Nomination Emmy 2014 – by R. ed S.


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Il 25 agosto 2014 andranno in onda i 66esimi Prime Time Emmy Awards, i premi che ogni anno celebrano i programmi tv con particolare riguardo alle serie. Un momento di festa per lo scenario televisivo e il pubblico che vede la riunione in unico teatro di tutti i personaggi più amati. O quasi, perché non sempre le decisioni della commissione deputata ad esprimere le preferenza trovano il consenso di noi spettatori. Già a cominciare dalle nomination piovono critiche sul perché qualcuno sì e qualcuno no; d’accordo che non tutti possono essere nominati, ma certe esclusioni appaiono veramente inspiegabili, specie alla luce di chi è invece inserito nelle varie categorie. E non si tratta semplicemente di “non hanno messo il mio show/attore preferito”, ma anche di valutazioni sulla qualità di prodotto e performance. Ci sono serie di grande successo di pubblico e critica che però non vengono mai prese in considerazione. Come si fa a non nominare The Walking Dead? Perché è una serie fantasy? Non ci si può soffermare sull’apparenza e votare solo prodotti chiaramente incentrati sull’animo umano, si dovrebbe essere in grado di andare oltre e notare che anche serie di altro genere sanno offrire altrettanta qualità. Basta vedere Game of Thrones, una serie fantasy, ma dove questo aspetto può essere messo da parte concentrandosi unicamente sui personaggi senza perdere nulla del suo fascino. Invece ogni anno riceve poche nomination e si porta a casa solo statuette tecniche. Quest’anno accogliamo felicemente le candidature di Peter Dinklage e per la prima volta Lena Headey – anche se dubitiamo che vedremo uno di loro salire sul palco – ma il resto del cast è totalmente dimenticato, come se uno per categoria fosse una sorta di contentino per i sostenitori dello show. L’anno scorso ci avevano “accontentato” nominando Emilia Clarke, quest’anno – in cui forse meriterebbe anche più della passata edizione, quando era un buco enorme la mancata nomina di Michelle Fairley – viene messa da parte in favore di un’altra protagonista femminile. Game of Thrones è forse l’esempio più chiaro di come certe serie vengano sempre premiate a prescindere mentre altre vengano incomprensibilmente lasciate al palo. Pensiamo a Mad Men che ha vinto per anni sbaragliando ogni avversario (perfino l’ultima stagione di Lost) e che solo di recente ha ceduto lo scettro a Homeland prima e Breaking Bad poi (premiato però solo nelle ultime stagioni quando non si parlava d’altro). Homeland dopo grandi acclamazioni è magicamente sparito dai best drama (anche se mantiene la nomination di Claire Danes come attrice protagonista) e non possiamo ritenerci dispiaciute; sorprendentemente assente dalla categoria anche The Good Wife: l’ultima stagione andata in onda è stata acclamata episodio dopo episodio come esempio di capolavoro televisivo, ma perde la candidatura in favore di Downton Abbey che, invece, ultimamente ha riscosso molto meno successo e perso un po’ del suo smalto; del resto, la presenza di Downton Abbey serve a giustificare la nomination di Michelle Dockery come miglior attrice protagonista, anche se ci saremmo aspettate che il suo posto andasse, piuttosto, a Keri Russell; lo stesso vale per l’altro co-protagonista di The Americans, Matthew Rhys, che avrebbe benissimo potuto essere nominato come miglior attore protagonista al posto di Jeff Daniels di The Newsroom. Continua ad essere nominato senza mai vincere – probabilmente pure quest’anno salterà – Jon Hamm, un po’ il Leonardo Di Caprio degli Emmy; poverino, alla lunga sembra quasi una presa in giro. E se non sarà Bryan Cranston a rubargli lo spotlight, sarà proprio colui che ha scippato Di Caprio dell’Oscar, Matthew McConaughey, che abbaglierà i giurati con il luccichio della statuetta di Hollywood e tutto il clamore suscitato nell’ultimo anno. Un altro strano caso è la candidatura di Kerry Washington nella categoria “Outstanding Lead Actress in a Drama Series” per il ruolo di Olivia Pope in Scandal. Ora per quanto veneriamo Shonda Rhimes per darci ogni anno il nostro Grey’s Anatomy, non possiamo non vedere in Scandal uno show assolutamente sopravvalutato, al pari della sua protagonista che oltre ad ammiccamenti ed arricciamenti delle labbra per darsi un tono tra il serio e il sensuale non fa. Eppure non è la prima volta che viene candidata, con tanto di acclamazioni per ogni suo minimo gesto (perfino di fronte a quegli abiti indossati alle più recenti premiazioni).

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Per quanto riguarda la categoria comedy, meritatissima la nomination di The Big Bang Theory, così come quella del suo Jim Parsons; per entrambi questa è stata una stagione importante: nel finale abbiamo assistito ad un grande passo da parte di Sheldon (sconvolto dai troppi cambiamenti improvvisi, tra cui il fidanzamento di Leonard e Penny, decide di partire in solitaria), un passo che fino a poco tempo fa non avremmo mai nemmeno immaginato. La bravura della serie è stata proprio questa, ossia accompagnarci passo dopo passo verso questo avvenimento, in modo che sembrasse del tutto naturale; bisogna anche riconoscere che una simile svolta è piuttosto coraggiosa da parte di una sit-com, formato che fa dell’abitudine e di certi schemi usati a ripetizione il suo punto di forza; nonostante questo, ad oggi The Big Bang Theory rimane la comedy con gli ascolti più alti in assoluto della tv americana, il che la dice lunga sulla sua qualità (e sulle sue possibilità di vincere, finalmente, un Emmy). Dal canto suo Jim Parsons continua a dare il meglio di sè, è davvero difficile ricordare un episodio in cui non ci abbia strappato almeno un paio di risate, nonostante a lungo andare il rischio monotonia sia sempre più alto. In particolare, abbiamo apprezzato moltissimo l’episodio 7×20, secondo noi chiaro indice della sua bravura: dopo 20 esilaranti minuti, ecco la parte migliore della puntata, quei secondi conclusivi in cui si sente solo la voce ubriaca di Sheldon fuori campo mentre lascia i messaggi nella segreteria di Stephen Hawking. L’ilarità che suscita senza nemmeno bisogno di mostrarsi alla telecamera è la prova provata non solo di come Sheldon sia ormai una figura molto ben definita nelle nostre menti, ma anche del legame che gli spettatori sentono nei suoi confronti e della capacità di Parsons di renderlo vivo. Piccola curiosità: proprio l’episodio 3×18, in cui abbiamo visto per la prima volta Sheldon ubriaco, è valso a Jim Parsons il suo primo Emmy nel 2010; che il suo tasso alcolico della settima stagione sia di buon auspicio! Passando alle serie meno fortunate, invece, si fa subito notare la drastica diminuzione di nomination per Modern Family, fino a poco tempo fa regina incontrastata sia come miglior serie comedy, sia per quanto riguarda i singoli membri del cast. E addirittura zero riconoscimenti tanto per The Mindy Project che per New Girl; per quanto riguarda il primo, vanno fatti i complimenti a Mindy Kaling che, annunciando le nomination, ha scoperto in diretta di non essere candidata come miglior attrice protagonista in una comedy e non ha fatto una piega; in merito a New Girl dobbiamo dire di essere un po’ deluse, soprattutto perché avrebbe potuto benissimo prendere il posto di Veep come outstanding comedy (ci è ancora incomprensibile la vittoria di questa serie l’anno scorso), così come ci sembrava più meritevole di una nomination Zooey Deschanel che Melissa McCarthy (che però è la cocca di stampa e critica ultimamente, con rare eccezioni, quindi la si dava quasi per scontata). Si nota anche che, nonostante la nomination come miglior serie comedy, nessun attore di The Big Bang Theory viene mai seriamente considerato: per Mayim Bialik è la terza nomination consecutiva, ma non crediamo abbia alcuna concreta possibilità di vittoria; in passato sono stati candidati alla statuetta anche Melissa Rauch e Johnny Galecki, ma anche lì era più un “accontentare” i fan che un vero riconoscimento; rientra perfettamente in questo schema il continuo snobismo nei confronti di Kaley Cuoco Sweeting, che per noi rimane una delle attrici più sottovalutate.

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Ottiene molte nomination American Horror Story: Coven, che, tra le altre, vede candidate come migliori attrici protagoniste e non Jessica Lange, Sarah Paulson, Frances Conroy e Kathy Bates. Per fortuna la miniserie si basa su personaggi femminili o non avrebbero avuto speranza contro il cast-pigliatutto di The Normal Heart.

Si preannunciano vittorie a mani basse, infatti, per The Normal Heart, con nomination praticamente per tutto il cast, nonché quella come miglior film, miglior regia per Ryan Murphy e parecchie altre (sono 16 in tutto, SEDICI!); altrettanto prevedibili le premiazioni di Bryan Cranston, Mathew McConaughey e, in alternativa tra loro, Breaking Bad e True Detective. Nonostante queste facili previsioni noi non cediamo e, cercando di fare il meglio di queste nomination, manteniamo salde le nostre preferenze:

Outstanding Drama: Game of Thrones

Outstanding Actor in a Drama: Jon Hamm (Mad Men); Kevin Spacey (House of Cards);

Outstanding Actress in a Drama: Lizzy Caplan (Masters of Sex); Michelle Dockery (Downton Abbey)

Outstanding Supporting Actor in a Drama: Peter Dinklage (Game of Thrones);

Outstanding Supporting Actress in a Drama: Lena Headey (Game of Thrones);

Outstanding Comedy: The Big Bang Theory;

Outstanding Actor in a Comedy: Jim Parsons (The Big Bang Theory);

Outstanding Actress in a Comedy: Amy Pohler (Parks and Recreation); Taylor Schilling (Orange Is The New Black);

Outstanding Supporting Actor in a Comedy: Ty Burrell/Jesse Tyler Ferguson (Modern Family);

Outstanding Supporting Actress in a Comedy: Mayim Bialik (The Big Bang Theory); Julie Bowen (Modern Family);

Outstanding Miniseries: American Horror Story: Coven; The White Queen;

Outstanding Television Movie: The Normal Heart; Killing Kennedy;

Outstanding Lead Actor in a Miniseries or a Movie: Idris Elba (Luther);

Outstanding Lead Actress in a Miniseries or a Movie: Jessica Lange (American Horror Story: Coven);

Outstanding Supporting Actor in a Miniseries or a Movie: Matt Bomer/Jim Parsons (The Normal Heart);

Outstanding Supporting Actress in a Miniseries or a Movie: Kathy Bates (American Horror Story: Coven); Julia Roberts (The Normal Heart).

Di solito le nostre preferenze sono minoritarie, voi per chi votereste? Ditecelo nei sondaggi!

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