How To Get Away With Murder – 2×10 What Happened To You, Annalise? – Recensione by S.

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La Shonda Night è tornata davvero in grande spolvero dalla pausa invernale: se già Grey’s Anatomy aveva ampiamente superato le aspettative, Murder non è stato da meno e, ancora una volta, gran parte del merito va alla stupenda Viola Davis.

L’episodio ripropone la solita struttura fatta di flashback e flashforward, riservando per i momenti finali l’attesa rivelazione (questa volta, il legame tra Annalise e il piccolo Wes), svelando però solo il minimo indispensabile in modo che la storyline possa essere sfruttata il più a lungo possibile. Lo schema narrativo è costante e, ormai, privo di sorprese, ma nonostante questo non risulta mai noioso né ripetitivo o forzato; questo è dovuto senz’altro alla qualità della trama e all’abile regia, che riesce a tenerci sempre e comunque con il fiato sospeso, dosando perfettamente scene scioccanti e momenti più calmi.

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Il momento più atteso da tutti era certamente il confronto da Annalise e Wes (o Christophe che dir si voglia); a quanto pare non si tratta di un legame madre – figlio (almeno non biologicamente parlando), come molti sospettavano, ma di qualcosa di più complicato. Annalise e la madre di Wes si conoscevano, ma fu un incontro casuale o orchestrato per un fine misterioso? E che fine ha fatto il figlio di Annalise? In che modo la sua gravidanza è legata al suicidio della madre di Wes? Come sempre, Murder ci fornisce una risposta e contemporaneamente fa sorgere altre mille domande. A parte questo, dopo un certo numero di omicidi e gente che trafuga in ogni dove, sorge spontanea una domanda: perché Annalise non chiude mai a chiave la porta di casa? Ciò detto, ancora una volta Annalise conferma di essere uno dei personaggi meglio riusciti nel panorama televisivo degli ultimi anni: ha allucinazioni di figli e bambini abbandonati per tutto il tempo, ma al momento di affrontare il sempre lamentoso Wes la sua reazione è tutt’altro che materna: “you ruined me”, gli dice, ed ecco che in un attimo cambia tutto, bastano tre parole per alludere ad un passato molto più complicato del previsto, a sottolineare quanto la professoressa Keating sia una donna complessa e dalle infinite sfaccettature.

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Molto cambiata è l’atmosfera nel gruppo dei Keating Five, capitanati da Frank e Bonnie: dopo le vicende a casa Hapstall nessuno è più escluso e, anzi, il legame si è fatto più stretto tra tutti; c’è una certa tensione di fondo, del resto sono legati per sempre non da sincero affetto ma da una scia di omicidi, ma è possibile che questo costituisca il punto di partenza per legami più veri (come sembra essere, ad esempio, per Connor e Michaela o per Laurel, quella più lucida, che fa un po’ la balia degli altri). Ancora un po’ confuso, invece, il rapporto tra Annalise e Bonnie: a volte approfondito e a volte messo in disparte, non si riesce mai a capire del tutto cosa leghi queste due donne e cosa ci sia esattamente nel loro passato; ad inizio stagione sembrava che fosse iniziato il “periodo Bonnie”, ma le vicende seguenti hanno un po’ spostato l’attenzione. Resto comunque molto curiosa di saperne di più, anche perché l’interpretazione di Liza Weil ne vale davvero la pena.

Insomma, tanto per cambiare siamo rimasti con il desiderio di saperne di più, in fremente attesa del prossimo episodio per scoprire cosa diavolo ha combinato Annalise nel suo misterioso passato.

Voto all’episodio: ♥♥♥♥ OMG

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