Once Upon A Time – 3×16 It’s Not Easy Being Green – by R.

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Dal titolo di questo episodio “It’s Not Easy Being Green” è facile intuire che protagonista ne sia la divertente Zelena, che tra il passato e il presente ci rivela come sia diventata la verde Wicked Witch e quale sia il suo misterioso piano. Il fatto che a guidarla sia la gelosia per una sorella che ha avuto tutto è stato chiaro fin dall’inizio, ma ora assistiamo alla nascita di questo sentimento e al suo sviluppo in breve tempo. Dopo che la sua vera identità è stata scoperta, Zelena si presenta agli abitanti di Storybrooke con un nuovo look: addio agli abiti morigerati da levatrice premurosa, in favore di un outfit più appariscente, sensuale e un trucco più deciso da donna di potere. E’ così che affronta la sorellastra e spiega il legame che le unisce. Due le differenze fondamentali tra Zelena e Regina; da un lato la prima non poteva consentire alla madre Cora di realizzare il suo sogno, entrare a far parte della famiglia Reale (destino a cui costretto Regina), ma perché? Da piccola apparentemente era una neonata come tutte le altre; forse il suo limite dipendeva proprio dall’altra diversità con la sorella, ossia il fatto che Regina non avesse naturalmente sviluppato il talento della magia (sappiamo infatti che è stato Rumple ad aiutarla verso questa strada). Scoprire che la sorellastra non solo è cresciuta con la sua famiglia d’origine, ma soprattutto che stava ricevendo quella “educazione alle arti magiche” da Rumplestiltskin che lei non ha mai avuto e grazie alla quale sarebbe stata in grado di controllare quel dono per cui il padre l’aveva sempre rimproverata, è alla base della crescita della sua wickedness: è quell’invidia da cui il Mago di Oz l’aveva messa in guardia che l’ha resa verde. Il breve periodo con Rumple è quello più bello della sua vita, trovando finalmente qualcuno che la apprezza così com’è. Ma il modo in cui è cresciuta, con un padre che la incolpava del suo alcolismo, in un mondo dove la sua naturale tendenza alla magia veniva frustrata e lo scoprire poi che quella non doveva essere la sua vita l’hanno resa fragile, timorosa di perdere quel che è riuscita a riprendersi. Questa sua invidia latente la rende ingestibile, pericolosa, arrivando quasi ad uccidere Regina. Ci sono dei momenti in cui il suo sguardo e quelle sue risatine improvvise che in un attimo si trasformano in tono minaccioso sembrano rivelare una mente un tantino disturbata, lasciando intuire che la sua non sia mera perfidia, ma qualcosa di più profondo e conseguentemente più pericoloso perché incontrollabile. Se fosse stata una fredda cattiveria a guidarla non sarebbe mai caduta nella trappola di Rumple. Perfino il suo piano svela che il suo obiettivo non è la semplice vendetta, ma l’avere quella vita che le spettava dalla nascita, quella vita che ha avuto sua sorella: dalla crescita in famiglia all’essere scelta dal Dark One per lanciare la maledizione. Questa spiegazione mette Zelena sotto una luce diversa, permettendo di poter capire le ragioni e i sentimenti che la muovono.

Il piano della Wicked Witch è di tornare indietro nel tempo, al momento della sua nascita in modo che Cora non la abbandoni “What I’m casting isn’t a curse. It’s a second chance”. Un obiettivo ambizioso – tutti lo definiscono impossibile – ma che lei è ormai ad un passo dal realizzare: ha il coraggio di David, il cervello di Rumple, ma le manca il cuore, che vorrebbe strappare proprio alla sorellastra. Se il true love è l’antidoto ad ogni maledizione, il cuore sembra esserne invece l’ingrediente fondamentale e Regina forse è quella che ne sa più di tutti al riguardo – la cripta dove custodiva i vari cuori di cui si era “appropriata” ne è la prova. E lo conferma anche stavolta non portando con sé il suo allo scontro con Zelena. Ora il suo cuore è letteralmente nelle mani di Robin Hood, il suo happy ending che lo dovrà tenere al sicuro. In questo episodio la Evil Queen fa un grande passo avanti verso il ladro più famoso di Sherwood riconoscendo – grazie alle parole di Zelena – quello che Tinker Bell le aveva sempre rimproverato: non apprezzare quello che ha di fronte. Gradisco molto il rapporto tra Robin e Regina giocato su un’alternanza di frecciatine e gentilezze, perfettamente concorde con quanto accaduto al loro primo incontro nella Enchanted Forest, quasi a sottolineare l’inevitabilità della loro storia. L’aver permesso a Regina di riconoscere subito in lui l’happy ending pronosticatole nella storyline di Storybrooke è un altro aspetto positivo perché consente alla Evil Queen di proseguire in quella strada verso l’abbandono del ruolo da villain che aveva trovato una sferzata decisiva nell’addio ad Henry e in cui rischiava di smarrirsi dopo la realizzazione della sua perdita: sapere che significato può avere per lei Robin Hood è una speranza di felicità che può ottenere nonostante la perdita del figlio, prima l’unico in grado di smuoverla dalle sue posizioni. La sua apertura verso quell’happy ending che molto tempo fa aveva rifiutato si concretizza nel donargli concretamente il suo cuore – “You’re really going to entrust something so valuable to a common thief like me?” “You can’t steal something that’s been given to you” – metafora di qualcosa di molto più profondo – nonché momento terribilmente romantico.

Mentre Emma ancora non si lascia convincere a raccontare la verità ad Henry, che in questo clima di segreti e bugie è a forte rischio di sviluppare un disturbo psicologico più grave di quello di Zelena, il piano di quest’ultima si appresta ad essere sconvolgente: se riuscirà nel suo intento, tutto cambierà, Regina non sarà mai nata e conseguentemente la storia di Snow White ne sarebbe stravolta. Nonostante le manchi ancora il cuore – e il fatto che Regina sappia che le serve sia uno svantaggio – lei non sembra preoccupata, dimostrando anche con questa sua spavalderia di essere dotata di quella follia che può sfociare sia nel genio che nella pazzia. Zelena è colei che ha smascherato il Mago di Oz – e lo ha ridotto ad una scimmia volante – nonché la strega più potente al mondo secondo il Dark One, provando così che se c’è qualcuna che può riuscire nell’impossibile è proprio lei; e allora è un genio o una pazza?

 

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