Once Upon A Time – 3×15 Quiet Minds – by R.

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“All magic comes with a price”, una regola semplice e basilare che abbiamo imparato sin dal pilot di questo show. Gli unici che sembrano non ricordarla mai – o fingono che non sia rilevante, sperando in un’eccezione – sono i protagonisti, che vanno così incontro a tragiche svolte del destino. La morte di uno dei personaggi principali era uno spoiler che aveva trovato conferma da parte degli stessi ideatori Edward Kitsis ed Adam Horowitz, ponendoci inevitabilmente in un clima di allerta per la sorte del nostro preferito. Fino ad ora l’esito fatale aveva riguardato solo personaggi secondari/villain (ricordiamo il bel Cacciatore, Cora e Peter Pan), non provocandoci gravi traumi – fino a un certo punto, io ho avuto difficoltà a dire addio allo sceriffo Jamie Dornan – con la grande eccezione di Rumple, la quale però è stata recentemente “annullata”. E proprio a quest’ultima si collega la perdita attuale, in un clima di pentimento e redenzione che ricorda in parte quello della puntata shock 3×11.

Sapevamo che Belle e Neal erano alla ricerca di un modo per far tornare in vita il Dark One ed il suo essere prigioniero di Zelena mi aveva portato a pensare che in realtà l’atto in sé fosse stato compiuto dalla strega. La verità dei fatti non è lontana: dalla storyline dell’Enchanted Forest scopriamo che Zelena li ha “orientati” – con l’aiuto del candelabro Lumière – affinchè raggiungessero quell’obiettivo che tutti e tre condividevano, ma che non poteva portare a termine di persona perché “Magic has a price”. E se pensiamo che il Dark One è un po’ il simbolo della magia nera, è evidente che il prezzo da pagare per riaverlo tra i vivi sia altrettanto oscuro. Per quanto Belle sia intelligente e perspicace, ci impiega fino all’ultimo per riflettere sulle conseguenze del gesto e lo fa solo perché coglie un errore di Lumière. Dal canto suo Neal non ci pensa minimamente, sperando in un loophole della regola: il bisogno di riavere il padre acceca ogni sua capacità di giudizio. La resurrezione di Rumple ha per lui un significato più grande rispetto a quello che ha per Belle: lei vorrebbe riavere il suo amato, ma per Baelfire rappresenta la necessità di farsi perdonare e potersi comportare finalmente sia da figlio che da padre (il Dark One potrebbe farlo tornare nel mondo reale). Quando Rumple si è sacrificato per il bene degli abitanti di Storybrooke e Regina ha ribaltato la sua maledizione, Bae ha perso tutto nel giro di pochi minuti: una seconda possibilità col padre e una seconda possibilità con Emma e Henry. Neal aveva detto addio al padre 300 anni prima e una volta ritrovatisi lo aveva respinto, nella convinzione che quell’uomo egoista e codardo da cui si era voluto allontanare fosse ancora lì. All’incirca undici anni fa era stato costretto a lasciare Emma, a passare per un bastardo per garantire che lei potesse compiere il proprio destino; e dopo l’incontro con la donna e la scoperta della paternità era arrivato Peter Pan ad impedirgli l’happy ending. Neal non ha mai veramente avuto la possibilità di fare ammenda della sua assenza nelle esistenze delle persone più importanti della sua vita, non ha mai potuto recuperare il tempo perduto – a malapena ricordo i momenti trascorsi con Henry. Il ritorno da Neverland rappresentava l’occasione che gli spettava – sottolineata anche dalla decisione di Hook di farsi da parte per il bene di Henry – ma svanisce all’improvviso. Nell’episodio 3×11 la sua figura rimane in disparte, negli istanti topici lui è ripreso solo per pochi secondi, lasciando quasi più spazio ad Hook, quando invece lui è quello che ne esce peggio di tutti, dovendo dire addio ad ogni possibile happy ending proprio quando è ad un passo. E dopo il salto nel tempo è praticamente sparito, quasi a voler rimarcare anche con le immagini la solitudine in cui è caduto, l’enormità della sua perdita. Quindi per quanto nell’Enchanted Forest sembri uno stupido testone che non vede quel che ha davanti agli occhi ed agisce nello stesso modo egoista che tanto biasimava a Rumple – glielo dice bene Belle ricordandogli che proprio lui era la ragione dietro alla maledizione – il suo atteggiamento è comprensibile, quel “I can’t waste any more time. I need to get back. To hell with the cost” è il chiaro segno del suo senso di colpa come figlio e come padre. Purtroppo per lui non ci sono loopholes che lo possano salvare e il prezzo da pagare è ovviamente di pari valore a quanto ottenuto, “A life for a life”; ma soprattuto questa volta suo padre non può fare nulla per salvarlo, se non “ospitarlo” dentro di sé. La ragione dell’instabile stato mentale di Rumple è che nella sua testa c’è anche il figlio ed infatti in questa puntata, che vede la ricomparsa di Neal in quel di Storybrooke, si nota che quando si vede Gold, non c’è Bae e viceversa; cosa che si può constatare al meglio nella scena della foresta. Il sacrificio dell’uomo è indispensabile, due menti nello stesso corpo non possono stare (il prezzo della magia si paga senza possibili escamotage) e ad ora l’unico che può essere utile per sconfiggere la Wicked Witch – e che ne conosce l’identità – è Rumple; Neal chiede ad Emma di separarli, condannandosi a morte certa: come Gold pochi episodi fa anche lui si sacrifica per salvare coloro che ama. Neal muore tra le braccia del padre, dicendogli addio con quell’ “I love you, papa” che ha atteso troppo a lungo a pronunciare e che racchiude tutto quello che prova.

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L’uomo nel corso dell’episodio chiude tutte le questioni in sospeso, a cominciare dal rapporto con Hook, una relazione quasi padre-figlio poi incrinatasi, ma che si è comunque sempre fondata sul reciproco rispetto. Quell’abbraccio tra i due a posteriori può apparire come un indizio sull’identità del personaggio col destino ormai segnato. E non dimentichiamo che con la morte di Neal si chiude il triangolo amoroso.

La scena finale di Bae è giustamente col padre, ma l’addio con Emma è altrettanto commovente, sia per la storia tra i due (il riferimento a Tallahassee quale simbolo del loro agognato happy ending) sia per l’accenno a Henry, che vorrebbe lo ricordasse come un buon padre. Emma lo accontenta, ma non posso fare a meno di non gradire il modo in cui lo fa. Henry al momento non sa nulla di Neal, se non che è il bastardo che ha abbandonato la madre in prigione e che ora è morto da eroe; è così che dovrebbe ricordarlo come un brav’uomo? Emma non sembra intenzionata a far recuperare al figlio la memoria perché a NY era felice. Abbiamo capito che viveva sereno e tranquillo tra amici, videogiochi e bagel, ma era tutto fondato su una bugia! Per quanto lei dica di farlo per tutelarlo non posso non cogliere un atteggiamento egoista, quasi a volersi garantire il ritorno alla vita condotta nell’ultimo anno; anche perché Henry non vorrebbe questo e lei lo sa benissimo. Per di più è ingiusto non permettergli di ricordare il padre, a maggior ragione ora che è morto: recuperare la memoria è per lui il solo modo di conoscere quell’uomo che non potrà mai più vedere. Ed in generale non si prendono le decisioni per gli altri sulla base del loro supposto bene, la libertà di scegliere spetta solo ai diretti interessati. Questa Emma legata al passato a tratti è anche peggio di quella che non voleva credere!

Mentre Regina a Storybrooke scopre che Robin Hood è l’happy ending pronosticatole da Tinker Bell, la vera identità di Zelena è svelata – davanti ad una sbigottita Snow, a cui la gravidanza sembra aver asportato ogni neurone. Ma la Wicked Witch non ne è affatto preoccupata: lei ha il controllo del Dark One e quindi del suo cervello (insieme al coraggio di Charming, il che significa che le mancherebbe solo il cuore) e il parto di Snow si avvicina. Zelena sembra ad un passo dal suo obiettivo e se neppure Rumple ha ancora capito di che si tratta, il futuro si prospetta alquanto complesso.

 

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