Once Upon A Time – 3×20 Kansas – by R.

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Con l’inizio del travaglio di Snow è inevitabile che si arrivi alla resa dei conti con Zelena, in una battaglia finale che vede giustamente contrapposte le due sorelle. Secondo l’impostazione delle puntate precedenti sembrava ormai che lo scontro dovesse avvenire tra la Wicked Witch, la strega più potente in materia di magia oscura, ed Emma, portatrice della light magic quale frutto del true love; ma questa idea non finiva di piacermi: tutto ha avuto inizio dall’invidia di Zelena per Regina, cosa caspita c’entra Emma?! Le due sorelle hanno alle spalle una storia diversa nei fatti, ma simile nelle emozioni, entrambe costrette ad una vita diversa da quella che desideravano per colpa dell’ambizione della madre: come sottolineato a commento dell’episodio 3×18, sia Regina che Zelena cercano da sempre qualcuno che le ami così come sono, ma questo in un modo o nell’altro gli è stato impedito. Il primo grande amore di Regina è stato ucciso da Cora e da lì è scaturita una scia di cattiverie per colmare il vuoto del suo cuore. Zelena è sempre stata rifiutata, perfino quando sembrava aver trovato una nuova casa nella congrega di streghe guidata da Glinda, ha poi dovuto assistere all’arrivo di Dorothy che, per quanto in modo inconsapevole, stava chiaramente minacciando il suo posto. L’unica differenza tra le due donne è che nella vita di Regina è arrivato Henry, che con la sua innocenza ha fatto breccia nel suo cuore, rendendolo pian piano sempre meno oscuro. Grazie a lui la Evil Queen ha riscoperto la vera natura del true love, comprendendo che a volte impone dei sacrifici per il bene di chi si ama. Ed ora che oltre al true love del figlio ha trovato anche quello di Robin Hood – insieme sono adorabili – nemmeno l’assenza del cuore le impedisce di abbandonare definitivamente il ruolo della villain per quello dell’eroina, scoprendo che anche in lei c’è il potere di quella light magic in grado di contrastare la sorella, quella stessa light magic che le ha permesso di spezzare la maledizione baciando Henry. E la prova definitiva della nuova natura di Regina arriva con la decisione della donna di regalare alla sorella sconfitta una seconda chance, riconoscendo “Not long ago, I was a lot like you”, “If I were you, I’d consider creating a new destiny”; questo è il tema portante della puntata, cambiare il passato non serve a nulla se non siamo noi i primi a cambiare, alla fine il nostro destino sarà sempre quello; ma se noi decidiamo di cambiare, allora anche il nostro futuro ne trarrà beneficio. Once Upon A Time ci ricorda che siamo noi stessi i soli artefici del nostro destino: lamentarsi, vendicarsi o sognare di cambiare il passato è inutile se non siamo noi i primi a prendere un’altra strada. E come Glinda aveva ricordato a Zelena non è mai troppo tardi per dare un nuovo corso alla propria vita. Regina ci è riuscita e spera che la sorella possa fare lo stesso, traendo ispirazione dal suo atto di bontà.

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La Evil Queen ha abbandonato lentamente il suo ruolo da cattiva, dandone il primo chiaro esempio nella puntata 3×11, dove anche Rumple ha dimostrato di poter essere ben altro di un puro villain. Ma mentre il percorso di eroina di Regina prosegue, quello del Dark One incontra un insormontabile ostacolo. La promessa fatta a Belle di non uccidere Zelena si scontra con quella fatta al figlio di vendicare la sua morte; e tra l’amore per la giovane e quello per Bae sembra prevalere il secondo: Rumple non può sorvolare sul fatto che Zelena sia la causa della morte del figlio, così uccide la donna indifesa. Non prima però di aver ingannato Belle, facendole credere di averle affidato il suo pugnale, quando in realtà si tratta di un falso. L’inganno all’amata è sicuramente da biasimare, specie se quel pugnale viene inteso al pari di un anello di fidanzamento, dato che accompagna la proposta di matrimonio. Ma criticarlo per la vendetta, dopo tutto quello che ha passato con il figlio mi riesce un po’ difficile; Belle la vedrà diversamente non appena scoprirà la verità e temo che se Rumple perderà la sua amata, la strada per divenire un eroe verrà totalmente abbandonata. Forse far diventare anche il Dark One uno dei buoni negli stessi tempi di Regina avrebbe rischiato di banalizzare lo sviluppo dei relativi personaggi, facendo apparire troppo semplicistica la loro evoluzione; dopo che si era sacrificato morendo con Peter Pan credevamo che ormai non ci saremmo più dovuti preoccupare di un ritorno del vecchio Dark One, ora invece assistiamo ad un suo primo passo indietro che potrebbe dare luogo a complesse valutazioni altrui e altrettanto intricati sviluppi. Specie se consideriamo che dopo la pugnalata il fumo verde di Zelena fa ritorno nel gioiello fonte del suo potere (mi domando perché non l’abbiano semplicemente distrutto), la strega sarà ancora viva?

Spazio anche ad Emma che per salvare Hook dalla morte lo bacia perdendo i suoi poteri; scena che mi ha ricordato quando, nel quarto capitolo, Fantaghirò ha baciato Tarabas, rendendolo di nuovo il mostro che voleva il padre Darken. La Savior sacrifica l’allora unica speranza per sconfiggere Zelena e difendere la sua famiglia per quell’uomo che continua a rifiutare e maltrattare (la frase alla strega “why don’t you try enchanting the lips of someone I’ll actually kiss?” è una cattiveria gratuita). E’ come se Emma continuasse a non accettare totalmente la sua vera natura, perché se lo facesse dovrebbe abbandonare l’idea di tornare alla “good life” di NY; quell’anno vissuto nella bugia ha in parte cancellato la fiducia che aveva maturato a Neverland. Ma Henry ora ricorda e cerca un appartamento a Storybrooke perché quella è la loro casa, per lui non c’è neanche bisogno di riflettere al riguardo: casa è dove c’è il tuo cuore e che Emma lo ammetta o no il suo cuore appartiene al mondo delle fiabe, non alla Big Apple. Altro che “I’m his mother, I know what’s best for him”, quei finti ricordi l’hanno rimbambita: Henry è cresciuto con Regina, anche lei è sua madre e forse lo conosce anche meglio! Come fa a pensare che quel ragazzino voglia solo latte al cioccolato e cereali?! Non stiamo parlando di Howard Wolowitz! Killian ha ragione, vuole tornarsene a NY solo perché sa che ha Storybrooke potrebbe avere il suo happy ending e come al solito ne è spaventata, non si sa mai che venga di nuovo abbandonata!

L’episodio si chiude con il dubbio sul futuro di Zelena, ma subito prima c’è il momento di respirare una serenità tanto agognata, con la famiglia Charming tutta riunita attorno al nuovo arrivato. Hook è insieme a loro, ma la sua espressione tradisce la tristezza per un addio che sembra ormai prossimo: Emma gli conferma nuovamente la sua intenzione di tornare a NY, cancellando con poche parole la speranza suscitata dall’averlo salvato. Se neanche la paura di perderlo le ha fatto cambiare idea, cosa dovrà accadere?

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