Once Upon A Time – 4×01 A Tale of Two Sisters (Season Premiere) – by R.

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E’ passato un anno dalla diffusione nei cinema di Frozen eppure l’eccitazione che ha causato in tutto il pubblico è ben al di là dallo scemare: in occasione delle feste le bambole delle protagoniste erano quasi introvabili, ricordiamo alla perfezione ogni canzone e l’acconciatura di Elsa è fra le più desiderate. Se Glee ha deciso di affidare a Lea Michele la performance di Let It Go per la Season Premiere, gli autori di Once Upon A Time hanno scelto di far arrivare la Regina di Arendelle – e al seguito tutto il mondo di Frozen – a Storybrooke, impegnata nella ricerca della sorella scomparsa. Una decisione più che opportuna visto lo straordinario successo del film, ma ora bisogna vedere se riusciranno a gestirla al meglio; visto quanto hanno saputo fare la passata stagione tra Peter Pan e la Wicked Witch nutro pochi dubbi sulla loro capacità, anche se questa prima puntata non l’ho trovata troppo entusiasmante.

La Season Premiere si è incentrata sull’introduzione del mondo di Frozen e della storia delle due sorelle, collocata a 2 anni di distanza dagli eventi del film; Anna è in procinto di sposare Kristoff, ma il ritrovamento di un diario della madre le fa intraprendere un viaggio verso il luogo dove i genitori erano diretti prima di morire: Misthaven, meglio noto come l’Enchanted Forest – com’è piccolo il mondo! Il vero mistero sta nella ragione della partenza dei due sovrani, non una missione diplomatica come si era sempre pensato, ma trovare qualcosa per fermare il potere di Elsa che giudicavano “terrifying” – salvo poi inviargli uno sconosciuto messaggio in bottiglia durante la tempesta, il cui destino rimane ignoto. Nel film la Regina era arrivata ad accettarsi così com’era e grazie all’amore per la sorella aveva imparato a gestire il suo potere. Ora tutto rischia di essere spazzato via dalle parole della madre che la riportano al clima “conceal, don’t feel, don’t let them know”, ulteriormente peggiorato dalla scomparsa di Anna durante il suo viaggio. Non sappiamo esattamente quanto tempo sia passato dalla partenza di quest’ultima, ma oggi Elsa nel negozio di Mr Gold ritrova il suo ciondolo. A Storybrooke vediamo una Elsa spaventata, che si lascia dominare dalla paura, scatenando così il suo potere, al pari di quanto accaduto ai tempi della sua incoronazione: spazi della città vengono invasi dal ghiaccio e il gigantesco pupazzo di neve corre qua e là. Purtroppo ancora non si è rivelata a Emma&Co.. Complimenti agli autori per la scelta delle attrici: Georgina Haig è perfetta in ogni senso nel ruolo di Elsa, mentre Elizabeth Lail rispecchia bene l’aspetto e la goffaggine di Anna, anche se personalmente trovo che in alcuni momenti rischi un po’ di cadere nel fastidioso. Non posso dire nulla su Scott Michael Foster come Kristoff: l’indimenticabile Cappie di Greek va sempre bene, magari gli avrei lasciato i capelli lunghi, ma a quanto a pare Elsa non è una grande fan del poco regale futuro cognato e il taglio più corto dovrebbe essere un “favore” nei suoi confronti.

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A parte l’arrivo della Regina di Arendelle, due sono stati gli importanti cliffhanger con cui ci ha salutato la terza stagione: la rediviva Lady Marian che distrugge l’happy ending di Regina e Rumple che, nonostante le nozze, continua a nascondere a Belle di essere ancora in possesso del vero pugnale del Dark One. La Evil Queen si muove sul filo del rasoio tra le vecchie cattive abitudini (il recupero dell’amico Specchio Sidney per eliminare l’ostacolo al suo happy ending) e la bontà sperimentata nel corso degli ultimi avvenimenti (salva Marian dal gigantesco pupazzo di neve). Per fortuna gli autori non hanno puntato sul ritorno del suo lato evil, sarebbe stata una regressione priva di ogni logica e terribilmente ripetitiva. Robin Hood ci tiene a far capire a Regina che per lui il suo passato da villain non conta “The woman I know is the furthest thing from a monster”, difendendola di fatto dalle iniziali accuse di Marian; tuttavia, sebbene i suoi sentimenti per lei continuino ad esistere, non può voltare le spalle a quella che è ancora sua moglie nonché madre di suo figlio. Regina rispetta l’idea che l’amato ha di lei, non è più il mostro del passato – la prova definitiva è arrivata proprio dal salvataggio della sua rivale – è in grado di lottare contro quel lato oscuro che per lungo tempo l’ha dominata, ma questo non comporta il rinnegare lo spirito della donna, che non si lascia certo fregare dalla prima che passa, anche se si tratta del grande amore di Robin Hood. Sidney non crede al cambiamento della sua Sovrana e anche Henry non nasconde il timore di un suo ritorno villain, eppure il piano della donna li smentisce: Regina vuole cambiare le storie narrate dal libro del figlio perché donano il lieto fine solo ai buoni. Non si può negare l’ingegno di una tale trovata, ma funzionerà? Si tratta di modificare il destino dei vari personaggi delle favole, cosa che – come per la volontà di Zelena di cambiare il passato – potrebbe portare a risultati sconvolgenti e ben diversi da quelli attesi. Inoltre non sarà affatto semplice, se la maledizione contro Snow richiedeva il cuore di chi si ama di più, chissà per questo cosa servirà.

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Rumple invece rimane sull’ambiguo. L’uomo giura sulla tomba di Neal che cercherà di essere l’uomo per cui lui si è sacrificato, cominciando dal rimediare alla bugia con cui è iniziato il matrimonio con Belle. Il modo che sceglie però non è proprio da Uomo: anziché affrontare la moglie, scambia di nascosto i pugnali; d’accordo non voler rovinare la luna di miele, ma poteva benissimo aspettare ancora un po’ e fare le cose per bene, come al solito ha scelto la via del codardo. Inoltre ogni buon proposito viene abbandonato nuovamente quando nella casa che Belle sceglie per trascorrere la luna di miele – e qui c’è il mistero di chi ne sia il proprietario – c’è un oggetto che attira subito l’attenzione di Rumple, il quale, attivandolo grazie al vero pugnale, fa comparire il cappello da mago di Fantasia. C’è speranza per una completa redenzione di Rumpelstiltskin? Per quanto l’uomo tenda ormai a schierarsi dalla parte del bene, la sete di potere sembra sempre in agguato per farlo cadere in qualche peccato. Non lo biasimo per aver ceduto alla vendetta verso Zelena, dopotutto aveva ucciso suo figlio senza pietà, ma un minimo di autocontrollo davanti all’ennesimo gingillo magico!

Non posso ovviamente dimenticarmi di Emma Swan che finalmente tanta soddisfazione ci aveva dato nel finale di stagione: addio al broncio costante, alle lamentele senza senso, al rifiuto della magia e dell’amore! Purtroppo avevo interpretato tutto con eccessivo ottimismo. Non fa i passi indietro a cui ci aveva abituati – in quel caso Snow e Charming avrebbero dovuto disconoscerla! – ma torna a fare la preziosa col povero Hook. Killian ha atteso un anno perché gli desse un bacio senza poi rinnegarlo e adesso lei gli chiede di essere paziente… di grazia, Emma, per quanto ancora deve esserlo e perché? “There is no me and Hook (…) well I don’t know what there is”, mi dispiace, ma non è assolutamente accettabile, cos’altro deve fare quel poveretto?

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Poco spazio alla coppia SnowCharming; lui si interroga se non era meglio dare al neonato il nome Baelfire anziché Neal: sebbene effettivamente Baelfire colpisca di più, sia noi che loro abbiamo conosciuto soprattutto Neal, quindi la trovo una scelta più corretta (eventualmente c’è sempre il secondo nome).

Questo primo episodio è servito soprattutto da introduzione all’universo Frozen e alle basi delle storyline che ci aspettano, non particolarmente avvincente, ma comunque un piacevole ritrovarsi dopo la pausa. Inoltre la scena di Belle e Rumple che danzano sulle note di Beauty and the Beast, opportunamente abbigliati, è un momento di celebrazione della fiaba che vale tutta la puntata.

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