Once Upon A Time – 3×03 Quite a Common Fairy – by R.

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Peter Pan non è Peter Pan senza Tinker Bell. E anche se l’eterno ragazzino dipintoci da Once Upon A Time è molto diverso da quello a cui eravamo abituati, l’idea che sia comunque accompagnato dalla verde fatina non è da escludere: Pan sarà anche un demone, secondo quanto dice Hook, ma Tinker Bell non la ricordo esattamente come una dolce cretura alata; anzi era piuttosto antipatica, sempre pronta a fare dispetti a Wendy perché le rubava il ruolo da primadonna a Neverland.

Per quanto il primo approccio con Emma & Co. non sia il massimo della gentilezza, i comportamenti di questa Tinker Bell (Rose McIver) ci vengono giustificati alla luce del suo passato, permettendoci così di andare al di là della biondina fastidiosa. Addirittura ancor prima di vederla rapire Regina sappiamo che questa ha la sua parte di colpa – strano eh? E che colpa! L’aver rifutato la felicità offertale dalla fatina verde è costata a quest’ultima la perdita delle ali, la disgrazia peggiore per una una fata. Tinker Bell non era la più ubbidiente delle fate, era la monella del gruppo – l’immagine che avevamo non è completamente snaturata – con Regina sperava di dimostrare il suo valore alla Fata Turchina, ma il furto della polvere di fata – andata sprecata per di più – ha fatto sì che quest’ultima dicesse la frase che nessuna fatina vorrebbe mai sentire “I no longer believe in you”. Povera Tinker Bell, è ovvio che ora voglia vendicarsi; ma dato che la differenza tra una fata e una strega dovrebbe essere la bontà, non riesce ad arrivare in fondo alla vendetta e accetta di aiutare, seppure limitatamente, nella Operation Henry. A questo atto di magnanimità contribuisce in parte Snow, che le offre ospitalità per quando tutto sarà finito: in Tinker Bell rivede la vagabonda che lei stessa era diventata quando era una bandita e tutto ciò che desiderava era una casa, poi sostituita da Charming. Ora è lui l’unico di cui ha bisogno, chiamala stupida! L’ennesimo momento romantico regalatoci dalla coppia del true love, venato però dall’ansia per le condizioni di David che, secondo l’esame della ferita fattogli da Hook, non arriverà all’estate. Eh no. Ci hanno fatto scoprire la realtà del mondo delle favole, dove il bacio del true love può tutto, i cuori si strappano dal petto come mele da un albero e non c’è speranza di salvare Charming per uno stupido veleno? Dopo due stagioni – questa puntata compresa – dove la frase “I believe” sembra risolvere ogni problema, vedete di inventarvi qualcosa per salvarlo, tanto non avete limiti di rispetto della logica. Tornando a Tinker Bell devo dire che alla fine di questo episodio il parere che ho maturato ai tempi delle favole è cambiato, la fatina verde di Once Upon A Time è particolarmente carina e divertente, specie nei momenti in cui aveva ancora le ali, è nata per essere una fatina che aiuta a trovare la felicità. Speriamo che venga ripagata della sua buona azione.

Intanto tenta di recuperare il suo true love Neal, che nell’Enchanted Forest attira l’ombra nera per farsi portare a Neverland, o meglio riportare visti i suoi tribolati trascorsi con Peter Pan. E rischia anche di essere un ritorno portatore di una cocente delusione, visto che la sua innamorata sta virando le sue attenzioni su Hook, come insinuato da Regina. Snow avrà anche ragione nel zittirla ricordandole che Emma ha appena perso Neal ed è pure alla ricerca del figlio, ma che il suo rapporto con Hook sia ben lontano della semplice amicizia è evidente sin dal loro primo incontro nella seconda stagione. La comparsa del padre di Henry ha solo rallentato le cose, facendole rispolverare una storia che non era mai stata veramente chiusa. Miss Swan si troverà protagonista di un bel triangolo e anche se c’è da scommettere che prenderà la scusa di occuparsi del figlio per tenere alla larga entrambi gli spasimanti, presto o tardi dovrà prendere una decisione. Ancora non so per quale coppia fare il tifo, darei un punto in più a Neal solo perché la loro storia passata era molto carina ed Emma tirava fuori quel lato spiritoso di sé che normalmente tiene ben nascosto.

Bae si fa aiutare da Mulan, Robin Hood e suo figlio. E sono proprio loro a riservarci le sorprese maggiori. L’ormai vedovo arciere di Sherwood – trovo alquanto difficile accettare la morte di Lady Marian – si scopre essere l’happy ending di Regina, colui che la polvere di fata le aveva indicato e che lei aveva avuto paura di incontrare. Una scelta che mi lascia un po’ perplessa, per quanto collochi il loro mai avvenuto incontro a dopo la perdita della moglie – non esiste cancellare Lady Marian dalla vita di Robin – non vedo il senso della loro storia, ma pronta a cambiare idea a seconda di come la svilupperano. Tuttavia temo ci vorrà un po’ visto che lei è a Neverland e lui nell’Enchanted Forest; basta che non lascino cadere tutto nel nulla. Cuore spezzato invece per Mulan che non riesce a confessare il suo amore ad Aurora quando questa le annuncia di essere incinta. Per quanto il rapporto tra le due abbia avuto poco spazio e immaginare Aurora senza Phillip sia impossibile, la scena è stata molto triste, è un peccato che si concluda così. Credo che gli autori abbiano fatto una scelta coraggiosa nel rendere chiaro che anche nel mondo delle favole il true love possa rivolgersi ad una persona dello stesso sesso, in genere una decisione di questo tipo viene esclusa a priori quando coinvolge personaggi che hanno appeal sui bambini – come dimenticare le censure in Sailor Moon alla storia tra Sailor Uranus e Sailor Neptunus, come se fossimo stati tutti idioti e non ci fossimo arrivati da soli. E ci informano anche che il true love non è necessariamente ricambiato, il che è alquanto triste, non potevano lasciarci sognare? Mulan prende coraggio nel confessare i suoi sentimenti dalle parole di Neal, che deve essere fan di Grey’s Anatomy visto che la frase illuminante è quella dell’indimenticabile Mark Sloan “If you love someone, you tell them”, poi riportata a grandi fasti da Jackson.

Nel frattempo Henry subisce da Peter Pan quello che si potrebbe definire un lavaggio del cervello, ma che in realtà sembra un modo per fargli scoprire il vero se stesso: Henry è il solo e vero Savior, altro che Emma. Effettivamente se non fosse stato per lui la maledizione non sarebbe mai stata spezzata, la madre si è limitata ad uccidere un drago e a dargli un bacio, ma l’artefice di tutto è stato lui. E in più è il nipote del true love e del Dark One, il che non può essere frutto del caso. Senza contare che non ci è mai stato spiegato come avesse capito tutto circa la maledizione su Storybrooke. La fede cieca di Henry nella magia lo rende l’unica speranza di salvezza della magia stessa, ora che i bambini del mondo reale hanno smesso di crederci. Questa sua nuova immagine fa pensare che forse è meglio se la sua famiglia ci mette un po’ a ritrovarlo, perché se Emma ci mette il becco è finita. Ma proprio l’annoso problema della perdita di fede che tanto male fa ai personaggi delle fiabe – fatine in primis – potrebbe rivelarsi la ragione per cui, come pronosticato da Peter Pan, Henry non vorrà andarsene con la madre. E come dargli torto?

Una puntata ricca di avvenimenti, che getta buone premesse per le prossime, dove spero scopriremo qualcosa in più sul rapporto che lega Peter Pan a Tinker Bell. Il personaggio di Emma è stato un po’ messo da parte, ma se serve a darle tempo per renderla meno negativa va bene così.

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