Había Una Vez – 4×02 White Out – por R.

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“White Out” è il classico episodio di Había Una Vez: un salto nel passato dell’Enchanted Forest volto non solo allo sviluppo della storyline, ma anche ad illustrare l’evoluzione psicologica dei personaggi – che ovviamente si sono tutti incrociati senza neppure rendersene conto, esattamente come i sopravvissuti di Lost. Questa volta protagonista è Encantador, che nei lontani tempi in cui era ancora un povero contadino con dei terribili capelli lunghi, aveva conosciuto Anna (presentatasi però come Joan). La fidanzata del suo caro amico Kristoff lo aiuta a superare uno dei primi fondamentali passi perché possa diventare il Principe coraggioso che oggi conosciamo: detto con la catchphrase di John Cena “Never give up” e, come dice dice Anna, quando le battaglie sembrano impossibili “Those are exactly the battles you should fight”. Y’ grazie a lei se Charming diventa un combattente, uno che non si arrende neppure quando tutto gioca a suo sfavore, dicendo addio a quel contadino timoroso pronto alla sottomissione davanti alla despota di turno. Fa uno strano effetto vedere David così arrendevole, completamente diverso da come lo abbiamo sempre visto, anche nei flashback più a ritroso nel tempo; questo soprattutto se facciamo pochi passi indietro, ossia a quando Zelena per la sua maledizione aveva scelto proprio lui per ottenere l’ingrediente del coraggio. Bisogna proprio dire per fortuna ha incrociato Anna sul suo cammino! L’avversaria che Charming affronta nell’Enchanted Forest è Bo Peep, meglio conosciuta al pubblico Disney come la pastorella con le pecorelle innamorata di Woody in Toy Story, anche se la sua origine va ricollegata alla protagonista di una famosa filastrocca inglese “Little Bo Peep has lost her sheep”. Woody di certo non avrebbe mai avuto un debole per questa versione di Bo Peep, una vera tiranna che se non ottiene dai proprietari della zona il pagamento che richiede gli porta via tutto e li marchia come nuovi membri del suo gregge, sempre individuabili grazie al suo bastone magico.

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A Storybrooke inizia invece a delinearsi un parallelismo tra Emma y Elsa, cosa che considerando quanto adoro Elsa e il nervoso che tende a provocarmi Emma mi mette un po’ in difficoltà, anche se effettivamente le loro posizioni non sono tanto differenti. Entrambe si sono ritrovate con un potere che non sanno gestire e – una per il clima ostile che le si era creato intorno (i genitori di Elsa non hanno fatto veramente nulla per sostenerla), l’altra perché è stata catapultata all’improvviso in un mondo fiabesco – si sentono dominate dalla paura di non saper affrontare tutto ciò che gli capita “Sometimes, it all feels like too much, doesn’t it? And even trying to just shut it out…that ends up hurting people, too”. Guardare Emma con gli occhi di Elsa rischia seriamente di farmi arrivare ad essere comprensiva con Miss Swan, sebbene continui a trovare difficilmente giustificabile il suo continuo respingere Gancho – quel poverino deve sperare che Storybrooke venga sempre colpita da nuove calamità così da poterla incontrare nelle operazioni conseguenti, al momento non ha possibilità di un vero appuntamento. E dire che l’abbraccio di cui sono protagonisti dopo che Emma viene liberata dal muro di ghiaccio parla da solo sul loro legame!

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Il ciondolo di Anna consente a David di riconoscere nella sorella ricercata da Elsa quella Joan che ha avuto un ruolo decisivo nella sua vita e richiama proprio le parole che lei gli aveva rivolto per aiutare la Regina di Arendelle a vincere la sua battaglia: controllare il suo potere – anche senza l’appoggio di Anna – per salvare la vita a Emma. Ora si possono tutti unire per ritrovare Anna, che anche se il bastone di Bo Peep non riesce ad individuare, si sa almeno che è viva.

Il momento più divertente della puntata spetta a Blanco Como La Nieve, che ancora in piena tempesta ormonale post parto viene trascinata da Granny, Grumpy e Happy alla centrale elettrica per risolvere il blackout causato dal muro di ghiaccio; i tre la rendono infatti consapevole di una situazione che avrebbe dovuto essere ovvia ormai da tempo, ma a cui nessuno ha mai pensato: ora che Regina è sconfitta, lei ha riavuto il suo regno, quindi deve regnare, cosa che tradotta per la cittadina del Maine significa fare da Sindaco. Snow capisce perché Regina era diventata tanto cattiva quando quel trio la esaspera a tal punto da farla esplodere in uno sfogo assolutamente sorprendente per il suo personaggio, sempre calmo e ragionevole qualunque cosa accada “I’m starting to get why Regina was evil. It wasn’t her! It was you! You have survived your entire lives without light bulbs! Buy a flashlight!". Bisogna dire che i tre che se la sono cercata, mai far arrabbiare una madre che ha partorito da poco, ma comprendo pienamente il dramma del blackout: avranno anche vissuto una vita intera senza la grazia dell’elettricità a differenza mia, ma bastano poche ore per abituarsi alle gioie di “computer, TV, DVD, CD, DVR, DVD” e vedere nel blackout l’Apocalisse.

In totale contrasto invece Reina, che è protagonista di un nuovo commovente momento col figlio: Henry ha dimostrato sin dal pilot che non si arrende per ciò in cui crede – dopotutto Charming e Snow sono i suoi nonni – e non può accettare che la madre si chiuda in se stessa per il dolore causatole dalla storia di Marian “You can give up on yourself, but I’m not gonna give up on you! (...) And I miss my mom”. Non c’è neanche bisogno di commentare quanto quel ragazzino sia sempre adorabile.

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Verso la fine della puntata la storyline principale di questa nuova stagione si va delineando e Rumple non può non avere un ruolo in tutto ciò, negativo ovviamente. La madre di David aveva dato ad Anna il suo nome, ritenendolo lo stregone più potente che forse avrebbe potuto aiutarla; lasciamo così la ragazza mentre si dirige da lui, eppure dinanzi alle domande di Charming e Hook sulla proprietaria del ciondolo il Dark One nega di conoscerla. Proprio non ce la fa a seguire la retta via, neanche per la sua adorata moglie Belle a quanto pare. Ma Rumple non è l’unico da cui guardarsi: fa finalmente la sua comparsa Elizabeth Mitchell – l’indimenticata Juliet di Lost – che conferma in pochi secondi di avere un ruolo da villain. Lei è la proprietaria della gelateria di Storybrooke e manifesta lo stesso potere di Elsa quando il blackout non causa alcun danno al suo gelato, perché la donna non ha proprio bisogno dell’elettricità per mantenerlo freddo. E quindi può essere solo lei ad aver mantenuto il muro di ghiaccio che circonda la città, impedendo ad Elsa di distruggerlo. Abbiamo la nuova villain della stagione, Había Una Vez prende veramente il via!

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