How To Get Away With Murder – 2×12 It’s A Trap – Recensione by S.

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Il colpo di scena nel colpo di scena, cosa chiedere di meglio? Questa settimana Murder ha ripreso il suo ritmo incalzante, e tra una storyline e l’altra non c’è davvero tempo di riprendere fiato.

I Keating Five (temporaneamente ridotti a tre) si rendono presto conto di quanto sia sciocco e poco produttivo fare i capricci con Annalise, e infatti tornano da lei con la coda tra le gambe implorando aiuto ora che sono ricattati da Phillip (si suppone); speriamo che questa volta abbiano imparato la lezione e la smettano di avere crisi di isteria collettiva. Ovviamente Annalise li aiuta a ritrovare la lucidità e la razionalità, senza cadere nella trappola del serial killer, che proprio della loro paura di essere scoperti fa la sua arma principale. La cosa sembra funzionare, persino Asher per un attimo torna quello di sempre, strappando a tutti un sorriso; purtroppo dura poco, e il braccio di ferro con Phillip ricomincia: non solo sa quello che è successo quella notte a casa Hapstall, ma li sta ancora spiando, è intorno a loro, è vicino. Mi piace che quest’individuo disturbato sia tornato in scena, continuare a parlarne senza che facesse più alcunché rischiava di rendere la trama fumosa, mentre così anche eventi che sembrano ormai lontani nel tempo rimangono freschi nella nostra memoria, continuamente richiamati e fonte di sempre nuove conseguenze.

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Capitolo a parte quello di Wes e Laurel, che prendono in mano la situazione e decidono di andare a fondo: cos’è successo alla madre di Wes e cosa c’entra Annalise? La morte della donna, ovviamente, si rivela essere diversa da quello che si era sempre pensato: non solo non si è suicidata, ma nemmeno si tratta di un suicidio simulato per vendetta a causa della mancata testimonianza; tutt’altro, pare che a infilarle il coltello nella gola sia stato il piccolo adorabile innocente figlio Wes: la cosa si fa interessante! Che Wes potesse essere il vero colpevole è un’ipotesi che i fan ventilarono già molto tempo fa, e del resto proprio Rebecca, durante la prima stagione, insinuò questo dubbio, riuscendo a suscitare qualche dubbio nei Keating Five; in quel momento sembrò solo uno dei suoi tentativi di depistaggio ma, si sa, niente è per caso. Del resto Wes è sempre stato visto da tutti come il più innocente, non a caso soprannominato “Puppy”, e le sorprese vengono sempre dall’individuo meno sospetto di tutti.

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Ma la vera domanda che mi pongo a questo punto è un’altra: Annalise di certo sapeva che, una volta avute tutte le carte del processo, per Wes non sarebbe stato difficile andare ancora più a fondo; con l’aiuto di Laurel ci hanno messo praticamente mezza giornata a scoprire il grande secreto. E allora, mi chiedo, dove vuole arrivare Annalise? Qual è il suo scopo? La puntata si chiude con la frase di Laurel “Did Wes kill his mother?”, d’effetto quasi quanto “why is your penis on a dead girl’s phone?”, ma non credo che Annalise sarà sorpresa della cosa quanto ci aspettiamo, c’è sicuramente qualche piano dietro.

Mi dispiace molto per Laurel, invece, che passa da un assassino all’altro, per chiudere in bellezza con Wes, ma del resto, cara ragazza, apri gli occhi: hai Frank davanti, che piange chiedendo di dargli una possibilità, non puoi piantarlo in asso così! Men che meno per andare a baciare Wes, sembra tuo fratello minore! Per favore, torna in te!

Un bellissimo episodio in cui Murder torna a viziarci, con quei colpi di scena che un anno fa ci conquistavano definitivamente: da chi ha ucciso Lila, a chi ha ucciso Rebecca a chi ha ucciso la madre di Wes, gli autori della serie non perdono davvero un colpo.

Voto all’episodio: ♥♥♥♥ OMG

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