Once Upon A Time 4 – Facciamo il Punto – by R.

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Questo post fa riferimento agli avvenimenti occorsi negli episodi 4, 5, 6 e 7 della quarta stagione.

I dubbi sulla scelta di inserire i personaggi di Frozen nella nuova stagione di Once Upon A Time sono stati spazzati via ora che abbiamo chiara la storyline di cui sono protagonisti. Come già sottolineato nel precedente post, non si tratta di infilare una storyline a parte, che avrebbe potuto svolgersi anche al di là di Storybrooke, ma di una storia più ampia che coinvolge il passato di Emma e mette a rischio l’appena ritrovata serenità con la famiglia Charming. Ed è proprio la famiglia ancora una volta al centro di tutto: parentele più o meno conosciute si rivelano la fonte di ogni guaio per i personaggi di Storybrooke, citando un famoso film di Monicelli si potrebbe dire Parenti Serpenti. La Snow Queen/Ingrid non è solamente la zia di Elsa e Anna, ma è stata anche l’affidataria di Emma durante un anno della sua adolescenza, una rivelazione che suscita una certa inquietudine perché fa capire che il piano della donna è in preparazione da molto tempo – addirittura aveva controllato le neonata Emma non appena arrivata nel mondo reale. L’obiettivo di Ingrid è simile a quello di Zelena: avere quella famiglia che le è stata negata, cosa che ritiene di poter ottenere mettendo al posto delle sue defunte sorelle (Helga e Gerda) Elsa ed Emma, in quanto dotate di un potere, che come il suo ai tempi, è incompreso e temuto addirittura dai parenti. Mentre conosciamo la reazione dei sovrani di Arendelle, lasciano alquanto stupiti i Charming, coloro che dovrebbero essere i genitori più dolci e comprensivi dell’universo, ma che in “The Snow Queen” manifestano un inaspettato terrore di fronte al poco autocontrollo della figlia, specialmente mamma Snow. E non mi riferisco tanto allo spavento per il colpo subìto da Charming, quanto alla diffidenza nell’affidare alla figlia il piccolo Neal, solo perché a causa del suo potere non ha potuto nascondere la gelosia verso il fratellino. Dopo tre anni in cui mi sono sempre schierata dalla parte di Snow, in questo caso difendo Emma: è comprensibile che non riesca a vivere tranquillamente tutte le attenzioni con cui i genitori riempiono il fratellino come se fosse il loro primo figlio; per quanto per loro di fatto sia come se lo fosse, sanno che Emma è particolarmente sensibile sull’argomento infanzia, quindi mi sarei aspettata una maggiore delicatezza. Nonostante la mancanza di una differenza d’età, nel rapporto con la figlia sono loro gli adulti e dovrebbero riuscire a mantenere quei toni di comprensione che hanno sempre avuto quando lei li respingeva, non perderli solo perché ora lei è rinsavita e hanno un bebè. Senza contare che così fanno in pieno il gioco della Snow Queen.

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Nello stesso episodio scopriamo proprio il passato di quest’ultima, che mostrandoci i trascorsi con le sorelle e Rumple ci inquadra il percorso affrontato dalla donna permettendoci di capire il perché del suo bisogno di ricostruire il rapporto fra sorelle. Se da un lato Ingrid ha dovuto sopportare lo stesso senso di vergogna per il suo potere provato da Elsa, dall’altro lei aveva due sorelle che la amavano e l’appoggiavano incondizionatamente, esattamente come ha poi fatto Anna una volta scoperta la verità. Rumple aveva chiesto e ottenuto i i nastri simbolo dell’amore fra le tre sorelle in cambio dei guanti e dell’anfora che avrebbero impedito alla Snow Queen di ferire qualcuno. Ma mai sottovalutare la regola “Magic always comes with a price” e il potere delle varie forme del true love. Quello che lega le tre principesse di Arendelle è talmente forte da superare immediatamente le menzogne dell’indimenticabile Duca di Weselton, ma viene poi distrutto dal medesimo incidente occorso ad Elsa: Ingrid colpisce al cuore la sorella Helga, atto che Gerda – la madre di Anna e Elsa – non può perdonare. E’ davvero lei a rinchiudere la Snow Queen nell’anfora e a chiedere a Grand Pabbie di cancellare ogni ricordo delle sorelle. La madre di Elsa ha avuto una reazione opposta a quella della figlia Anna, la stessa che ora Ingrid si aspetta da chiunque non abbia un potere simile al suo: Elsa ed Emma sanno o sapranno presto cosa si prova a essere considerate un mostro dalla propria famiglia, quindi possono prendere il posto di quelle sorelle che un tempo non l’avrebbero mai abbandonata. La Ingrid bambina è interpretata da Brighton Sharbino, ossia la Lizzie di The Walking Dead: un contesto completamente diverso, ma l’uccisione della sorella ha un’inevitabile effetto déjà vu!

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Fra tutte le Principesse Disney Belle è la mia preferita e dopo averla vista sia in Lost sia in Roswell posso dire di apprezzare molto anche Emilie de Ravin. Tuttavia in questo inizio di stagione ho cominciato a trovare la Belle di Once Upon A Time particolarmente irritante: puoi essere buona di cuore e innamorata quanto vuoi, ma talmente fessa verso Rumple anche no, d’accordo essere accecati dall’amore, però un minimo di raziocinio in più da lei me lo sarei aspettata. Il marito è bravo a portare avanti la bugia del pugnale e quando in “Family Business” sembra che stia per inciampare nel suo stesso inganno, lei è troppo sconvolta per potersi accorgere della disobbedienza del Dark One. Tutto a causa del senso di colpa che si porta dietro da anni: Belle è indirettamente responsabile della scomparsa di Anna, avendo preferito tentare prima di salvare la pietra che le avrebbe permesso di ricordare in che modo era morta la madre (sacrificatasi per lei) anziché la ragazza in procinto di cadere da un dirupo (e poi fatta sparire dalla Snow Queen). Se può essere perdonata perché si trattava comunque di un incidente provocato da Ingrid, sono meno comprensiva rispetto al mancato avvertimento di Elsa ai tempi e soprattutto ora; Belle ha passato varie puntate ad evitare appositamente la Regina di Arendelle quando invece il suo aiuto sarebbe stato decisivo. A questo punto la morale che ha sempre fatto al marito perde un po’ di credibilità, nonostante lui continui ad ingannarla spudoratamente, perfino quando lei gli chiede perdono per aver sfruttato il (finto) pugnale. La promessa fatta dal Dark One sulla tomba del figlio Neal sembra un ricordo lontano lontano, preso com’è a fare il doppiogioco per ottenere ciò che vuole dalla Snow Queen. E ora coinvolge anche il nipote Henry trasformandolo nel suo apprendista. Sebbene sia stato il ragazzino a recarsi da lui nella speranza di scoprire chi sia l’autore del libro “Once Upon A Time”, la qualifica di apprendista che gli ha affibbiato il nonno vista in relazione al cappello di Fantasia (e al flashback relativo) mette quel lavoretto da dopo scuola sotto una luce alquanto oscura.

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Le remore verso le intenzioni di Rumple sono poi inevitabili pensando a quanto ha fatto a Hook, trasformandolo nel suo schiavetto. Il desiderio del Capitano di poter abbracciare con due mani la sua Emma al loro primo vero appuntamento, si è tradotto in un’occasione per il Dark One per manipolarlo a suo piacimento e indurlo a commettere atti tipici del vecchio Hook. Proprio ora che Emma inizia a lasciarsi andare – al loro primo appuntamento era talmente adorabile da non sembrare neanche più lei – Killian viene costretto dall’arcinemico Coccodrillo a commettere cattive azioni che rischiano di fargli perdere definitivamente la sua amata. L’alternativa era raccontarle immediatamente la verità sul ferimento di Will Scarlet e credo sarebbe stata la scelta migliore per provarle di essere davvero cambiato, ma ora sembra davvero troppo tardi. Considerando che le bugie hanno le gambe corte – specialmente nel meraviglioso mondo delle serie tv – come reagirà Emma?

In Robin Hood: Prince of Thieves il fratellastro di Robin, Will Scarlet, era interpretato da un giovane Christian Slater: insopportabile e poco affidabile per i ¾ del film, si riabilitava nel finale quando rivelava la relazione di sangue che lo legava all’arciere di Sherwood ed era pronto a sacrificarsi per salvare i suoi compagni dalle impiccagioni volute dallo Sceriffo di Nottingham. In Once Upon A Time Will vive di piccoli furti, lontano dal gruppo di fuorilegge guidato dal fratello, è il classico sbruffone che suscita simpatia, ma oltre ad un rapporto ancora teso con Robin, nasconde una misteriosa sofferenza amorosa: da una chiacchierata tra i due fratelli si scopre che Will ha quasi fatto ammazzare i fuorilegge per colpa della donna amata. Il destino di quest’ultima è ancora ignoto, ma soprattutto lo è la sua identità, potrebbe avere a che fare con l’irruzione in biblioteca del giovane Scarlet alla ricerca del libro di Alice’s Adventures in Wonderland?

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Non è certo messo meglio Robin che proprio non ce la fa a togliersi Regina dal cuore, con tutto il senso di colpa conseguente verso Marian. Eppure in questi anni abbiamo imparato che il true love può avere varie forme, a cominciare da quello fra sorelle come dimostrato da Anna e Elsa, nessun altro potrebbe aiutare Marian? Un’alternativa potrebbe essere il figlio – il bacio a Henry di Emma nella prima stagione e di Regina nella terza ha risolto grandi problemi – ma essendo ancora piccolo e col fatto che è stato a lungo lontano dalla madre non è di grande aiuto. Al momento non si vede una soluzione vicina per il travaglio amoroso della nostra adorata Regina, ma se l’Operation Mongoose gestita da lei e dal figlio si mantiene interessante, il perdurante e sofferente dubbio di Robin Hood rischia di diventare alla lunga un po’ noioso; tuttavia il suo personaggio riesce a ravvivarsi con le continue dichiarazioni d’amore e soprattutto grazie al bacio con cui ha deciso di violare il suo codice di “Be truthful, righteous and good” in “The Snow Queen”. Qui dimentico totalmente la coppia del film di Kevin Reynolds Robin-Marian per Robin-Regina.

Il settimo episodio si è chiuso con l’accordo tra la Snow Queen e Rumple: a lei vengono restituiti i nastri delle sue sorelle mentre a lui viene svelato come poter usare il cappello magico di Fantasia. Se l’ambizione della donna sembra limitata a Storybrooke, l’obiettivo del Dark One appare molto più ampio: spingersi oltre la cittadina senza il rischio di perdere i suoi poteri e Belle. Un tempo abbandonare Storybrooke aveva lo scopo apprezzabile di ritrovare il figlio Baelfire, ma ora riprendendo le parole di Ingrid “You want, in short, what all villains want. Everything”. Eh sì, Rumple è proprio cambiato!

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