Once Upon A Time 7 – Si apre un nuovo libro per la stagione 7 – by R.

Ormai ci siamo, la settima stagione di Once Upon A Time sta per debuttare, una stagione tutta nuova perché l’avventura della Salvatrice Emma Swan – e quella di tanti altri personaggi che ci hanno accompagnato in questi sei anni – ha visto la sua conclusione con la battaglia finale degli episodi 6×21-22. Tutto nella sesta stagione sembrava indicare la fine definitiva dello show ABC, l’annuncio dell’addio di Jennifer Morrison era apparso come l’indizio definitivo prima della notizia ufficiale. Invece i produttori hanno sorpreso ogni fan comunicandone il rinnovo. Ma si sarebbe aperto un nuovo capitolo per OUAT.

L’opportunità di una simile scelta potrà essere valutata solo dopo la messa in onda delle prime puntate, tuttavia sia il passato che le anticipazioni sul futuro fanno propendere la bilancia per il “No, non avevamo bisogno di una nuova stagione di OUAT”. A partire dalla quarta stagione lo show ABC ha iniziato a manifestare segni di cedimento, da cui poi ci ha illuso di riprendersi con delle trovate apparentemente vincenti – dall’arrivo di Malefica&Co. ad Emma versione Dark One. Purtroppo o non sono state sfruttate appieno oppure la tendenza ad un’eccessiva bontà ne ha mortificato i risultati. Pensiamo ad Emma Dark One, il promo diffuso durante la Comic Con prometteva Dark Swan, una signorina Swan piegata al lato oscuro e con un difficile percorso di redenzione verso la luce. Di fatto Emma non ha mai davvero ceduto all’oscurità, a meno che vogliamo davvero credere che il suo tentativo di salvare Hook potesse essere considerato tale. Nemmeno quest’ultimo una volta Dark One ha seriamente fatto dei passi indietro, si è perfino sacrificato! Qui la storia di Emma e Killian ricordava molto quella di Buffy e Angel in Buffy, con la differenza fondamentale che Angel versione Angelus era letteralmente e metaforicamente senz’anima. Capisco l’ispirazione alle fiabe Disney e la bontà che questa comporta, però potevano almeno insinuarci il serio dubbio che la morale dei protagonisti fosse in pericolo.

Non sono inoltre mancate storyline e personaggi inseriti non dico a caso, ma quasi, distogliendo l’attenzione da coloro di cui ci importava veramente, tipo i Charming. Per quanto non mancasse il collegamento con Emma o Regina, a volte la corda veniva tirata un po’ troppo, ne è un esempio la prima parte della quarta stagione dedicata a Frozen. All’inizio l’avevo pure apprezzata, erano riusciti ad inventarsi un nesso interessante con il passato di Emma, tuttavia col senno di poi quella storia sa un po’ di mero sfruttamento dell’entusiasmo di allora per il premio Oscar Disney. Lo stesso dicasi per alcuni personaggi che venivano puntualmente ripescati giusto perché serviva una loro particolare abilità (vedi Ariel, diventata come il prezzemolo) o per occupare inutilmente un’intera puntata. Su quest’ultimo punto non posso non citare Merida e Dorothy. La prima ha avuto addirittura due episodi solo su di lei senza motivo, era fastidiosa in mezzo ai protagonisti, figuriamoci da sola. La seconda è stata al centro di un episodio che, indipendentemente dal contenuto oggetto delle solite trite polemiche – l’amore vero con Cappuccetto Rosso – poteva essere tranquillamente saltato salvo i dieci minuti dedicati a Rumpelstiltskin. Non era certo il tema trattato il problema – avevamo già avuto Mulan innamorata di Aurora – ma il fatto che venissero fatte saltare fuori dal nulla due che non vedevamo da tempo (a Dorothy chi mai pensava tra l’altro?) e gli venisse pure dedicata una storia a sé, assolutamente irrilevante per il proseguimento degli eventi che ci interessavano davvero.

La sesta stagione

Gli stessi difetti si sono riproposti con la sesta stagione, in particolare sulla questione storyline inutili potevamo già intuirlo quando avevano annunciato l’arrivo dei personaggi di Agrabah. Speravo che la questione si chiudesse con la partenza di Aladdin e Jasmine, purtroppo abbiamo avuto quella puntata sul Nautilus in cui avrei di gran lunga preferito ubriacarmi con Regina e Snow. A lasciarmi maggiormente perplessa è stata però di nuovo la scelta di una eccessiva bontà che stavolta ha avuto protagonista il figlio di Belle e Rumple, Gideon. Ovviamente Gideon non era cattivo per le violenze subite durante la crescita con la Black Fairy, quest’ultima aveva il suo cuore, quindi lui non poteva agire diversamente dal suo volere. Qui non so se mi ha più irritata l’essere buono in sé di Gideon o il dover sentire che Belle aveva ragione “Gideon può essere salvato!”. In realtà non aveva nemmeno bisogno di essere salvato, bastava ridargli il suo cuore. Un’altra storyline che si paragona col mondo di Buffy, stavolta nel suo spinoff Angel. Rapito alla nascita, il figlio del vampiro e di Darla, era cresciuto come Gideon in un’altra dimensione per poi riapparire a Los Angeles adolescente e pieno di rabbia verso il padre. Ad Angel non bastava certo restituirgli un cuore, il rapporto padre-figlio era irrimediabilmente compromesso.

La più inutile

Angel era incolpevole come Rumple della sparizione del figlio, perché se una cosa non è mai cambiata in sei stagioni di OUAT è stata la completa incapacità di Belle (e delle fate). La Belle della Disney è la mia principessa preferita, quella di OUAT non l’ho mai potuta vedere: o non combinava niente o quel che faceva, lo sbagliava. Non se ne usciva mai. Non ha nemmeno partecipato all’episodio musical perché ingannata (di nuovo) dal marito, nella puntata finale quando poteva finalmente prendere parte all’unico gesto da eroe di Rumple, si è fatta male alla caviglia e è rimasta ferma! L’unica occasione in cui ha fatto qualcosa, ha spedito il figlio neonato dritto dritto fra le grinfie della Black Fairy! Danni su danni!

La rivelazione

Un personaggio che invece conquistava a prima vista o lentamente, ma sempre ti conquistava, era Zelena. Rebecca Mader è stata una delizia nel ruolo, lo ha confermato anche nella puntata musical ed è un vero peccato che gli autori l’abbiano esclusa dalla settima stagione. Tra l’altro proprio ora che aveva raggiunto l’happy ending con la sorella Regina, dopo che è stata ingiustamente maltrattata per mesi e mesi. Tutti avevano diritto ad una nuova chance, tranne lei a quanto pare. Perfino con Cora, Regina è stata più comprensiva. “Oh evil may be powerful, but wicked always wins!” non ce lo scorderemo mai!

I veri villain

Tirando le somme, i genitori del Dark One si sono confermati gli unici veri villain. Se alla nascita del loro pargolo avevano anche loro buone intenzioni, le spirali in cui sono caduti successivamente sono state senza via di scampo. Finalmente qualcuno senza pietà! Peter Pan ha guidato una prima parte di terza stagione che ricordo fra le più belle, mentre la Black Fairy ha risollevato una sesta che inizialmente sembrava procedere senza una meta ben precisa.

L’episodio musical

Ciliegina sulla torta dell’ultima stagione è stata la puntata musical, un regalo per noi fans sia in termini di storyline (con il tanto agognato matrimonio tra Emma e Hook) sia di celebrazione della serie con riferimenti al pilot (la scena finale con l’arrivo della maledizione) e lo stile tradizionale delle fiabe Disney. Ammetto di essere stata parecchio prevenuta su questo episodio, temevo una puntata inutile e a rischio d’incoerenza con quanto avevamo visto fino ad allora. E invece è stato davvero molto bello, emozionante, avvincente e con canzoni che difficilmente escono dalla testa; facendoci scoprire tra l’altro le voci di Rebecca Mader e Colin O’Donoghue. Ciaone La la Land!

Henry e la settima stagione

Uno dei pochi bambini delle serie tv che non ho mai trovato insopportabile. Henry è stato il vero salvatore del mondo delle fiabe, lui ha condotto Emma a Storybrooke dalla sua famiglia e sempre lui nel corso delle varie stagioni ha aiutato i personaggi a riscoprire la realtà (pensiamo a quante volte li ha dovuti aiutare a recuperare la memoria, poveretto) e a raggiungere il loro vero happy ending. È cresciuto sotto i nostri occhi ed ora pare proprio che sarà lui il nostro prossimo Savior. È Henry infatti ad essere al centro della settima stagione, un Henry adulto (con il volto di Andrew J. West, già visto in The Walking Dead), privo di ricordi sul suo passato e padre di una bambina che lo recupera esattamente come lui fece con Emma. Nella prima clip diffusa vediamo Henry salutare Regina perché in procinto di partire per il regno delle fiabe e scoprire nuove o meglio, differenti storie, ma soprattutto la propria. Parecchi anni dopo l’Henry adulto (in sella alla stessa motocicletta, evidentemente anche nella Foresta Incantata vendono la benzina) s’incontra/scontra con Cenerentola e una nuova storia d’amore ha inizio. Una Cenerentola diversa da quella conosciuta nelle stagioni passate perché ogni fiaba verrà appunto (ulteriormente) rivisitata, comprese quelle dei protagonisti superstiti, che nel mondo reale avranno nuove identità (Regina ad esempio si chiama Roni e lavora in un bar).

Al momento a farmi storcere più il naso è l’ennesimo stravolgimento delle fiabe. Comprendo la necessità di esplorare un nuovo universo, ma modificare del tutto storie che già abbiamo incontrato rischia forse di allontanare troppo dalla serie originale. Questo non è uno spinoff (come OUAT in Wonderland, esperimento già mal riuscito), è un proseguimento che sa tanto di reboot, se dovessero esserci degli eccessivi cambiamenti, rischia seriamente di trasformarsi in uno di quei sequel che rovinano talmente la storia da volerci far dimenticare che li abbiano mai fatti. Un paragone può essere rappresentato da Heroes Reborn, l’attesissimo sequel di Heroes, arrivato dopo 5 anni dalla conclusione dell’originale e strutturato in modo tale da esserne una perfetta continuazione (anche in termini temporali). Lo show di Tim Kring ha mantenuto protagonisti della serie madre e ne ha aggiunti di nuovi, ma se da un lato è fisiologico che l’universo di Heroes si ripopoli con nuove persone dotate di superpoteri, dall’altro sono stati in grado di mantenere un perfetto ed emozionante collegamento con la serie originale senza snaturare questa, i suoi protagonisti e le loro vicende. Le premesse non sembrano garantire lo stesso per OUAT.

Gli attori che non torneranno

Specialmente perché: come possiamo avere Killian senza Emma? Si sono finalmente sposati ed ora lui nemmeno se la ricorda? Che ne è del “There’s no storm we can’t outrun, we will always find the sun”? Interrogativi a cui troveremo probabilmente risposta nell’ultimo episodio girato da Jennifer Morrison e di cui sono state diffuse alcune immagini in anteprima. Comunque andrà, avremo Hook senza la sua Swan, un vuoto che difficilmente potrà essere colmato indipendentemente dalla ragione. Lo stesso si può dire per l’addio dei genitori di Emma, Snow e Charming, i veri fautori di tutto, già ingiustamente sacrificati nel corso delle ultime stagioni, chi ci infonderà fiducia nel vero amore e speranza nonostante tutto? Se l’assenza di Belle sarà un problema (o un sollievo) solo per Rumple e Gideon, quella di Zelena si farà inevitabilmente sentire (Rebecca Mader tornerà però per qualche puntata).

La premiere di Once Upon A Time 7 è fissata per venerdì 8 ottobre sulla ABC (in Italia sarà disponibile su Netflix dal 18 ottobre), il che significa un altro cambio rispetto al tradizionale slot domenicale. Tornerete nel mondo delle fiabe?

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