How To Get Away With Murder – 3×02 There Are Worse Things Than Murder – Recensione by S.

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Abbiamo conosciuto Annalise Keating come una donna fiera e determinata, che lentamente ci ha svelato anche le sue debolezze e i lati più nascosti, lontani dall’immagine dell’avvocato determinato e sempre vincente: e all’inizio di questa terza stagione la ritroviamo esattamente così, uno dei personaggi più complessi e sfaccettati del panorama televisivo.

L’Annalise dell’inizio episodio è in netto contrasto con quella del finale e del flashforward: inizialmente, combattiva più che mai, in guerra aperta con il consiglio di facoltà, alle cui decisioni si rifiuta di sottostare, praticamente costringendo tutti al suo volere; successivamente, una donna in preda a crisi di panico e di isteria per l’incendio della sua casa e per una tragedia improvvisa. Ma anche lì, anche in quel momento di confusione e disperazione, un attimo prima di venire arrestata, Annalise non soccombe del tutto alle emozioni: è infatti abbastanza lucida da programmare la sua prossima mossa (con l’aiuto di Oliver), facendola sotto gli occhi agli agenti di polizia. È proprio questo ciò che più amiamo di lei e di questa serie: niente è mai esattamente come sembra. Chi metterebbe mai in dubbio il suo stato di shock in quelle scene? Eppure, un attimo dopo, ecco che le lacrime smettono di scorrere e la mente machiavellica è di nuovo all’opera.

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Si fa, come prevedibile, più complicata la situazione di Frank: lo spavento per la sorte dell’investigatore privato viene presto messo da parte e, insieme a Bonnie, Annalise già tesse la tela del suo piano con la gentile collaborazione di Laurel; è evidente che entrambe sanno molto più di quello che dicono, non solo sul passato dell’ex fidato collaboratore, ma anche sulle attuali motivazioni che guidano le sue gesta. Oltre all’identità del morto sotto il lenzuolo del flashback, quello di Frank è il mistero centrale di questa stagione, e del resto già l’anno scorso abbiamo imparato che si tratta di un uomo dai mille segreti: davvero una controparte degna di Annalise! Ma come si collegano gli eventi del flashforward e la sparizione di Frank? Chi è il morto sotto il lenzuolo? Perché Annalise dovrebbe dare fuoco a casa sua? E quei volantini sparsi per il campus? È davvero troppo presto per poter anche solo immaginare lo sviluppo degli eventi, non ci resta che avere pazienza.

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Di pazienza ne hanno poca anche i Keating Five, gli unici che ancora si preoccupano del caso Mahoney: è evidentemente che abbia una qualche rilevanza, anche solo perchè Wes potrebbe essere indagato, ma per ora su questo fronte non si smuove nulla. Gli studenti sono molto attivi anche sul fronte della vita privata: Michaela e Asher vanno verso la realizzazione che possa davvero nascere qualcosa (e io che ancora speravo in un ritorno di fiamma con BonBon!), ma il vero punto cruciale è il povero Connor, abbandonato dal suo Olly. È divertente notare come, nonostante Connor sia l’unico che abbia avuto una relazione stabile e quasi normale negli ultimi anni, agli occhi di tutti sia ancora il ragazzo facile e inaffidabile di un tempo: non vedete quanto soffre, poverino? Anche Oliver ha le sue ragioni, ma tanto continueranno a vedersi e quindi confido nel lieto fine.

Come al solito, ci ritroviamo a fine episodio con più domande che risposte, ma ormai ci abbiamo fatto il callo; e adesso abbiamo anche l’hashtag ufficiale: who is #underthesheet?

Voto all’episodio: ♥♥♥ TV di qualità

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