How To Get Away With Murder – 3×03 Always Bet Black – Recensione by S.

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Avevamo appena iniziato ad elaborare teorie sull’identità del cadavere sotto il lenzuolo ed ecco che tutto viene di nuovo messo in discussione: solo Murder può usare sempre la stessa tecnica per sommergerci di colpi di scena senza sbagliare mai un colpo.

Come se l’arresto di Annalise per l’incendio di casa sua non fosse abbastanza, la grande rivelazione è che qualcun altro è quasi morto quella sera, quindi ora abbiamo due identità da svelare. Uno dei più quotati per il corpo sotto il lenzuolo era Olly, ma l’abbiamo dovuto subito escludere: il nostro hacker preferito è vivo e vegeto e, nonostante i buoni propositi di tenerlo lontano dai pericoli, ci è dentro fino al collo. Del resto non sarebbe potuta andare diversamente, chiunque, in qualunque modo, entri nella ristretta cerchia di Annalise è destinato a subirne le conseguenze per un lungo periodo. Lo stesso dicasi per la preside di facoltà: non sono ancora riuscita a capire se la Hargrove sia un lupo vestito da agnellino o se davvero abbia buone intenzioni ma debba sottostare a poteri più forti di lei; comunque sia, ricorda troppo la povera Emily Sinclair della scorsa stagione: non sa davvero in cosa si sta cacciando, e ad ogni episodio aumenta il rischio che diventi una vittima accidentale dei segreti di Annalise.

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I Keating Five, purtroppo, non danno grandi soddisfazioni: Laurel con quel suo broncio perenne è quasi più fastidiosa di Wes, e come se non bastasse adesso pensa di essere intelligente abbastanza per poter fregare Annalise e Bonnie nella ricerca di Frank. Sappiamo già come andrà a finire, inutile infierire. Avrei sperato di conoscere un po’ più a fondo il padre di Laurel e la storia della sua famiglia, su cui nel promo si era tanto puntato, invece ci siamo limitati ai soliti accenni sulla madre; a parte scoprire che Laurel è stata rapita, non si è detto granché, ma dato che dobbiamo passare metà puntata a seguire le sue vicende potrebbero anche farci vedere qualcosa di più. Non voglio spendere parole sull’inutile Wes, che si ostina a fingere di vivere in un mondo fatato con Maggie, mentre con grande sorpresa mi trovo a shippare Asher e Michaela: lui è davvero cambiato moltissimo dall’inizio della serie, e insieme a Connor è ormai l’unico degno di attenzione.

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Nonostante ricerche internazionali e intercettazioni telefoniche, sulla questione Frank abbiamo fatto pochi passi avanti: si è finalmente degnato di rispondere alle infinite telefonate di Laurel, ma non ha avuto per lei parole molto affettuose; quello che deciderà di fare adesso dipende anche dal piano che si è messa in testa la sua (ex) fidanzata: lui ci cascherà, giocherà d’anticipo, la ignorerà, si farà prete? Chissà! Siamo alla terza puntata e ancora praticamente zero indizi sulla sua storyline.

Insomma, un episodio ponte in cui ci si è concentrati più sul caso della settimana (destinato ad avere anche altre ripercussioni, credo) che sui flashforward rivelatori; sono state poste le basi mancanti per poter entrare nel vivo della storyline principale, sempre in attesa di scoprire che ci sia #underthesheet ma anche dentro la casa in fiamme.

Voto all’episodio: ♥♥♥ Vogliamo Olly come prossimo 007

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