How To Get Away With Murder – 2×04 Skanks Get Shanked – Recensione by S.

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Sembrava impossibile, ma a volte nemmeno Annalise Keating riesce a tenere tutto sotto controllo: a quanto pare, si può insabbiare solo un certo numero di omicidi prima che la fitta trama di relazioni necessarie a reggere il gioco cominci a disgregarsi.

E sono proprio i Keating Five a mettere i bastoni tra le ruote ad Annalise (e anche a se stessi), ognuno in modo diverso ma tutti molto pericolosi. C’è Connor, quello con le motivazioni più nobili, che non riesce a sopportare i sensi di colpa: dopo la morte di Sam e la scomparsa di Rebecca, l’adolescente sociopatica è stata troppo per lui. Il rimorso per quello che è successo lo portano sull’orlo della crisi isterica, ormai convinto del lavaggio del cervello di gruppo a cui la la loro insegnante li sta sottoponendo; peccato che, mostrandosi così preoccupato per il passato, ad Annalise basti davvero poco per rimetterlo in riga e piegarlo alla sua volontà: con un semplice ricatto si ottiene sempre tutto.

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Di ricatti sa qualcosa anche Asher: purtroppo, non abbiamo ancora scoperto molto sulla misteriosa vicenda di Tiffany, ma si è capito che Asher ha venduto Annalise (pur essendo, ironicamente, quello meno coinvolto di tutti) in cambio di protezione per se stesso. Per arrivare a tanto avrà sicuramente delle buone motivazioni, e Bonnie è già pronta a scoprirle tutte, evidentemente fingendo di aver ucciso Sam: che piano avrà architettato? Chiude il cerchio Wes, che sembra ottenere qualcosa nelle sue indagini su Rebecca ma è talmente intelligente da mettersi a chiacchierare con Nate in mezzo al parcheggio dell’ospedale, in modo da essere perfettamente visibili da chiunque si trovi a passare di lì (nello specifico, da Annalise, che stava giusto decidendo se aiutare la moglie di Nate a suicidarsi o meno). Il tradimento di Wes per Annalise è il peggiore di tutti, perché è il più pericoloso: lo affronterà o, come al suo solito, agirà dietro le quinte, senza darlo a vedere?

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Un netto miglioramento, invece, per Michaela, che all’improvviso sembra persino simpatica, senza però perdere quel velo di isteria che da sempre la contraddistingue. È un peccato che questa riscoperta di se stessa coincida proprio con il fatto di essere usata ed ingannata dal fratello di Rebecca, non credo che la prenderà tanto bene quando lo scoprirà. Altro elemento a suo favore è il ruolo centrale che sembra avere nel mistero che ruota intorno ai due fratelli e al tentato omicidio di Annalise, almeno stando ai flashforward: la trama continua ad infittirsi, e come sempre appena scopriamo una cosa in più ecco che sorgono altre mille domande.

L’hype intorno alla scoperta di chi abbia sparato ad Annalise e di cosa diavolo nascondano quei due fratelli è sempre più alta: da questo punto di vista la serie non perde un colpo rispetto alla scorsa stagione. Anzi, si può dire che, trattandosi di un meccanismo già rodato, questa volta funzioni ancora meglio: i flashforward non sono mai troppi, così da non risultare fastidiosa la continua riproposizione delle stesse scene (come avvenne l’anno scorso con il falò e la cheerleader volante), ma disposti intelligentemente nel corso dell’episodio, esattamente dove serve per ricordarci che, per quanto possiamo distrarci con altri casi ed altri avvenimenti, il grande mistero è sempre lì, pronto a colpirci quando meno ce l’aspettiamo.

Concludo con un plauso a Zoey, la giovane assassina dal viso d’angelo: anche se l’episodio fosse stato il più noioso della storia televisiva, la sua sfuriata in aula sarebbe bastato a risollevarlo. Eleggo “you’re next, whore!” a frase simbolo della settimana.

[Come sempre potete trovare le recensioni dalle nostre affiliate How to get away with Murder – Italian Fanpage e How to get away with Murder Italia]

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