Once Upon A Time – 3×18 Bleeding Through – by R.

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Rose McGowan torna come Guest Star ad interpretare la giovane madre di Regina e Zelena. Nonostante il suo personaggio sia stato concretamente presente nelle varie stagioni solo per qualche episodio, Cora ha fatto da sfondo all’intera serie, essendo all’origine delle varie storyline che hanno condotto alla rivalità tra Snow e la Evil Queen prima e tra quest’ultima e la Wicked Witch ora; senza dimenticare il suo rapporto con Rumplestiltskin.

Dopo questa puntata Cora può forse essere considerata, al pari dell’indimenticabile Peter Pan, la sola villain pura di Once Upon A Time, perché al contrario protagonisti come le sue figlie e Rumple hanno dimostrato che al di là dell’apparente cattiveria c’è altro. In realtà se estendiamo l’analisi anche ai buoni dello show possiamo notare che loro stessi non sono così candidi come ci si aspetterebbe. La serie prova che non esiste una netta linea di demarcazione fra buoni e cattivi, ma tutti possono essere ora uno ora l’altro a seconda delle circostanze che si trovano ad affrontare. Questo concetto era già stato accennato nella scorsa stagione con Snow, che uccidendo Cora si era di fatto trasformata in un’assassina, un’idea inconcepibile per la fiaba originale: dopo quel fatto era entrata in una fase di depressione perché non riusciva a perdonarsi, ad accettare che una parte del suo cuore fosse diventata oscura. Ma ancor prima lo stesso motivo per cui Regina ha iniziato ad odiarla – l’aver fatto la spia con sua madre – è stato sintomatico sia della non assoluta innocenza della piccola Snow sia della natura non totalmente Evil di Regina. Di fronte alla ragione per cui Cora aveva abbandonato Zelena – la Principessa Eva, madre di Snow, aveva detto al Principe Leopold della sua gravidanza – vediamo che anche la mamma di Snow non era senza macchia come credevamo, era una ragazza diversa dalla madre che Snow amava e ammirava. Forse per gelosia, ambizione o amore per il Principe aveva fatto mettere Cora alla porta “The Miller’s daughter is a worthless liar” distruggendo il sogno di regalità della giovane. “I thought our family were the good guys” afferma Emma dinanzi ai “peccati” passati di mamma e nonna, ma le parole di Regina chiarificano bene il tutto “Life is too messy for it to ever be that simple”: anche la persona più pura – candida come la neve – può commettere errori in determinate situazioni. In questo quadro però Cora è un’eccezione; in ogni suo gesto è stata sempre mossa dalla sola ambizione, dal desiderio di diventare una Lady o meglio ancora la Regina, lasciando per sempre il ruolo di Miller’s daughter. Quando abbandona Zelena lo fa solo per se stessa “to give me my best chance”, non per garantire un futuro migliore alla bambina; l’esatto contrario di quanto fatto da Snow e Charming con Emma, nonché, in modo diverso, da Regina con Henry. Pur di raggiungere i più alti livelli della società dell’Enchanted Forest, Cora è stata disposta a rinunciare a tutto, anche all’amore: nell’episodio 2×16 The Miller’s Daughter avevamo infatti scoperto che per evitare ostacoli lungo il suo percorso si era strappata il suo stesso cuore – che la rendeva debole per l’amore per il Dark One. In lei quindi non c’è quella speranza di “redenzione” che ha permesso a Regina e Rumple di sacrificarsi per il bene altrui, dimostrando definitivamente che il villain può essere anche qualcos’altro. Tra l’altro non dimentichiamo che Regina ora si è privata del cuore per impedire alla sorella di ottenerlo, ma questo non l’ha resa diversa dai tempi recenti: la Evil Queen “feels things deeply” come le dice Snow “You feel things with your whole soul”. Quindi non si può ridurre la cattiveria di Cora semplicemente alla – letterale – mancanza del cuore. Specialmente adesso che quello di Regina è nelle mani di Zelena e lei, influenzata dalle parole di Snow e dalle critiche della sorella – “You still turn your back on every opportunity for happiness” – decide di darsi una chance, di provare la strada verso la felicità: corre da Robin Hood e lo bacia. Finalmente! Il true love trova sempre la via, anche in assenza di un cuore.

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Il discorso sul non essere villain al cento per cento vale anche per Zelena, il cui desiderio di vendetta, come abbiamo visto due episodi fa, è animato dalla sofferenza per la vita che non ha avuto: andando indietro nel tempo la donna può uccidere la madre di Snow, consentendo così che Cora sposi il Principe Leopold e non la abbandoni. L’invidia della Wicked Witch deriva da quel bisogno di amore che non ha mai trovato soddisfazione né con il padre alcolizzato né con Rumple che le ha voltato le spalle per il suo carattere ingestibile. Zelena ha un sentimento profondo per il Dark One e l’ingannevole tentativo di seduzione da lui messo in atto per rubarle il pugnale è l’ennesimo schiaffo al suo bisogno di essere amata. Una cosa che ha in comune con la sorellastra: tutte le cattiverie fatte da Regina erano frutto della perdita del suo grande amore; ma una volta lanciata la maledizione, la Evil Queen si è ritrovata sola e quindi comunque insoddisfatta: solo l’amore materno per Henry le ha dato una nuova felicità. Sempre di true love si tratta. Se anche Zelena riuscisse nel suo intento non è detto che il risultato sia quello sperato: Cora difficilmente sarà la madre amorevole che lei vorrebbe e anche Rumple potrebbe essere diverso. E poi siamo così sicuri che il destino relativo alla vite degli altri personaggi non troverebbe comunque il modo di realizzarsi?

Nel confronto con la Wicked Witch, Rumple scopre di avere l’occasione di tornare indietro nel tempo impedendo a Bae di andarsene nel mondo reale. La sua condiscendenza verso la donna suscita immediatamente dei dubbi perché significherebbe cancellare tutto quanto ha fatto nell’ultima stagione per diventare quell’uomo che suo figlio ha sempre voluto; inoltre Neal si è sacrificato per far sì che il padre e gli altri potessero sconfiggere Zelena, allearsi con lei sarebbe un tradimento. Il Dark One è consapevole di tutto ciò e nonostante il forte desiderio di riavere il figlio, mette da parte i suoi sentimenti per rispettare la sua memoria. Il controllo esercitato dalla strega non va quindi ad intaccare l’evoluzione a cui è andato incontro: anche il Dark One può avere un animo buono.

In questo episodio abbiamo avuto modo di riflettere sulla complessità di personaggi che le fiabe classiche ci hanno presentato come o buoni o cattivi, o bianchi o neri: in Once Upon A Time assumono una caratterizzazione più aderente alla realtà perché in tutti noi c’è quel dark side che può vincere o soccombere a seconda delle esperienze e delle situazioni affrontate. In tal modo anche i tradizionali cattivi possono essere compresi ed amati dal pubblico. Con l’eccezione di Cora, che più vedo e più non sopporto; tuttavia un lato positivo lo ha anche lei: senza il suo arrivo nella stagione scorsa non avremmo mai conosciuto Hook!

 

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