Revenge – 3×11 Homecoming – by R.

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Se questo non è destino! L’unico a poter creare un legame profondo con Amanda e riportarla alla realtà non può non essere Jack; già in passato era stato il solo a smuoverla nei suoi propositi di vendetta, quindi se lei ha un blocco psicologico che non le permette di ricordare nulla della sua vita, ci sono pochi dubbi sul fatto che Jack sia la sola speranza di recupero.

Al giovane Porter bastano poche parole perché l’amnesia sia superata; le stesse parole che avrebbe voluto dirle sulla spiaggia, quell’ “I’m so sorry” che si porta dietro da mesi e che i sostenitori della loro coppia – io compresa – hanno desiderato a lungo sentire. Jack riesce finalmente a superare quella rabbia che provava e che stava diventando davvero insopportabile: come sempre quando stai per perdere una persona, ti accorgi di quanto conti per te. Il suo percorso di superamento del rancore è stato più lungo e difficile di quello di Emily per recuperare la memoria. Ma ora gli scontri fanno parte del passato e si possono mettere le basi per lo sviluppo della loro storia. Il rapporto tra i due riprende quella posizione che era nell’ordine naturale delle cose nella prima stagione e che è stato inspiegabilmente abbandonato con l’arrivo dell’inglesino. Aiden tra l’altro ci mette del suo per avviare la coppia verso un esito felice; se le sue recenti incompetenze non bastavano – può recriminare contro Jack in continuazione con la storia dell’ultimatum, ma resta il fatto che se si fosse occupato seriamente di Lydia non saremmo a questo punto – adesso svela uno scheletro nell’armadio che è più inaspettato dello sparo di Daniel: un’altra donna, Niko (Stephanie Jacobsen). D’accordo, l’aveva frequentata nel periodo in cui lui ed Emily non stavano più insieme, ma la fanciulla non l’ha dimenticato e lui non si tira certo indietro dal bacio. E qui non ci sono piani che tengano! La scena in cui Aiden tenta di portare via Amanda dall’ospedale è stata più divertente dello scontro fisico tra Victoria e Lydia: mettendo da parte lo shock per la consapevolezza della verità sull’amnesia, lo sguardo disorientato di lui davanti alle urla di paura della sua promessa sposa è impagabile. Nonostante dica di amarla, è comunque pronto a non tentare la carta Jack per la gelosia che continua a provare, che uomo sicuro di sé! Per l’ennesima volta mette a rischio Emily per il suo interesse personale, come potrebbe mai aspirare ad essere il destino di Amanda?

Il periodo di amnesia contribuisce inoltre a cementare il rapporto tra le due sorelle Clarke; Charlotte è infatti l’unica a dedicarsi sinceramente alla degente Emily – guarda caso la sola che non ha nulla da nascondere. La piccola Grayson dimostra tutto il suo affetto per quella che considera una sorella acquisita, riservandole parole che confermano il suo cambiamento rispetto ai suoi più che discutibili recenti atteggiamenti. Dichiarazioni da vera sorella – “You’re my inspiration” – che hanno effetto su Emily, facendole ricordare il padre. Peccato che l’amnesia comporti una disarmante sincerità e quindi alla domanda sul nome del padre risponda “David Clarke”. Il gelo. Tutto in fumo per una stupida amnesia? Per fortuna Charlotte non è il top in fatto di perspicacia e quindi non fa due più due.

Si dimostra invece totalmente insensibile lo sposo, che non sembra provare un minimo di senso di colpa per quanto ha fatto. Anzi quando scopre che la moglie è sopravvissuta non riesce a nascondere il disappunto, solo il detective non lo nota. Questo atteggiamento fa cadere la scusa del delitto d’impeto, già non reggeva con l’essersi liberato della pistola, ma almeno lo si poteva ancora “giustificare” per lo stato di turbamento in cui era. Comportandosi così però direi che si può scordare qualsiasi comprensione. Non solo se ne frega assolutamente della salute di Emily, ma è in una condizione di rabbia persistente che lo rende terribilmente simile ai suoi genitori. Solo la notizia che “Lovely Sara” sta bene lo fa sorridere, figuriamoci se riusciva a suicidarsi, la solita e patetica scena della sedotta e abbandonata. Che noia! Ho già paura di vedere quando i due piccioncini si incontreranno! Tra l’altro Daniel fa tanto il duro, ma finisce col farsi coprire dai genitori; potrà ripetere finchè vuole al padre che lui era pronto a prendersi le sue responsabilità, ma resta il fatto che anziché confessare immediatamente la sua colpa, va da mammina, che di certo non permetterebbe mai che il figlio si costituisca per quella “vicious woman”. Chi vuoi prendere in giro, Daniel? Tutti quei momenti passati che avevano lasciato intuire che qualcosa dai genitori l’aveva ereditata, possono ora considerarsi i primi passi verso il suo cammino per la perdizione stile Grayson. Temo proprio che ormai Daniel lo abbiamo perso.

Nulla del piano di Amanda è andato come previsto, infatti sebbene la fase iniziale delle indagini porti il detective verso Victoria, quest’ultima sfrutta la confessione del figlio per convincere Conrad a far ricadere la colpa su Lydia: due piccioni con una fava. I Grayson se la cavano nuovamente, questa cosa sta diventando davvero irritante. Ma se – purtroppo e sorprendentemente – è terminata la striscia vincente dell’Undertaker direi che ci sono buone possibilità che anche loro prima o poi paghino, come dice sempre la mia collega S. “la ruota gira”. Nessun dispiacere per Lydia, costretta alla fuga, con il suo bel visino in primo piano su tutti i telegiornali: si merita tutto. A mai più rivederci Lydia!

Patrick passa invece dalla parte dei cattivi, schierandosi dalla parte di Victoria contro Nolan: preferisce difendere una donna che lo ha abbandonato due volte, piuttosto che il suo innamorato. Dubito fortemente che Victoria sarebbe in grado di ricambiare il gesto, infatti appena scopre la storia tra i due, la vive come un tradimento; non credo che i suoi figli potranno mai avere una felice vita sentimentale. E l’artista fa di più, svelando a mammina l’esistenza di una cassaforte in casa di Nolan contrassegnata da uno strano simbolo, che quell’aquila di Victoria ricollega subito al tatuaggio del doppio infinito di Emily – grazie al cielo non l’ha sentita lei fare il nome di David Clarke. Patrick mi è tuttora incomprensibile, si mette in gioco a 360 gradi per una madre che non lo ha mai voluto ed è pronto a girare le spalle al povero Nolan al primo ostacolo.

La puntata si chiude con Emily che rivela a Jack il nome di chi le ha sparato, cosa accadrà è una grande domanda; forse le converrebbe di più fingere che l’amnesia sul post nozze continui, ma visto il contorno in cui dovrà agire, tra un marito che la odia e una suocera che inizia a raccogliere i primi pezzi del puzzle – speriamo che Charlotte stia zitta – ogni scelta si può rivelare altamente rischiosa. In tutto questo però c’è il dato positivo del legame indissolubile con Jack che potrebbe essere per lei quella che Desmond di Lost definirebbe la sua “costante”.

 

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