Once Upon A Time – 4×08-09 Smash the Mirror – by R.

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“Where is Anna?”, l’interrogativo che ha dato il via a questa quarta stagione di Once Upon A Time trova finalmente esito in un doppio episodio che segna grandi passi avanti sia sul piano emotivo dei personaggi sia su quello delle storyline. E la risposta è la più banale e al tempo stesso inaspettata a cui avremmo potuto pensare: Anna è a casa sua, ad Arendelle, congelata da anni insieme a tutti gli altri abitanti del Regno per “gentile concessione” della Snow Queen; esattamente l’ultimo posto in cui Elsa si sarebbe sognata di cercarla.

Tutte le lacune rimaste vengono colmate, confermando l’evidente disturbo mentale di Ingrid e l’inguaribile spietato egoismo di Rumple. Sono loro i veri protagonisti, impegnati in una sfida a distanza che vede al centro Emma e il suo potere: per Ingrid è la qualità fondamentale della sua aspirante sorellina, mentre Rumple vuole che se ne privi per poterlo aggiungere al magico cappello. La follia della Snow Queen è degna di un episodio di Criminal Minds, convinta di poter ricreare la sorellanza infantile isolando Emma e Elsa da coloro che amano, ma anziché fisicamente eliminare i loro cari uno a uno come farebbe un normale serial killer, lei intende ricorrere al potere del suo magico specchio. Il ruolo di quest’ultimo non era ancora chiaro, era stato riproposto più volte nelle precedenti puntate quasi senza un collegamento logico, ad eccezione dell’episodio in cui viene svelato il segreto di Belle, la cui immagine riflessa assume ora un significato più chiaro: la ragazza non vedeva un’altra Belle, una Belle cattiva, con il solo scopo di mandarla in crisi, ma una parte di se stessa, quella che racchiude le sue emozioni più oscure, che non è neppure in grado di ammettere. Questo è ciò che la Snow Queen vuole causare in tutti gli abitanti di Storybrooke, affinché si rivoltino uno contro l’altro, esattamente ciò che ha ottenuto molto tempo prima ai danni di Anna e Elsa. E’ stata proprio la prima a rinchiudere la sorella nell’urna, dopo averle rinfacciato gli anni in cui Elsa le si è negata – è mancata la citazione “Do you wanna build a snowman?”, ma il “Go away Anna” è stato comunque efficace – facendole credere che potesse essere tutta colpa sua. Quindi Ingrid aveva detto la verità, ma ovviamente non tutta; Anna ha tradito Elsa, ma era sotto un incantesimo e anche se questo faceva solo emergere i suoi sentimenti più nascosti, è altrettanto vero che erano determinati dal poter vedere solo il peggio nelle persone amate: era come se in quel momento alla ragazza mancasse tutta una parte del quadro, una assenza di contestualizzazione che crea sempre tanti danni. Mi è piaciuta molto la versione dark di Anna, sguardo e sorriso hanno reso perfettamente la perfidia che dominava il personaggio in quel momento.

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Se la Snow Queen non sta bene di testa, Rumple è un assetato di potere senza speranza di redenzione. “I’m a man who makes wrong decisions, selfish decisions. (…) And each time, I meticulously undid all the good. Neal is still gone, the town is still in danger, and Belle, for better or worse, she knows who I am and that’s the man who always chooses power” con queste parole l’uomo spazza via ogni possibilità di cambiamento per se stesso; è lui il primo a non credere di poter cambiare, sa che anche qualora riesca a fare qualcosa di buono alla fine la sua sete di potere lo porterà a rovinare tutto: così è stato con Baelfire e così sarà molto probabilmente con Belle. In effetti Rumple ha avuto tantissime occasioni per dare un taglio al passato, ma poi ha sempre fatto cento passi indietro; con la morte di Neal avrebbe dovuto toccare quel fondo, unico in grado di spronarlo ad un definitivo miglioramento e invece neppure quello è bastato. Non vedo cos’altro potrebbe aiutare ora che è disposto a privare il nipote pure della madre per raggiungere il suo scopo.

Per fortuna Elsa fa rinsavire Emma. La Savior si trova nella stessa identica situazione della Regina di Arendelle in Frozen: fugge dai suoi cari quando, a causa della paura che la domina, ferisce accidentalmente Henry. Elsa è la sola che può comprenderla pienamente, illustrandole la “morale della favola” fin qui narrata da Once Upon A Time: non bastano l’amore e l’accettazione degli altri, occorre che prima di tutto amiamo e accettiamo noi stessi così come siamo, con i nostri pregi e i nostri difetti, altrimenti non potremmo mai stare bene con gli altri. Emma aveva chiuso la terza stagione arrivando finalmente a capire che Storybrooke e il mondo delle fiabe sono la sua casa, che anche lei è fiabesca quanto gli altri; ma il suo potere rimaneva un punto di domanda perché – come per Elsa – nessuno nella sua famiglia ne è dotato. In realtà il problema non si era mai posto finché Ingrid non lo ha suggerito, è vero che Emma non era ancora brava a gestirlo, ma qualcuno se ne era mai seriamente preoccupato? E’ esploso tutto all’improvviso, con grande sorprendente contributo da parte di mamma e papà, che addirittura di fronte alla decisione della figlia di liberarsene pensano che questa potrebbe davvero essere la soluzione migliore. Non è un tatuaggio o un brutto vestito di cui ci si può disfare a piacimento, quel potere è parte di lei quanto la testardaggine ereditata da mamma Snow; serve Regina per farli ragionare, rendiamoci conto, almeno Snow ha la giustificazione degli ormoni post gravidanza, ma Charming?! Genitori a parte, il momento in cui Emma accetta se stessa stringendo la mano di Elsa, oltre ad essere molto emozionante, consacra il rapporto tra le due e permette a Miss Swan di dare il meglio di sé: come Elsa al termine di Frozen, anche lei è in grado di fare cose meravigliose con il suo potere.

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“I’m a fan of every part of you”, ennesima romantica dichiarazione di Hook, che segue quella della prima parte di questo doppio episodio, dove per timore che la sua amata commettesse una fatale sciocchezza le confessa il suo segreto, pur rischiando di perderla per sempre. “I just wanted to be a better man for you, Swan. But I failed. And now because of it, I might lose you. I’m sorry. But I hope you never forgive me because that means that you’ll get this in time to save yourself”, se non è true love questo! Killian preferisce che lei lo disprezzi in eterno pur di vederla in vita, l’esatto contrario di quanto aveva fatto Rumple con Milah in passato. E il Coccodrillo continua a sfruttare l’amore del Capitano per raggiungere i suoi obiettivi, ma adesso lo fa in modo ancor più spietato: in versione Evil Queen, il Dark One strappa il cuore a Hook nella prospettiva di distruggerlo non appena gli avrà fatto fare tutto ciò che vuole. Siamo in una situazione simile a quella del rimpianto Sceriffo Graham (un ricordo che cade a pennello visto che siamo nel primo weekend di uscita di 50 Sfumature di Grigio) nella prima stagione, privato del cuore da Regina, che glielo ha poi prontamente distrutto nel momento del bacio fra lui ed Emma. Quella era stata una delle prime scene shock della serie, ma la storia con il Cacciatore era solo agli inizi, quindi non era stato difficile riprendersi: con Hook sarebbe evidentemente tutt’altro, non si prenda nemmeno in considerazione l’idea!

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Perché Regina capisca che pensare sempre in negativo attira solo altra negatività occorre l’ammissione di Snow di essere stata una bambina “selfish and shallow” – eh sì, da piccola era veramente fastidiosa – “You’re not all evil and I’m not all good. Things are not that simple”. Un insegnamento che Once Upon A Time ci trasmette da sempre è proprio che ognuno ha tante sfaccettature e anche il cuore puro di un’eroina come Snow White può macchiarsi di nero. Quando Regina inizia realmente a credere che pure per lei ci possa essere una chance di happy ending, ecco magicamente comparire una pagina 23 diversa da quella inserita nel libro delle favole e che alla Sliding Doors mostra cosa sarebbe successo se all’epoca fosse entrata nella locanda: il primo bacio con Robin Hood. Spero che questa svolta positiva non significhi l’abbandono dell’Operation Mongoose, adesso che mi hanno messo la pulce nell’orecchio pretendo di sapere chi è l’autore del libro.

Così come voglio vedere lo Stregone del cappello di Rumple – e che non salti fuori una strana versione di Topolino! C’è lui dietro all’arrivo di Ingrid negli Stati Uniti nel lontano 1982 – il che significa che Anna è ibernata da più di trent’anni, non quanto il sonno della Bella Addormentata, ma è comunque parecchio – disposto ad aiutarla nella sua follia pur di riavere il suo cappello; anche lui insomma non è poi tanto puro. Ma se lo Stregone ha comunque perso il cappello – ritrovato completamente incustodito nella casa della luna di miele di Rumple e Belle – la Snow Queen è riuscita nel suo intento: i nastri gialli delle sorelle le permettono di incanalare i poteri di Emma ed Elsa e Storybrooke viene colpita dalla maledizione dello specchio. La cittadina del Maine non ha proprio pace! Se funziona, le piccole rivolte promosse da Granny e Grumpy saranno solo un divertente ricordo. Al momento Snow Queen batte Rumple, ma se alla mancanza del cuore di Killian aggiungiamo gli effetti dell’incantesimo di Ingrid, non è detto che quest’ultimo non possa aiutare il Dark One nell’ottenere ciò che vuole dal Capitano.

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