How To Get Away With Murder – 3×08 No More Blood – Recensione by S.

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Murder ormai è una scommessa sicura: difficile restare delusi da un episodio, soprattutto uno di quelli a ridosso del winter finale, carichi di tensione e rivelazioni.

Dopo settimane di lontananza, senza che mai si rivolgessero nemmeno la parola al telefono nonostante il loro rapporto fosse quello al centro di tutto, finalmente assistiamo all’incontro di Frank e Annalise: lui torna da una lunga latitanza a chiedere perdono, lei lo mette subito al lavoro ma di perdono non se ne parla neanche. Il dolore che ha subìto a causa sua è troppo grande e ancora troppo vivo, ma più di tutto la cosa che Annalise non sa perdonare è che Frank abbia assistito a quel dolore per anni senza mai aiutarla pur essendone il diretto responsabile. Frank, ormai l’abbiamo imparato, non l’ha fatto perché è uno spietato killer su commissione dal cuore di pietra: l’ha fatto perché cercava una seconda possibilità, sperava, accettando di fare per lei qualsiasi cosa, di espiare il senso di colpa che lo torturava dentro. Ovviamente non ci è riuscito benissimo, e la situazione tra i due non poteva che arrivare a questo punto: uno scontro diretto e violento, estremo. Frank sembra soccombere al bisogno di essere perdonato e dare un senso alla sua vita, mentre Annalise sembra cedere al desiderio di vendetta e all’odio che la acceca. La scena della pistola puntata alla bocca con le grida di Annalise e Bonnie ci ha tenuti con il fiato sospeso, ed orami è evidente che proprio da lì prenderanno le mosse le azioni che portano all’incendio e alla morte dell’uomo misterioso.

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Proprio l’identità di chi ci sia under the sheet rimane ancora da svelare: attualmente, anche considerando la reazione di Annalise alla vista del corpo, i nomi più quotati sono Nate e, a sorpresa, Wes: deve necessariamente essere qualcuno che per lei riveste una particolare importanza, quindi magari i flashforward di lui alla polizia si collocano appena prima dell’incendio, magari arriva all’ultimo momento e rimane intrappolato; questa teoria spiegherebbe anche la reazione di Laurel, forse non è scappata per cercare di aiutarlo e proprio per quello in ospedale ha fatto il suo nome. C’è anche chi punta su Frank, ipotizzando che l’incendio venga appiccato per nascondere le tracce della sua morte (potrebbe sparargli la stessa Annalise?), ma con quegli occhi pieni di lacrime gli avrei perdonato qualsiasi cosa, non voglio che muoia!

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Da settimane si temeva per la sorte di Connor, senza dubbio uno dei fan favourite, ma con grande sollievo nella scena finale abbiamo scoperto che è al sicuro, sotto un altro tipo di lenzuola in compagnia di Thomas. Ecco, su questo punto è necessaria una piccola digressione: non apprezzo particolarmente la scelta di questo partner, però la voglia di una bella ripicca nei confronti di Oliver è più che comprensibile: perchè si ostina a non capire? Connor ha fatto di tutto per lui, senz’altro è quello che si è sforzato ed esposto di più, a quest’ora Oliver dovrebbe capire che le cose non dette sono tali solo per amore, per proteggere lui e sì, anche Connor stesso, ma cosa c’è di male? Non la fa per egoismo, ma per istinto di sopravvivenza, non è giusto accusarlo e farlo e sentire in colpa.

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Continuano, purtroppo, le effusioni della coppia felice Laurel-Wes: vederli che si abbracciano mi fa lo stesso effetto del suono delle unghie sulla lavagna, spero di cancellare in qualche modo quell’immagine dalla mia mente. Lui fa tanto il grande uomo ma accanto a lei non è credibile, sembra uno con il complesso di Edipo, un bambino in cerca di una figura materna invece che un uomo con una donna da amare. Almeno se lui muore potremo porre fine a questa sofferenza. Per fortuna ci sono Asher e Michaela: sono così teneri e innamorati che ormai mi hanno convinta del tutto, cancellando anche le ultime tracce della nostalgia per BonBon.

Mi domando, invece, se nella questione incendio non sia in qualche modo coinvolta anche la preside Hargrove: che senso ha quella storyline buttata lì? Perché continuano a farcela vedere? Se fosse una trama collaterale non occuperebbe tutto questo spazio a ridosso del mid-season finale, almeno non in una serie come Murder. Ma magari sto delirando per lo stress dell’attesa! Ormai manca pochissimo, e come ogni anno questa serie ci tiene perfettamente sulle spine, con il ritmo giusto, senza mai diventare né noiosa né ripetitiva, cosa non da poco considerando la facilità di ricadere in luoghi comuni e trame già proposte.

Voto all’episodio: ♥♥♥♥ – Frank, non farlo!

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