Once Upon A Time – 3×04 Nasty Habits – by R.

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Once Upon A Time ci ha già insegnato che il personaggio di una fiaba può avere più di un’identità, Rumplestiltskin ne è l’esempio più rappresentativo: è la Bestia di La Bella e la Bestia, il coccodrillo che ha privato Hook della mano, il Dark One. Con tutti questi ruoli è strano che non soffra di alcun disturbo di personalità. I flashback sulla sua vita ci rivelano sempre o una nuova identità o verità che potrebbero avere importanti strascichi sugli avvenimenti in corso.

Con questo episodio scopriamo che il rapporto tra Rumple e Peter Pan va ben al di là di un semplice precedente confronto fra villains, i due hanno vissuto insieme l’infanzia, finchè l’eterno ragazzino non è stato a Neverland, da quel momento è diventato ciò che è tuttora e pare addirittura che abbia tradito Rumple. La versione del Dark One deve sempre essere presa con le pinze, ma dalle descrizioni fornite finora da quelli che lo hanno conosciuto, Peter Pan sembra veramente l’essere più crudele del mondo della magia e ci viene confermata ulteriormente l’immagine di un vero e proprio rapitore. Infatti Peter viene presentato come il protagonista anche della fiaba Il Pifferaio Magico di Hamelin, della quale viene cancellato l’allontamento dei topi, sostituito da quello successivo dei bambini: con la sua musica Pan attirava i bambini per reclutare nuovi Lost Boys. Ovviamente fra questi non poteva mancare il giovane Baelfire – che quindi lo incontra ben prima dei tempi di Wendy; quel ragazzino ha incrociato sulla sua strada più personaggi delle fiabe del padre, fino alla stagione scorsa neanche sapevamo chi fosse e ora salta fuori che è il prezzemolino di ogni favola. Allora come oggi Rumple cade nelle stesse nasty habits: non ha fiducia nel figlio; in passato non ha creduto che Bae avrebbe scelto lui al posto di Pan, ora non ha il coraggio di raccontargli la profezia che coinvolge Henry. In entrambi i casi cade nella trappola di Peter, che nel presente riesce così a riottenere Henry ancor prima che il bambino si accorga di quanto accaduto. Anche Neal ha talmente poca fiducia nel padre che ogni volta che succede qualcosa tra loro torna ad essere il bambino abbandonato che agisce impulsivamente e si mette nei guai; alla sua età ormai dovrebbe essere in grado di ragionare un po’ di più. Metà puntata per salvare Henry e tutto viene rovinato in tre minuti; padre e figlio non andranno d’accordo, ma ci sono delle circostanze di emergenza che impongono la cooperazione nonostante tutto, perfino Emma e Regina l’hanno capito. Per fortuna Henry sta bene ed è più furbo di tutti loro messi insieme; il fatto che ora stia subendo l’influenza di Peter Pan non so se sia un bene o un male, dubito che mantenere in vita la magia sia negativo, quindi potrebbe semplicemente sentire l’importanza del suo ruolo.

Non dimostrano altrettanta furbizia neanche Emma & Co., a cui servono le parole di Tinker Bell per capire che prima di intrufolarsi nell’accampamento di Peter Pan sarebbe il caso di avere un piano per uscirne – ma va?! E’ totalmente inutile riprendersi Henry se poi non sanno come lasciare Neverland, è come se Teseo non avesse avuto il filo di Arianna per uscire dal labirinto – con la differenza che non credo elimineranno il Minotauro che per loro è Peter, quindi sarebbero messi pure peggio. L’unico ad essere riuscito ad abbandonare Neverland senza il consenso di Pan è Neal, ma l’eterno ragazzino proprio in questa puntata gli mette il dubbio che se se ne era andato era perché lui lo voleva. All’oscuro di ciò il gruppo guidato da Hook cerca un indizio su come Bae fosse riuscito a fuggire; è Emma ad avere un’illuminazione scoprendo una mappa più complessa di qualsiasi formula di fisica, mappa che tra l’altro ha un preciso codice per poter essere interpretata. Come Emma fa notare l’unica persona che sa leggerla è morta, giusto lei poteva rovinare il momento con la cruda realtà. Miss Swan è arrabbiata – tanto per cambiare – perché il suo grande amore è morto proprio quando ha scoperto che l’aveva abbandonata solo per aiutarla e lei ha capito che non ha mai smesso di amarlo. Almeno questa volta ci sta che sia incavolata col mondo, è una delle tipiche fasi del lutto, prima ha fatto finta di nulla e ora c’è la rabbia, quindi tra un po’ ci toccherà la fase della depressione. Speriamo che s’incontrino prima, Emma depressa potrebbe essere addirittura peggio di quella imbronciata. Il suo sfogo provoca l’ennesima dichiarazione di amore eterno di Snow verso Charming, non gliene ha mai fatte tante quante ora che quel poveretto ha il peso del segreto della sua morte prossima. E stavolta Snow ci mette il carico “If you die, I would not be able to move on”, proprio quello che gli serviva, se già prima non le voleva dire nulla, chissà adesso cosa potrà pensare.

Fa la sua ricomparsa anche Belle, ma per quanto apprezzi il personaggio questo ruolo di spirito/coscienza di Rumple è un escamotage per far riflettere il protagonista di turno che già sopporto poco, figuriamoci se poi lo utilizzano per più di una puntata. A questo punto non era meglio portare anche Belle a Neverland? Sarebbe stata di gran lunga più efficace.

Un episodio in cui le storyline hanno fatto pochi passi in avanti – anzi quasi nessuno – in favore di uno sviluppo dei singoli protagonisti, con particolare attenzione al rapporto padre-figlio. L’unico che prosegue nel raggiungimento del suo obiettivo è Peter Pan che sta riuscendo ad attirare Henry dalla sua parte; visto come sta andando o gli altri si danno una svegliata o il villain Peter avrà successo senza troppi sforzi.

 

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