Once Upon A Time – 4×11 Shattered Sight – Recensione by R.

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Il ciclo della Snow Queen giunge alla sua conclusione in modo sentimentale ed emozionante, l’opposto di quanto finora era successo con i villains protagonisti delle varie storyline; niente spade, sacrifici dolorosi o lotte fino all’ultimo respiro, a trionfare sono l’amore e l’happy ending, che, come ormai abbiamo imparato, non è sempre come lo si immagina.

La maledizione Shattered Sight si è abbattuta su Storybrooke portando i suoi abitanti ad una – appunto – “shattered sight” di ognuno di loro: i frammenti di specchio mostrano solo il lato oscuro dei vari personaggi, pronti ad accusarsi (e peggio) l’un l’altro sino alla reciproca distruzione. E così Happy assale Grumpy con una balestra (che soddisfazione!), Regina torna ad essere in toto la Evil Queen, Snow rinfaccia a Charming di non essere un vero Principe, mentre l’uomo insinua che baby Neal potrebbe essere figlio di Frankenstein. Sono loro a regalarci i migliori momenti dell’episodio rubando di fatto la scena al tentativo di Emma ed Elsa di fermare la Snow Queen. Rivedere la Evil Queen è un gran piacere, nulla togliere alla sua perfetta evoluzione, ma la versione fiabesca di Regina è insuperabile, nella prima stagione contendeva fortemente la scena a Snow White. Messa da parte la rivalità con Emma (che risolve rapidamente il problema nastrini gialli), la Evil Queen riporta nello spotlight proprio la faida con Snow da cui tutto ha avuto inizio, la principessina che spiffera a Cora dell’amore segreto di Regina; tra le due ha inizio un vero scontro a suon di spade tra “You said you could keep a secret!” e “I…was…ten!” – ok, Snow, avevi dieci anni, ma il concetto di segreto non è tanto complicato! – che è tragicomico come poi testimoniato dalla risata in cui scoppiano entrambe quando la maledizione viene spezzata.

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Se Regina versione Evil è un piacevole ritorno al passato, Snow è una divertente novità, risultando quasi tenera nei suoi moti di rabbia e perfidia volti a zittire Anna “You know what, Swiss Miss? You do know me. I pick flowers. I talk to birds. I do all kinds of warm, fuzzy things. And you know what else? I kill. Snow White’s a murderer. I killed the Evil Queen’s mommy. And I said I was sorry…and I didn’t mean it”. Sebbene la dolce Anna ne rimanga colpita, Mary Margaret proprio non ce la fa ad essere perfida al 100%, neppure sotto incantesimo: il peggio per lei è aver chiesto scusa senza sentirlo davvero e rinfacciare al marito la sua identità da pastore; Charming ci va sicuramente più pesante ricordandole la breve relazione con Frankenstein. Eppure l’amore tra i due resiste anche sotto la maledizione, manifestandosi in pieno quando Snow e il frutto del loro true love sono “minacciati” dalla Evil Queen (sebbene anche qui non manchi l’ironia con la battuta di Snow verso quest’ultima “You think this spell has made me angry? Do not wake my baby!”, un’esplosione di rabbia che colpirebbe ogni madre indipendentemente da un incantesimo).

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Anna viene lasciata dalla sorella e da Emma a fare da babysitter a Neal, ma soprattutto a Snow, Charming e Kristoff ed essendo la sola non colpita dalla maledizione, diventa la destinataria principale delle loro cattiverie, a cominciare proprio dal suo fidanzato; cosa mai potrebbe biasimare Kristoff alla dolce Anna? Il taglio di capelli è già una buona argomentazione, ma più di tutto il continuo rinvio delle nozze, poveretto, con 30 anni d’attesa sta avendo più pazienza di Liam con Hope Logan in Beautiful! In questa situazione Anna fa molta tenerezza e, oltre ad essere la principale artefice della soluzione dell’incantesimo, è una fonte di divertimento pari a Snow e Regina: con il monologo rivolto ad un incosciente Kristoff, la minore delle sorelle di Arendelle ci conquista definitivamente.

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L’episodio è intervallato dai flashback sul tempo trascorso da Ingrid in attesa dell’arrivo di Emma a Storybrooke (e della stessa Storybrooke), dalla comparsa a Boston nel 1982 all’affidamento dell’adolescente Swan. Nel periodo con quest’ultima Ingrid è completamente diversa da come l’abbiamo conosciuta, è dolce, amorevole, comprensiva, divertente… per Emma si rivela la madre (o sorella maggiore) perfetta, quella che non ha mai avuto, tanto che non solo la ragazza è entusiasta di essere adottata da lei, ma anche agli occhi dello spettatore fa quasi dimenticare la folle Snow Queen che sta condannando i personaggi delle fiabe all’autodistruzione; vederla così porta inevitabilmente ad essere dispiaciuti per il destino che la attende, essendo la sua morte l’unico modo per spezzare la maledizione. In genere tutti i flashback esplicativi del piano del villain vengono mostrati nelle puntate antecedenti allo scontro finale, la scelta di inserirli in quest’ultimo serve invece a mettere Ingrid sotto una luce diversa, tale da auspicare per lei un meritato happy ending nonostante tutto. E ci sono perfettamente riusciti.

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E’ Anna, la sua principale nemica, a regalarglielo, recuperando la lettera scritta dalla madre Gerda prima del naufragio: in quel messaggio la donna raccontava alle figlie la verità sulle sue sorelle e chiedeva perdono ad Ingrid, meglio tardi che mai! Anna fa ragionare zia Ingrid, perdonando implicitamente quanto ha fatto “I’m not like you. My mother wasn’t like you. But if she was able to love you for who you are, so can I. You’re a part of our family no matter what. And family never gives up on each other”. La Snow Queen inizialmente reagisce con rabbia, ma la lettura con i propri occhi delle ultime parole di Gerda le fa realizzare finalmente il male che ha causato. Il tradimento della sorella aveva condotto Ingrid al rafforzamento di quell’atteggiamento che lei stessa criticava negli altri, il rifiuto del diverso. La Snow Queen era stata la prima a cercare un modo per nascondere sé e il suo potere agli altri e in seguito l’odio di Gerda le aveva fatto credere di non poter vivere serena se non con persone come lei, una sorta di discriminazione al contrario. Anna non l’avrebbe mai respinta se lei per prima non avesse agito con malvagità, ora può capirlo “I am a monster, not because of my powers, but because of what I let them turn me into”. Un’epifania tragica perché tardiva, con l’incantesimo già in atto l’unico modo per rimediare è sacrificarsi. Ingrid lascia che la sua stessa maledizione la uccida, ma ne è felice perché ha ottenuto il suo happy ending, come l’Apprendista le aveva pronosticato: finalmente ha l’amore delle sue vere sorelle, non Emma ed Elsa da cui pretendeva amore solo in virtù del potere che le accomuna. Con il messaggio in bottiglia i Sovrani di Arendelle fanno la prima cosa buona da quando li abbiamo visti in Frozen!

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Poco spazio a Rumple, che non sembra minimamente disturbato dalla veloce rottura della maledizione e ha già pronto un piano per apparire agli occhi di Belle e Henry come un eroe una volta che saranno lontani da Storybrooke: loro non avranno memoria dell’ultima giornata e lui gli dirà di aver cercato di salvare chi poteva dalla distruzione della città “I won’t be a villain, I’ll be a hero”. In pratica un risultato simile a quello della Shattered Sight visto che Belle ed Henry sapranno solo una parte della verità; con la prima probabilmente non ci sarebbe neppure bisogno di cancellare la memoria, crederà comunque ad ogni parola del marito – non è neppure stata interessante in questa puntata visto che non ha fatto altro che dormire! Hook – risparmiato dalla maledizione perché non più in possesso del proprio cuore – ha l’ingrato compito di portare Henry da Rumple. Ma il ragazzino non è accomodante come la compagna del nonno e prepara una trappola per il Pirata degna di Kevin McCallister in Mamma Ho Perso l’Aereo; già Henry è l’unico bambino televisivo che ho sempre trovato simpatico e non fastidioso come tutti gli altri (tipo il figlio del protagonista di The Strain), con questo “omaggio” al mio film preferito non posso che adorarlo sempre di più.

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Il sentimentalismo con cui si è conclusa la storyline della Snow Queen trionfa con la reunion finale dei protagonisti, tutti intorno a Snow e Charming al centro di Storybrooke, con Emma che abbraccia i suoi genitori ed Henry le sue due mamme. Vedere Miss Swan così felice e affettuosa con mamma e papà mi fa ancora uno strano, ma piacevole effetto, finalmente quella brontolona e triste ce la siamo lasciata alle spalle. Come Ingrid, anche lei è sembrata molto diversa nel suo periodo adolescenziale con quest’ultima, una Emma serena e sognatrice, fan di Harry Potter – cosa che non mi sarei mai aspettata e che le farà guadagnare un sacco di punti agli occhi della mia collega S., nonostante la storia con Killian. Unico neo in questo finale perfetto è proprio l’assenza del povero Hook, che non può gioire con gli altri. Il prossimo episodio è il Mid-Season Finale e viste le premesse (e il titolo “Heroes and Villains”) dovrebbe essere incentrato sul piano del Dark One. Considerando come era andata l’anno scorso preparo la scorta di kleenex, che però sono stati fondamentali anche in queste ultime puntate, non può essere ogni volta tanto commovente!

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