Reign – 2×01 The Plague (Series Premiere) – by R.

Reign era stato presentato come lo show che avrebbe romanzato la vita della Queen of Scotland, Mary, fra triangoli amorosi e occulto. Ma quello che avrebbe potuto essere l’eterno punto di domanda della serie – “Chi sceglierà Mary? Il promesso sposo ed erede al Regno di Francia Francis o il fratello bastardo e misterioso Bash?” – si è risolto al tredicesimo episodio con la decisione di sposare colui che appare sul serio il suo vero grande amore, Francis. Come non tifare per i Frary, una coppia evidentemente innamorata e con la responsabilità di ben due Regni? Peccato che quella che sembrava la più innocente delle dame di compagnia di Mary sia rimasta incinta del futuro Re; dopo una sola, inutile e insensata notte insieme Lola riesce laddove la Regina continua a “fallire”: dare un erede a Francis. Il personaggio di Lola è in assoluto il più irritante, continua a recitare la parte della poverina a cui capita ogni disgrazia, quando l’unica vittima è Mary, che per giunta l’ha aiutata in ogni modo, arrivando perfino a mentire al marito. Il momento della verità tra la Regina e Francis e la scelta di lui di correre dal figlio nonostante la diffusione della peste hanno chiuso la prima stagione, lasciando intuire che il nuovo triangolo si sarebbe fatto sentire ancora a lungo, giusto per rendere più difficile la vita alla povera Mary! La Series Premiere la vede sola – Queen Catherine non può chiaramente essere considerata un vero sostegno – a gestire il diffondersi dell’epidemia a corte e il caos conseguente, il tutto dovendo mettere da parte la preoccupazione per il marito, perché lei è la Regina e prima di ogni altra cosa, anche dell’amore, deve pensare al bene del suo Regno: una lezione che nella prima stagione ha dovuto imparare sino allo sfinimento. Ma ora Mary deve anche capire che questa responsabilità comporta delle scelte non sempre facili e sebbene si sia già sporcata le mani in passato, il pentimento conseguente non le permette di guardare in faccia la realtà: la richiesta di un nobile di sfruttare la peste per eliminare un suo nemico sarà senza dubbio folle, ma nel contesto della corte rientra in un “normale” scambio di favori e benefici. Essere una Regina buona, giusta e generosa è una bella aspirazione, ma è destinata a rimanere solo un sogno: per sopravvivere alle trame di corte servono dei compromessi, per quanto abietti possano essere. In Game of Thrones ce lo ha detto Tywin e Daenerys lo sta imparando a spese sue e soprattutto dei suoi poveri draghetti; e dopotutto anche Cersei ci aveva ben avvisati “In the game of thrones you win or you die. There’s no middle ground”. Questa volta Queen Mary riesce a cavarsela con l’aiuto di Nostradamus (quasi irriconoscibile senza barba), ma questi trucchetti non potranno funzionare in eterno.

La peste si diffonde a palazzo ad una velocità impressionante e per gran parte della premiere la sensazione è che molti dei personaggi principali rischino di non cavarsela. In realtà alla fine gli unici a non sopravvivere sono Yvette e Pascal – la prima però per avvelenamento. Quella che poteva essere l’occasione del riscatto per il più volte respinto Leith è immediatamente perduta, in pratica non abbiamo neppure fatto in tempo a provare simpatia per Yvette, cosa che inizialmente appariva molto facile visto il solito discutibile comportamento di Greer. Abbiamo capito che devi sposare un nobile riccone perché la tua famiglia è rovinata, ormai lo sanno tutte le corti d’Europa, ma non è che tu puoi rifarti una vita e quel poveretto di Leith deve tornare a rinchiudersi nelle cucine a piangere per te! Tra l’altro accusarlo di aver avvicinato appositamente la figlia del suo fidanzato, Lord Castleroy, per vendetta l’ho trovato molto offensivo rispetto alla loro storia e a tutto quello che lui ha fatto per lei. Se era un uomo così subdolo perché ha rischiato tutto per lui?

L’arrivo del piccolo Pascal sembrava essere un ulteriore rafforzamento al rapporto di Kenna e Bash, ma è stato la prima significativa vittima dell’epidemia, facendo temere anche per il contagio della ragazza. Non comprendo perché i Kennash, entrambi entrati in contatto con degli infetti, circolino liberamente; o meglio, Bash prima allontana le guardie per non contagiarle, poi va a liberare Kenna e la abbraccia come niente fosse! Comunque questa coppia continua a non convincermi: l’idea dello sbocciare del grande amore dopo un matrimonio forzato mi piace, ma questo sentimento in costante crescita non riesco a vederlo. Magari il tempo mi farà cambiare idea. Al momento entrambi appaiono ancora marchiati dal loro passato: Kenna viene tuttora riconosciuta solo come l’ex favorita del Re ed ora che lui è morto la sua posizione a corte non si prospetta affatto facile – e l’essere la moglie del suo figlio bastardo non aiuta a migliorarne l’immagine. Bash è sempre intrappolato nel suo mondo di fantasmi, visioni e oscurità, spero almeno che questa sua storyline si riveli più intrigante di quella passata.

Capitolo Francis. Il nuovo Re ha voluto seguire il suo cuore per andare dalla donna che stava per dargli un figlio. L’unica remota giustificazione che gli posso dare è la perdurante difficoltà di Mary a restare incinta e quindi il temere di non avere altri eredi; peccato che poi decida di spedire Lola e il bebè lontano dalla Francia e quindi questa ragione non stia più in piedi. Mary ha dimostrato di saper essere prima una Regina, poi una donna innamorata; lui invece, appena diventato Re, ha abbandonato Regno e compagna e ha rischiato di condannarsi a morte per seguire il suo cuore! “Listen to your heart and you will hear it, as clearly as I do” così l’aveva salutata e dire che era il primo a ricordare a Mary le responsabilità dell’essere un sovrano! Tra l’altro il primo posto nel suo cuore non dovrebbe essere occupato da Mary?! In tutto questo Lola persevera nel suo vittimismo, la poveretta che avrebbe voluto solamente essere libera, lontana dalla corte e che non vuole che il figlio sia un peso per il padre. Dimentica che aveva avuto tutto il tempo per andarsene, senza neppure far sapere a Mary della gravidanza, ma ad ogni occasione si è tirata indietro: non ha voluto abortire, non se ne è andata, stendiamo un velo pietoso sul matrimonio di convenienza, ha “attirato” Francis con l’eventualità della sua morte durante il parto – di fatto costringendo Mary a dirgli la verità sul bambino – e adesso ha il coraggio di insinuare che lui le strapperebbe il figlio. Fai un favore a tutti e vai per case da gioco con tuo fratello! Anche stavolta quando sembra che finalmente ce ne siamo liberati, Francis cambia idea perché non può stare lontano da suo figlio; va bene, ma lei cosa c’entra, se lei partisse da sola non sarebbe la soluzione ai problemi di tutti?

L’interrogativo che ha tormentato buona parte della prima stagione rischia di proseguire senza via di soluzione: quanto dovremo ancora sopportare la presenza di Lola? Perfino Queen Catherine riesce a risultare preferibile ed è anche l’unica a dare un consiglio utile a Mary “Even a child doesn’t have to get in the way of a marriage”. Speriamo che la nostra Regina non riprenda la strada della bontà nonostante tutto intrapresa nella scorsa stagione, condannandoci a tollerare quell’espressione da povera martire di Lola per un altro indeterminato numero di puntate!

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