Once Upon A Time – 3×06 Ariel – by R.

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Come si intuisce dal titolo facciamo finalmente conoscenza con la Sirenetta più famosa di sempre, Ariel (Joanna Garcìa Swisher), che ha trascorsi importanti con le due primedonne dell’Enchanted Forest, anzi praticamente tutta la sua storia si è sviluppata intorno a Snow e Regina. Se siamo abituati alle fiabe stile Disney l’happy ending lo consideriamo un must, ma non tutte le versioni originali delle favole rispondono a questa regola e la Sirenetta ne è forse la più rappresentativa.

Personalmente trovo che la Sirenetta di Andersen sia forse la fiaba più triste in assoluto, una vera e propria tragedia, con la protagonista che preferisce morire e trasformarsi in schiuma di mare, piuttosto di uccidere l’amato Principe, un ingrato non particolarmente sveglio. Seppure Once Upon A Time non si spinga a tanto, anche qui l’happy ending è ben lontano: Ariel aveva sacrificato le sue gambe e la speranza di un futuro con il Principe (Gil McKinney) per non condannare Snow ad una vita in fondo al mare. Ma Regina non si era certo accontentata di mandare a monte il suo sogno d’amore, l’aveva pure privata della sua melodiosa voce, che le restituisce solo ora perché ha bisogno del suo aiuto. Ancora una volta colei che ha incontrato sul suo cammino Snow o la Evil Queen deve subire le angherie di quest’ultima: se lei non può avere la felicità, nessun altro la avrà, specie se quell’altro si mette tra lei e la sua vendetta contro la figliastra. Regina, al pari di Rumple, in un modo o nell’altro, ha interferito in tutte le favole, facendoci quasi dimenticare che nei mondi della magia ci sono altre streghe altrettanto o forse più malvagie; purtroppo per lei con l’inganno di cui ha reso vittima Ariel ha pestato i piedi – o meglio i tentacoli – di Ursula (Yvette Nicole Brown), prendendo le sue sembianze. Spero che questo “misunderstanding” del passato possa avere dei risvolti, visto che finora i villains fiabeschi che conoscevamo hanno avuto solo ruoli marginali – vedi Maleficent nella prima stagione – il che è un peccato, visto che sono sempre i personaggi più affascinanti. Per fortuna ora abbiamo Peter Pan, un villain inaspettato, che semplicemente con i suoi giochetti mentali si sta dimostrando il più pericoloso, tanto che dopo 6 episodi non ci sono stati progressi nel recupero di Henry.

Per quanto la storia di Ariel occupi gran parte della puntata, i momenti più rilevanti sono quelli del gruppo di Emma, costretto a rivelare i propri più oscuri segreti per liberare Neal. Segreti che si intrecciano tra loro portando, come prevedibile, uno sconvolgimento dei rapporti tra i relativi protagonisti. Dopo che Snow confessa di desiderare un altro figlio perché soffre il non aver potuto vivere l’infanzia di Emma, Charming è costretto a dirle che non potrà mai lasciare Neverland; non saprei come definire la reazione di lei se non come un misto tra rabbia silenziosa e celato sconforto, il fatto che non ne voglia parlare – per una chiacchierona che analizza ogni più piccolo dettaglio dell’anima come lei – è veramente preoccupante. Non meraviglia invece che Emma non abbia una minima reazione di fronte ai segreti dei genitori, dopotutto la povera orfanella abbandonata alla nascita non può lasciarsi scappare il ruolo di vittima. Miss Swan è prevedibile anche rispetto alla dichiarazione d’amore di Hook, per lei è stato solo un bacio, guai ad aspettarsi altro. Come se questa mortificazione non fosse sufficiente, il Capitano deve anche assistere al ricongiungimento tra lei e Neal, che tuttavia è ben lontano dal concretizzarsi nel momento romantico che ci si sarebbe aspettati. Emma – dopo aver tentato in modo ridicolo di barare per non rivelare il suo segreto – confessa a Neal che sperava fosse realmente morto “It would be easier for me to put you behind me than to face all the pain that we went through all over again”; insomma continua a pensare che sia meglio evitare qualsiasi coinvolgimento per evitare di soffrire, credevo che questa fase l’avessimo già superata, invece pare che sia ancora in pieno svolgimento. E’ lo stesso ragionamento fatto da Regina quando Tinker Bell l’aveva indirizzata verso il vero amore: di fatto Emma Swan assomiglia di più alla Evil Queen, colpevole della sua vita da orfanella, che alla madre, non è triste? Povera Snow, si ritrova con una figlia totalmente anaffettiva – con l’eccezione dei sentimenti per il figlio – e identica alla donna che dalla notte dei tempi la vuole morta.

Credo sia ormai il terzo episodio di fila in cui non ci sono progressi concreti per salvare Henry; diciamo che con il recupero di Neal fanno un piccolo passo, visto che dovrebbe essere in grado di andare via da Neverland, ma dopo quel dialogo con Pan, il dubbio è legittimo. Regina, abituata a vincere, si è resa conto che si stava facendo trascinare a fondo dal gruppo dei perdenti, quindi li ha abbandonati in favore di Rumple – salvandolo anche dalla finta Belle, che anche un idiota avrebbe smascherato visto che si era contraddetta in modo macroscopico cercando di convincerlo a rifarsi una vita con lei a Storybrooke e al diavolo figlio e nipote. E forse rivedremo presto proprio la caratteristica cittadina visto che Regina vuole che Ariel ci vada per receuperare un oggetto di Rumple, il che potrebbe essere una buona occasione per rivedere vecchi personaggi e chissà che non si prospetti anche la possibilità di un futuro per lei ed Eric – uno sviluppo della loro storia è doveroso. Dall’altra parte per quanto Emma neghi anche a se stessa i propri sentimenti, è ormai fra due uomini innamorati pronti a tutto per conquistarla, chi la spunterà? Considerando che è una donna alquanto suscettibile dovranno andarci con i piedi di piombo per conquistarla, ogni errore lo ingigantirà all’inverosimile per trovare una scusa per evitare qualsiasi impegno. Al momento ringrazierà l’Operation Henry per distoglierla dalla questione amorosa. Certo capire di chi sia veramente innamorata non è facile, dopo le parole di due episodi fa avrei puntato tutto su Neal, ma poi c’è stato il bacio a Hook; e ora che ritrova il padre di suo figlio anziché considerarlo come l’occasione di vivere un amore che credeva perduto, si fa prendere dalla paura di soffrire e se ne esce con la sua solita frase “I wish I could change what I feel…”. Quei due uomini sono fin troppo comprensivi!

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