How To Get Away With Murder – 3×14 He Made A Terrible Mistake / 3×15 Wes (Season Finale) – Recensione by S.

Tutto ciò che non aveva perfettamente funzionato negli scorsi episodi viene ampiamente dimenticato e perdonato alla luce di questo season finale: gli snodi imprevisti della trama, tutti concentrati in pochi minuti, riportano immediatamente Murder ai suoi fasti iniziali.

Uno degli elementi fondamentali di un buon giallo è scoprire che il colpevole è un personaggio conosciuto sin dall’inizio ma mai davvero colpito dai sospetti. Murder ha perfettamente sviluppato questo concetto su ben due piani contemporaneamente: da un lato, la rivelazione di chi ci fosse davvero dietro il tentativo di incastrare a tutti i costi Annalise, e dall’altro la scoperta di chi ha ha ucciso Wes. Le due storyline, che fino alla scorsa settimana sembravano una sola ed unica trama, hanno lentamente preso binari diversi pur rimanendo costantemente intrecciate e, indizio dopo indizio, il quadro completo ha preso forma.

Si scopre, quindi, che non ci sono i Mahoney (effettivamente i sospettati più ovvi) dietro la crociata per far affondare Annalise; l’artefice di tutto è il procuratore Denver, sin dai tempi della Sinclair, e con un’intera stazione di polizia corrotta era davvero a un passo dal riuscire nel suo intento. L’unico modo per contrastarlo è molto triste ma anche molto efficace: Annalise fa ricadere tutte le colpe su Wes, che dopo anni di reati e segreti concatenati per tenere nascosto il primo omicidio si incastra da solo con un solo messaggio in segreteria, fornendo a tutti gli altri l’alibi perfetto. Non è di certo carino che la sua memoria venga infangata in questo modo (cosa peraltro molto ben sottolineata dal contrasto tra il falso racconto di Annalise sui crimini commessi dal suo studente e dalle immagini della sua lenta e ingiusta morte), ma è il modo perfetto (anche narrativamente parlando) per liberare tutti gli altri da una storia che rischiava l’involuzione su se stessa, precludendo ogni via di fuga.

Così facendo, invece, mentre Annalise condanna Wes per tutti i crimini commessi, dalla morte di Sam a quella di Rebecca fino all’incendio della casa, il povero Wes viene fatto fuori per mano di un misterioso killer al soldo nientedimeno che di Mr. Castillo. Ma chi ci sarebbe mai arrivato? Ditemi che anche voi siete stati colti di sorpresa! L’espediente narrativo è davvero perfetto: il colpevole era già da tempo nella nostra orbita, nella quale si muoveva però da assoluto insospettato, un personaggio sullo sfondo a cui nessuno prestava troppa attenzione. E invece, niente era per caso! Il fatto che sia lui il mandante dell’omicidio di Wes sembra liberare all’improvviso la trama dalle sue stesse catene: da un lato, diventa evidente (come già si sospettava dall’incontro tra Annalise e Sylvia) che la posizione dei Mahoney non è quella che ha sempre creduto Annalise: “you’re wrong on so much”, basta questa frase per far crollare tutti i presupposti dell’ultima stagione. Si riapre, quindi, questo capitolo che sembrava già chiuso, e allo stesso tempo si introduce tutto un nuovo mondo, quello dei Castillo: collegandosi perfettamente alle trame già in corso, che derivano dagli eventi della prima stagione, Peter Nowalk ha gettato i semi per storyline tutte nuove. Si esce dalla comfort zone di Annalise e dalla sua piccola cerchia, si espandono gli orizzonti, e queste sono le premesse migliori per una quarta stagione, che altrimenti sarebbe stata solo una sterile ripetizione di avvenimenti passati.

La bellissima sceneggiatura è stata completata dalle ottime performance del cast: se con Annalise in disparte gli altri sembrano perdere un po’ della loro verve, quando lei rientra in azione anche loro ritrovano sicurezza. È Viola Davis (che poche ora fa ha completato l’awards season con la vittoria di un Oscar per Fences) a reggere tutto il cast (quanto è stata brava in quella confessione finale agli alcolisti anonimi?), con la sua guida nessuno sbaglia un colpo rendendo questo finale appassionante sotto ogni punto di vista. Ad esempio, vogliamo parlare delle scene di Jack Falahee? Credo che abbia dato il meglio di sé, più che in ogni altra scena passata, per tutte le due ore; com’era ovvio non è stato lui a uccidere Wes, si è solo trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato, e sembrava di poter quasi toccare quel senso di colpa che lo logorava dentro. Nessuno più di Connor ha sofferto per quello che è successo, la sua aria spavalda nascondeva in realtà la personalità più fragile, e dopo mesi in cui l’abbiamo sentito accusare Annalise e chiunque altro, non ha ceduto per un solo momento al ricatto e alle angherie di Denver. Io amo quest’uomo! Complimenti sono d’obbligo anche per Karla Souza, Aja Naomi King, Matt McGorry e Conrad Ricamora: dalla vendetta mista al sospetto, alla realizzazione di essere innamorati alla paura di perdere qualcuno di importante, tutti ci hanno regalato scene toccanti, perfettamente credibili e coinvolgenti.

Il finale mi ha ampiamente soddisfatta, soprattutto a fronte di una seconda metà di stagione meno di brillante e appassionante del solito. Gli autori hanno saputo dare nuova linfa alla serie, chiudendo alcuni capitolo e contemporaneamente introducendone di nuovi, concludendo la stagione nel suo tipico stile: per una risposta data, sorgono altre dieci domande. Insomma, cosa chiedere di più?

Voto all’episodio: ♥♥♥♥♥ – Viola Davis capo del mondo!!

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