Once Upon A Time – 3×14 The Tower – by R.

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La paura è il filo conduttore di questo episodio, declinata in varie accezioni che vanno dalla più classica paura delle fiabe (quella per la strega cattiva) alla più comune che può colpire chiunque di noi quando ci troviamo di fronte a importanti cambiamenti (la paura di noi stessi). A guidarci in questo percorso è Charming, protagonista sia della storyline nell’Enchanted Forest che in quella di Storybrooke.

Il Principe per eccellenza di Once Upon A Time mette da parte il coraggio e la fiducia nell’happy ending che lo ha sempre contraddistinto di fronte al timore per l’imminente nascita del figlio. Una paura che non aveva provato in passato quando Snow era incinta di Emma: allora nonostante la minaccia della Evil Queen era lui a spronare la moglie ad avere fede, a non lasciarsi abbattere. Ma la perdita per ben due volte della primogenita e l’impossibilità di averle fatto da padre gli insinuano il dubbio che potrebbe non esserne in grado, che ancora una volta il suo ruolo paterno sia destinato al fallimento. L’incubo di inizio episodio è un sintomo della sua paura, ma al tempo stesso potrebbe essere una sorta di avvertimento. Charming sogna ciò che avrebbe dovuto essere il rapporto con Emma, una giovane Principessa in ansia per il suo primo ballo che chiede al padre di insegnarle a danzare; un momento tra padre e figlia dolce e malinconico perché sappiamo non esserci mai stato e che mai ci sarà: per quanto i rapporti con Emma siano migliorati, nulla potrà ridargli ciò che hanno perso. Ma il bel sogno viene rovinato dalle parole della giovane “You failed me. Don’t fail the next one”. Se da un lato questa frase rimanda al rimorso di David, senza dimenticare che Emma non si è mai risparmiata nel far pesare ai genitori il suo stato di orfana, la seconda parte può essere più di una semplice paura che la storia si ripeti. L’attenzione di Zelena verso la gravidanza di Snow, quel continuo ripeterle che non c’è nulla di cui preoccuparsi lasciano il dubbio che David e Mary Margaret non debbano essere in ansia perché ancora una volta non avranno modo di occuparsi del loro figlio. Quello a cui mira la Wicked Witch non è ancora ben chiaro, lo rivela in modo criptico a Rumple “What I’m after, Rumple, is something you’ve spent a lifetime seeking, something that goes against your very nature, something that I can’t afford to wait that long for”; Rumple ha cercato per anni il figlio Bae, è pure ricorso alla maledizione di Regina per ritrovarlo, Zelena vorrà un figlio? Vorrà il bambino di Snow e Charming? Oppure ricerca il true love, quella garanzia dell’happy ending che Emma, Regina e Rumple hanno dimostrato poter essere rappresentato da diverse persone che fanno parte della nostra vita? Non aiutano a risolvere il mistero neppure quelle parole che la Wicked Witch riserva per il padre, un uomo dedito all’alcol o peggio che ci teneva molto a mantenere le apparenze; chissà che rapporto potrà mai avere avuto con una figlia dalla pelle verde, segno visibile di “What was rotting inside”: almeno ha già raggiunto un obiettivo, il mondo reale le dà l’opportunità di apparire al meglio, papà ne sarebbe contento. Della storia del The Wonderful Wizard of Oz ammetto che conosco solo le basi, quindi può essere che gli indizi sul suo piano siano più chiari di quel che mi sembra. Zelena sfruttando la paura di David gli ha “rubato” il coraggio, il che mi ricorda il Leone fifone di Oz, che al Mago voleva proprio chiedere il dono del coraggio. Se questa fosse la linea seguita le mancherebbero un cervello (desiderato dallo Spaventapasseri) e un cuore (voluto dall’Uomo di Latta), vedremo se nei prossimi episodi procederà in tal senso. Al momento comunque mi sorgono spontanee domande su come abbia lanciato la maledizione che ha riportato tutti a Storybrooke: sappiamo benissimo che “Magic has a price” e Regina per la sua maledizione aveva dovuto rinunciare alla persona che amava di più al mondo, il padre. Anche Zelena avrà dovuto sacrificare qualcuno?

Nell’Enchanted Forest Charming aveva già capito cosa significava dover affrontare le proprie paure, aprendo gli occhi ad una Rapunzel completamente diversa da quella che siamo sempre stati abituati a vedere. E non mi riferisco al colore della pelle o dei capelli, ma proprio alla storia, che viene completamente stravolta, cancellando addirittura il Principe che dovrebbe salvarla dalla torre. Perfino la funzione della sua lunga chioma viene modificata: non permette al Principe di raggiungerla in cima, ma è semplicemente frutto della lunga prigionia, in pratica non ha avuto modo di tagliarsi i capelli! Sinceramente la trovo una rivisitazione alquanto deludente ed eccessiva. L’unico aspetto che ho apprezzato è l’atmosfera più cupa del solito, con la finta Strega – che in realtà simboleggia la paura di se stessi – alquanto dark, che mi ha ricordato i falsi mostri di The Village.

Momento di velato romanticismo per Hook ed Emma, con le battute di lei sull’anno trascorso dal Capitano prima di NY – su cui anche io ho parecchie domande – che sembrano nascondere una certa gelosia; e lui che non manca di ricodarle il suo interesse amoroso, sempre con battute – “If your heart can be broken, it means it still works” – che farebbero sciogliere qualsiasi donna normale, ma Emma sappiamo essere tutta particolare. La coppia, che con l’attuale assenza di Neal sembra la più papabile per il futuro, trova la fattoria con tanto di storm cellar della Wicked Witch, ma arriva troppo tardi: Rumplestiltskin non è più nella gabbia, chi lo ha liberato? Zelena era impegnata con Mary Margaret, non dovrebbe essersi potuta accorgere della presenza di Hook e Emma; che si tratti dell’uomo misterioso della settimana scorsa, magari Neal?

Ora che hanno scoperto la fattoria, se Zelena non ha un nascondiglio più sicuro, individuare l’alter ego di Storybrooke della strega non dovrebbe essere difficile. Ma stiamo parlando della Wicked Witch, non si farà certo fregare tanto facilmente. Il suo personaggio ha dimostrato di essere scaltro e sottilmente provocatore: nei suoi discorsi con Snow è riuscito a raccontare molto di sé e del suo piano, evitando di compromettersi o suscitare il minimo dubbio. E una che con il pugnale del Dark One riesce a rasare alla perfezione la barba di Rumple non può che essere un genio del suo campo, con quel pizzico di follia che la eleva sopra ad ogni avversario.

 

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