How To Get Away With Murder – 3×12 Go Cry Somewhere Else – Recensione by S.

Finalmente torna un po’ di ritmo negli episodi di Murder: dopo la spirale distruttiva di Annalise in prigione e il fallimento di ogni tentativo di riparare la situazione, si inizia a intravedere uno spiraglio.

La risalita di Annalise si svolge parallelamente su due diversi binari: da un lato, come è già successo in altre occasioni, si arriva al punto di svolta grazie alla madre (la sempre immensa Cicely Tyson) e allo scontro diretto con il padre; è per aiutare Ophelia, ormai affetta da demenza senile, che Annalise ritrova la volontà di farcela, di uscire di galera, non per sè stessa ma per non far soffrire la madre. Dall’altro lato, la linea difensiva di Bonnie inizia finalmente a dare qualche frutto: dopo una serie continua di rifiuti e divieti, veniamo per caso a scoprire che ci si è persi il corpo di Wes (un piccolo dettaglio, proprio) e se questo non grida “complotto!” non so cosa potrebbe farlo; e quando Annalise si fa intelligentemente picchiare dalla compagna di cella, è la goccia che fa traboccare il vaso: il giudice non può più restare indifferente. Annalise esce, quindi, su cauzione, e questo segna il suo ritorno nei giochi: durante il periodo trascorso in prigione non è stata la mente dietro le quinte che ci aspettavamo, si è semplicemente abbandonata al suo destino, ma ora quella fase è finita. Annalise is back!

La scomparsa del corpo di Wes ovviamente fa sorgere una serie di altri interrogativi, soprattutto a causa dell’apparente coinvolgimento di Nate, che di certo non la racconta del tutto giusta. I consueti flashback procedono, se possibile, più a rilento del solito, mi domando quanto ancora ci vorrà per scoprire cosa diavolo è successo quella sera, o almeno per avere qualche indizio in più. Sul piano investigativo le cose si aggravano anche per Oliver, che ormai c’è dentro fino al collo come tutti gli altri, ma quello che sembrava l’anello più debole e da proteggere tiene testa alla polizia senza colpo ferire; del resto, abbiamo imparato che Oliver ha molte armi segrete, e infatti eccolo che sfodera una copia del contenuto del telefono di Annalise: finalmente anche i Keating Five fanno un primo passo verso la risoluzione del mistero (ma dirlo prima, no?).

Le cose si evolvono non solo sul piano delle indagini ma anche su quello emotivo: assistiamo alla funzione in memoria di Wes e al processo di elaborazione del lutto di Laurel; appena uscita dall’ospedale, la povera Castillo non si fa mancare niente: crisi isterica al funerale, ricerca di risposte in un colloquio con Frank, abbandono alla disperazione nell’appartamento di Wes… eppure, nonostante si trovi in queste condizioni, riesce a prendere in mano la situazione e costringe i Keating Five a concentrarsi, impresa in cui aveva fallito persino Michaela: sembrano più o meno concordi sul fatto che Frank sia innocente e Annalise sia stata incastrata, il che significa solo una cosa: devono trovare l’assassino.

L’episodio ritrova quel ritmo e quella suspence che mancavano ultimamente, non per cattiva narrazione ma semplicemente per fare posto ad altre emozioni che andavano giustamente esplorate; finito il periodo dell’autocommiserazione, però, si riparte di gran carriera, e la seconda parte della stagione sembra pronta a soddisfare tutte le nostre aspettative.

Voto all’episodio: ♥♥♥ – Vorrei anch’io camminare scalza come Laurel

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