Once Upon A Time – 3×17 The Jolly Roger – by R.

Il titolo “The Jolly Roger” indica chiaramente che l’episodio ruota intorno ad Hook, forse il personaggio più misterioso da quando la maledizione di Zelena è stata lanciata. A differenza di tutti gli altri infatti, Killian (il vero nome del Capitano) ricorda perfettamente quanto accaduto nell’ultimo anno, non essendo stato colpito dal sortilegio. Devo dire che questa sua posizione mi incuriosisce e non mi spiego come gli altri protagonisti non la vedano allo stesso modo: lui è l’unico che può fornire dei veri indizi, ma viene “accontentato” nel suo desiderio di non parlare dei tempi recenti, altra cosa altamente sospetta. La natura da investigatrice di Emma è un po’ più insistente in tal senso, ma non quanto ci si potrebbe aspettare da lei. Ma alla fine i nodi vengono sempre al pettine ed anche il mistero di Hook viene svelato. Dopo il ritorno nell’Enchanted Forest come per Neal, pure per lui la perdita di Emma, a cui aveva romanticamente dichiarato il suo amore, è un vuoto difficile da sopportare e cerca di colmarlo recuperando l’altro suo grande amore, la Jolly Roger. La sofferenza per il cuore spezzato è talmente forte che è disposto a lasciar morire il Principe Eric (rapito da colui che ha la nave, il famoso pirata Black Beard) pur di riaverla: quella nave rappresenta il Capitan Hook che era prima dell’incontro con Emma, quell’uomo assetato di vendetta, temuto in tutti i mari, che abbiamo conosciuto come alleato di Cora. Scegliere la Jolly Roger anziché Eric è il modo per tornare ad essere quel Capitano e abbandonare l’eroe dal cuore tenero che è invece diventato – come gli sottolineano Ariel e Black Beard – una volta schieratosi con Emma&Co., perché essere quell’eroe gli ha fatto guadagnare solamente un cuore spezzato. Questo è il grande oscuro segreto che nasconde Killian, la responsabilità per la (quasi certa) morte del Principe Eric; ma quel Capitano non esiste più, per quanto si sforzi Hook è cambiato grazie all’amore per Emma e infatti si vergogna profondamente di quanto ha fatto. Forse però non è del tutto vero che Hook sia cambiato, forse la scoperta del true love ha semplicemente fatto riemergere quel lato di lui che già avevamo intravisto nei vari flashback e che aveva soffocato dopo la perdita di Milah. Sia la relazione con la donna (ricordiamo moglie di Rumple), il rapporto quasi paterno con Bae ed il legame col fratello avevano dimostrato che Capitan Hook non era il villain che avevamo conosciuto nella favola di Peter Pan. Once Upon A Time ha totalmente reinventato il personaggio sia nell’aspetto (non più l’uomo di mezza età impomatato e con la parrucca) sia nel carattere, presentandoci un Hook dove l’uomo prevale sul pirata. Perdere Emma ha lo stesso effetto della morte di Milah, con la differenza che qui non c’è alcuna possibilità di vendetta che possa colmare il suo vuoto. Ma ora Emma è tornata e si riaffaccia la speranza, tant’è che l’incontro con Ariel lo porta a confessarle la verità su quanto accaduto nell’ultimo anno, giurando il suo pentimento sull’amore per Emma. Peccato che quel “I swear on Emma Swan” è proprio la frase che Zelena (sotto le finte spoglie di Ariel, che in realtà sta vivendo il suo happily ever after con Eric dopo averlo ritrovato per conto suo) aspetta per poter maledire la sua bocca: se Hook bacerà Emma, lei perderà tutti i poteri. La Wicked Witch per qualche misteriosa ragione non può uccidere la donna, ma ha bisogno di privarla della sua magia. Hook finisce così con l’essere vittima del suo amore e proprio ora che Miss Swan inizia a guardarlo con occhi nuovi, lui non può avvicinarla. Questa situazione mi ricorda in parte Angel e Buffy, con il vampiro che non poteva lasciarsi andare ad un attimo di felicità con la sua amata, pena la perdita dell’anima e in parte il “bacio impossibile” tra Fantaghirò e Tarabas, quando lo stregone non poteva baciarla perché si sarebbe trasformato in una bestia che l’avrebbe sbranata. Hook è costretto a vivere lo stesso tormento; potrebbe sacrificarsi ed allontanarsi da Emma, ma in quel caso Zelena minaccia di ferire le persone che lei ama.

La Wicked Witch ha un perfetto tempismo, riuscendo a dannare il bacio di Killian proprio ora che Emma si sta rivelando un’ottima allieva di Regina nelle arti magiche. Il suo essere The Savior le dà un enorme potenziale, che lei rischia di sprecare per la sua fissazione di risolvere l’affaire Zelena e tornarsene col figlio a NY. Cosa deve accadere perché capisca che non può crogiolarsi in eterno su un falso ricordo? E poi come si fa a lasciare uno come Hook?

Regalano scene molto divertenti i nonni Snow e Charming, che, offesi perché il nipote non li trova abbastanza divertenti, decidono di iniziarlo alla guida. Come tutti, un primo approccio un po’ brusco. Ma d’altronde suo nonno è più abituato ai cavalli che alle automobili! Mi aspettavo qualcosa in più invece sulle sue abilità manuali: possibile che non sappia unire i pezzi di una culla?

Il focus su Hook ci dà un episodio di transizione, che permette ad Emma di esercitarsi nella magia, in vista del prossimo scontro con la Wicked Witch, la cui storyline viene messa quasi totalmente da parte. Se accolgo con piacere la scoperta del perché Hook fosse così restio a parlare del suo passato, mi resta un altro cruciale interrogativo, come ha fatto a tornare nel mondo reale se non è rimasto affetto dal sortilegio di Zelena?

 

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