Once Upon A Time – 3×10 The New Neverland – by R.

OUAT3x10

Welcome back to Storybrooke. Dopo nove puntate dove il set primario è stato Neverland, la Jolly Rogers fa ritorno alla nascosta cittadina del Maine, dove tutto è iniziato. E dove tutto rischia di ricominciare da capo ora che Peter Pan rivela il suo piano: lanciare di nuovo la maledizione della Evil Queen per poter trasformare Storybrooke nella nuova Neverland.

Se la settimana scorsa il ruolo di eroina è spettato a Regina – riconosciuta come tale da Snow dinanzi a tutti gli abitanti della città – adesso tocca ad Emma Swan; e per una volta la sua assoluta negatività è una manna. E’ lei a cogliere i vari indizi che portano a smascherare Peter Pan e che non sono poi così indecifrabili. L’eterno ragazzino avrà anche speso molti giorni con il nipote, ma non ha capito nulla del suo carattere. Non fa in tempo a mettere i piedi giù dalla nave che inizia ad insistere perché (il falso) Peter Pan venga eliminato del tutto, giustificandosi con l’aver paura che possa ancora fargli del male. Per quanto spaventato, Henry non si comporterebbe mai così perché è troppo buono ed è sempre il truest believer. Ma nessuno ci vede nulla di strano, neanche Emma inizialmente. D’accordo, possiamo trovare la scusa dello stress post traumatico, ma la sua faccia stupita di fronte al libro di fiabe è un indizio enorme: per Henry quel libro è pieno di significati, non lo dimenticherebbe per alcuna ragione. Questo e l’atteggiamento da terrorizzato dovrebbero far alzare le antenne del dubbio più del fatto che voglia stare con Regina. Non è la prima volta che Henry decide di passare una notte dalla madre adottiva, è normale, è l’unica mamma che ha avuto per 10 anni. E infatti di fronte ai primi dubbi di Emma, gli altri collegano il tutto alla gelosia, che per quanto possa starci, non è una critica che le si può muovere; già nella seconda stagione aveva facilitato il mantenimento del rapporto tra il figlio e Regina, perché mai cambiare idea ora che la Evil Queen è stata fondamentale per il suo salvataggio? I difetti che Miss Swan ha messo in luce nei vari episodi – dal pessimismo al sospetto, alla testardaggine – si rivelano fondamentali per portare alla luce la verità. Tutti cercano di distrarla, invitandola a pensare un po’ a se stessa – specie alla sua sfera amorosa – e la recente fede che l’ha caratterizzata rischia di farle abbandonare la sua negatività proprio ora che è utile. Ma il desiderio di eliminare subito e definitivamente la minaccia per il figlio la porta inconsapevolmente a liberare il vero Henry, che riesce a provare senza troppi problemi la sua identità, ricordando il momento in cui è entrato per la prima volta in connessione con Emma: quando le ha detto che sapeva perché lo aveva abbandonato “Because you wanted to give me my best chance”. Se a Neverland è stata la madre che lo ha cresciuto a salvarlo, a Storybrooke è quella biologica, andando così a ristabilire un bilanciamento tra le due mamme: entrambe sono fondamentali nella vita di Henry. Peccato che la verità emerga quando Pan ha già quel che vuole: l’incantesimo per lanciare la maledizione; ma d’altronde Emma è stata Miss Negatività per così a lungo che è normale che tendano a non darle ascolto quando sospetta qualcosa. Ormai però sembra che sia nel mood giusto per il mondo delle fiabe, dove anche quando la situazione è disperata basta credirci per trovare una soluzione. Proprio ora che la memoria della sua identità sta per essere cancellata, che fregatura!

Nel flashback ci viene mostrato che forse i lati negativi di Emma non sono del tutto estranei ai genitori, alla madre perlomeno. Alla faccia del suo perdurante ottimismo, Snow aveva mandato a monte la luna di miele perché era ossessionata dalle minacce della Evil Queen, imparando a spese di Charming che ogni tanto bisogna godersi il momento, lasciando andare le preoccupazioni per evitare che meri pericoli si trasformino in realtà peggiori. Non sempre però; e stavolta Emma ha completamente ragione. La questione Pan permette inoltre a quest’ultima di evitare ancora per un po’ la scelta dello spasimante, anche se Hook le facilita le cose facendosi da parte per il bene di Henry. Un po’ come Damon ai tempi del triangolo con Elena e Stefan in The Vampire Diaries, anche lui si autoesclude e ci tiene a mantenere la nomea di bad guy, andando a cercare “consolazione” tra le braccia di Tinker Bell, che però al momento gli regala un due di picche. In passato tra i due ci sarà stato qualcosa?

Menzione speciale per Ariel che ritrova finalmente il suo Eric, impegnato nel lavoro di pescatore. La battuta di lei “He must really hate me” non fa una piega, ma il true love vince sempre.

L’apparente serenità post ritorno dura il tempo di una notte, tutte quelle gioie dei ricongiungimenti protratte troppo a lungo rischierebbero di annoiarci altrimenti. Se Peter Pan dovesse riuscire a lanciare la maledizione non vedo come potrebbe essere fermato. Tutti dimenticheranno le loro identità e il tempo si fermerà in modo che lui e Felix possano instaurare un nuovo regime: in pratica Peter prenderà il ruolo che un tempo era di Regina. A meno che non tutti i personaggi ne subiscano l’influenza: Rumple ad esempio non ne è rimasto affetto neanche la prima volta. La prospettiva è inquietante perché renderebbe tutti vulnerabili, ma come abbiamo imparato non solo il true love (e Storybrooke ne è piena) è più potente di qualsiasi cosa, ma c’è anche sempre un modo per spezzare una maledizione. A chi spetterà l’onore/fardello questa volta?

 

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