono comparsi insieme: nel primo episodio, Bonnie guarda la televisione mentre danno la notizia del ritrovamento del corpo di Lila, Frank è con lei e Sam entra in casa; i due si ignorano completamente, ma quante parole non dette contiene quel silenzio!! Dover aspettare (almeno) otto mesi per riprendere le fila della questione è una prospettiva che mi affligge! La verità sulla morte di Lila rende vera, in un certo senso, la versione dell’omicidio a cui Annalise e i Keating Five hanno deciso di credere: Sam può non essere stato l’esecutore materiale dell’omicidio, ma è lui la mente dietro il disegno generale e di certo va considerato responsabile tanto quanto Frank, se non di più. Questo mi fa molto piacere, perché il mio disprezzo nei suoi confronti aveva già raggiunto i massimi storici.

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Per gran parte della seconda parte del finale mi sono domandata come sarebbe andata a finire la relazione tra Wes e Rebecca dopo che lui l’ha tenuta in ostaggio legata ad una sedia per un giorno intero; purtroppo non lo sapremo mai, dato che la cara Rebecca è misteriosamente morta nella cantina di casa Keating. Ma guarda un po’! Come una fenice che risorge dalle proprie ceneri, Murder risolve l’omicidio al centro della sua prima stagione e, da quel mistero svelato, ne nasce un altro, che sarà il fulcro della prossima (il rinnovo è stato confermato proprio dopo la messa in onda del finale). La stretta connessione tra i casi della prima e della seconda stagione presenta dei rischi, come quello di appiattire la trama e renderla ripetitiva, ma finora Nowalk e i suoi si sono dimostrati in grado di evitare abilmente tutte le trappole (a parte una piccola mancanza di coerenza: che fine ha fatto Hannah?!), e anche i colpi di scena inaspettati non sono mancati. Dopo un esordio così positivo, per critica ed ascolti, è sempre difficile raggiungere lo stesso livello di eccellenza, non vedo l’ora di scoprire cosa si inventeranno.

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In occasione del finale il personaggio di Annalise è stato presentato da un’angolazione leggermente diversa dalla piega presa ultimamente: la visita della madre l’ha rimessa in sesto, perché non ha più mostrato il suo lato debole, le sue fragilità, non si è più messa a nudo. Al contrario, ha indossato fieramente tutta la sua armatura e ha fatto ciò che sa fare meglio, anche quando questo comportava compiere azioni orribili (come, ad esempio, far picchiare Nate in carcere). Abbiamo rivisto l’Annalise dei primi episodi, combattiva, senza scrupoli, che per vincere non si ferma davanti a niente, con la differenza che adesso la sentiamo affermare “No god should sorgive me for all the bad things that I’ve done”, ma non fugge da questa consapevolezza, la abbraccia e la affronta, continuando decisa per la sua strada. E la vicenda di Nate si fa sempre più intricata: il nuovo procuratore nasconde sicuramente una mente diabolica dietro quell’aria da svampita, penso che Annalise troverà pane per i suoi denti. E di chi è il numero che Nate si è finalmente deciso a chiamare?

Insomma, il finale di stagione ha più che soddisfatto le mie aspettative, anche se a conti fatti da questi due episodi abbiamo avuto più nuove domande che risposte (chi diavolo è Eggs 911??): Murder ci ha tenuti con il fiato sospeso per cinque mesi soltanto per scoprire l’identità di un assassino, e già questo è dimostrazione della qualità della serie; ora però ci tiene con il fiato ancora più sospeso in attesa di scoprire cose che fino a pochi giorni fa non avremmo immaginato. How To Get Away With Murder non si accontenta e non si limita ad accontentarci, va oltre; ci fa penare per darci quello che vogliamo e, una volta che l’abbiamo ottenuto, fa sì che non ci basti più, c’è sempre qualcosa di meglio ad aspettare. E questo è ciò che fa di una serie una grande serie.

[Come sempre un ringraziamento alle affiliate su Facebook che pubblicano le recensioni: How to get away with Murder – Italian Fanpage e How to get away with Murder Italia]

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