Once Upon A Time – 3×09 Save Henry – by R.

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Come era stato annunciato prima della premiere, in questa terza stagione di Once Upon A Time avremmo saputo qualcosa in più sul modo in cui Henry è diventato il figlio adottivo di Regina. Questa era la puntata che aspettavamo, anche se non tutto il mistero attorno all’individuazione del bambino viene svelato. Già sapevamo che Rumple ci aveva messo il suo zampino indirizzando Regina verso quel neonato, ma con questo episodio scopriamo che anche i fratelli di Wendy erano sulle sue tracce, fingendosi aspiranti genitori gay; quindi Peter Pan undici anni fa era ben consapevole dell’identità del truest believer. Di nuovo questi intrecci inaspettati che si scoprono pian piano mi ricordano piacevolemente i flashback di Lost.

A parte il dettaglio dei fratelli Darling non ci sono grandi novità sull’arrivo di Henry a Storybrooke, essendo il tutto incentrato sull’evoluzione dell’amore materno di Regina, in parallelo con il salvataggio del ragazzino a Neverland. Nella scorsa stagione (2×17 Welcome to Storybooke) avevamo assistito al nascere del desiderio di avere qualcuno con cui condividere la vita perfetta che la Evil Queen era riuscita a conquistare – rinunciando però alla persona che amava di più al mondo, il padre. L’arrivo del piccolo Owen le aveva riempito quel vuoto, ma l’illusione era durata poco ed è stata all’origine dei guai che hanno portato a Neverland. Il passo successivo era chiaro: così arriva Henry – chiamato proprio come suo padre – che già da piccolino era adorabile. Nonostante la buona volontà il rapporto madre e figlio stenta a decollare, ma davanti a quegli occhioni Regina non si arrende: lei è la madre di Henry e non lo abbandonerà mai. E infatti a Neverland è lei a prendere in mano la situazione ed a restituire al figlio il suo luminoso cuore. Con questo parallelismo tra due diversi momenti Once Upon A Time mette in chiaro che i figli non sono di chi li fa, ma di chi li cresce. Il sangue, il dna avranno importanza per le eredità genetiche, ma per il resto conta solo l’amore e la vicinanza durante la crescita. Regina avrà fatto tanti errori, ma ha sempre amato Henry come fosse suo figlio e lo ha dimostrato anche l’anno scorso quando per rispettare la sua volontà si è fatta da parte. Emma è la madre biologica, ma in questa puntata viene messa in secondo piano; anche quando Henry è ormai salvo, è la Evil Queen che gli sta a fianco come quando era piccolo. C’è un momento in cui sembrerebbe prevalere il “richiamo del sangue”, quando il piccolo Henry si quieta in braccio a Snow, ma poi l’amore di Regina ha lo stesso effetto. Per quanto Henry possa amare Emma, questa non potrà mai sostituire la donna che lo ha cresciuto. Tra l’altro per farlo la Evil Queen ha messo a rischio il mantenimento di quella maledizione che tanto aveva voluto; Regina aveva infatti scoperto l’identità della madre naturale di Henry, ma ha preferito dimenticare con un incantesimo tutte le preoccupazioni relative per donare al bambino quello che meritava: una mamma che pensasse solo al suo bene. E tenendolo con sé lo ha inconsapevolmente salvato già allora dalle grinfie di Peter Pan.

Da come la situazione era stata presentata in modo disperato, devo dire che sono molto sorpresa che a Regina basti allungare la mano e riprendersi il cuore per risolvere tutto; ci ha messo di meno lei che Peter Pan ad ottenerlo. Ma il credere di aver sconfitto Peter è una mera illusione. Mai avere fretta nelle questioni importanti, infatti sono lì in tre a recuperare il cuore, ma nessuna pensa a rendere innocuo Pan; legarlo, imprigionarlo, qualsiasi cosa per assicurarsi che non ostacoli la loro partenza dall’isola. Ma no, nessuna ci fa un pensierino. L’unica accortezza è sempre di Regina, che fa un incantesimo perché nessuno possa togliere di nuovo il cuore al figlio. Peter è da decenni sulle tracce di Henry, non si arrende di certo per l’intervento di mamme e nonna. Infatti ci mette poco ad entrare in azione. E lo fa con un risultato inquietante. Quando Peter cerca di strappare ad Henry la sua ombra c’è un momento in cui lo sguardo di quest’ultimo è strano, quasi stupito; credevo significasse l’effettivo strappo della sua ombra, ma l’intervento di Rumple col vaso di Pandora sembra bloccare il tutto imprigionando Peter. Insieme allo sguardo di Henry ci viene mostrato anche quello di Pan, che ha la stessa espressione, un dettaglio che se al momento può sembrare irrilevante, diventa esplicativo di fronte alla rivelazione finale: uno scambio. Peter Pan ora è nel corpo di Henry e viceversa. Questa sostanziale fregatura, che è sempre in favore del villain, la trovo particolarmente preoccupante per il disagio e la difficoltà che provoca nella vittima, costretta a dover provare la propria identità. Ricordo un doppio episodio di Buffy (4×15-16) in cui era accaduta la stessa cosa tra la Cacciatrice e Faith, dove era frustrante vedere come neppure il suo fidanzato di allora si accorgesse che non era la vera Buffy. Ed ora lo stesso accade a Once Upon A Time con però un ulteriore problema: il vero Henry è intrappolato nel vaso di Pandora, quindi non ha neanche la possibilità di dimostrare la sua vera identità.

Neverland viene lasciata deserta alla volta di Storybrooke, tutti in partenza soddisfatti degli obiettivi raggiunti. Ma le speranze di recuperare un po’ di tranquillità dopo gli ultimi eventi verranno presto incrinate dai giochetti che Peter Pan non tarderà a mettere in atto. E se l’eterno ragazzino afferma “Let’s play”, io non vedo l’ora che qualcuno gli risponda “Game over”.

 

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