Revenge – 4×02 Disclosure – by R.

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Questo secondo episodio è un incubo infinito, in pratica ho brontolato contro il televisore ogni minuto. Quando sembra di aver ormai assistito al peggio, ecco che arriva un’altra botta ancora più forte; e se da certi personaggi una se lo può anche aspettare (vedi Victoria e Charlotte), dal redivivo David Clarke è un colpo veramente basso! Dov’è finito l’adorabile padre dei flashback, quello che amava la figlia “infinity times infinity” e per cui abbiamo sofferto a posteriori? Superato lo shock per il colpo di scena del suo ritorno, mi aspettavo grandi cose da lui, aveva anche cominciato tanto bene accoltellando Conrad! Ma il giustiziere che fa ritorno dall’oltretomba e strangola la sua ex amante traditrice è solo frutto di un incubo di Victoria, purtroppo! In una singola puntata crolla il mito di David Clarke: un imbecille che per vent’anni anziché preoccuparsi del destino della figlia si domandava se Mrs Grayson lo avesse sempre ingannato o fosse stata pure lei vittima di Conrad. L’assassinio di quest’ultimo è stato semplicemente una reazione alla sua confessione, alle brutte parole rivolte a Charlotte e al timore che trascinasse con sé Victoria; Amanda non c’entra nulla, anche perché, al pari di un personaggio qualunque, è convinto che sua figlia sia quella morta: un dato che mi fa pensare che in tutto questo tempo non abbia minimamente indagato per ritrovare quella bambina che gli era stata strappata. E mettiamo pure che abbia “accettato” la morte della figlia, scoprendo che era andata negli Hamptons non si è fatto qualche domanda? A quanto pare proprio no: l’unica donna della sua vita è Victoria, la sua maggiore aspirazione è rifarsi una vita con lei e con Charlotte! Gli basta che Mrs Grayson sostenga di essere stata costretta a tradirlo per far sparire qualunque dubbio, o è un idiota totale o il trauma del complotto gli ha fatto sorgere qualche disturbo mentale; non si spiegherebbe altrimenti come questi venti anni non lo abbiano portato alle stesse conclusioni a cui è giunta Amanda attraverso la scatola che lui (!) le ha fatto avere. Perfino quando Victoria ruba un coltello col chiaro intento di fregarlo per l’ennesima volta, lui interpreta tutto con “You’re still scared. Even here, you don’t trust me. I haven’t really given you a reason to. (…) all I have done is accuse you of unspeakable things”, pura follia, una visione completamente ribaltata della realtà! Durante la terza stagione in effetti Emily aveva capito che Victoria era un grande punto debole per suo padre, tuttavia l’immagine positiva con cui lo abbiamo sempre inquadrato mi ha portata a giustificarlo con la scusa dell’amore, che spesso rende ciechi anche di fronte all’evidenza. Con quanto accaduto però è inaccettabile e inspiegabile che sia ancora talmente invaghito di lei. E’ ormai certo che Victoria sia un’ammaliatrice più potente di Brooke Logan, tanti uomini sono caduti ai suoi piedi nel corso degli anni, pronti a fare qualunque cosa lei volesse, non importa che fosse illegale o moralmente immorale: tutto pur di accontentarla – forse con la sola eccezione di Conrad, ma sappiamo bene che razza di uomo fosse. Eppure con David Clarke doveva essere stato diverso, perché quell’uomo buono e onesto che abbiamo conosciuto attraverso i racconti di Amanda e Nolan non era alla pari degli altri spasimanti di Victoria, tutti alquanto controversi moralmente. Forse realmente Victoria lo amava, ma è poi stata sopraffatta da un arrivismo duro a morire. E’ dal pilot che nutro un grande dubbio sul sentimento della donna verso David, in alcuni (brevi) momenti mi è sembrata sinceramente sofferente per David, ma resta il fatto che non l’ha tradito solo allora, ha perseverato nei venti anni successivi: ha macchiato la sua memoria, ha maltrattato e condotto alla morte la finta Amanda Clarke e ha recentemente giurato vendetta a quella vera; se fosse stata davvero innamorata, come avrebbe potuto fare del male a sua figlia? Se finora c’era una percentuale piccola piccola a favore della possibilità che avesse veramente amato David, adesso che Victoria gli lascia credere che Amanda sia realmente morta per usarlo nella vendetta contro di lei, direi che è assolutamente da scartare. Quell’ “I would do anything for you” rivoltole pochi minuti prima da David non è più solo la conferma del potere che Victoria ha sugli uomini, ma il via per una guerra padre contro figlia che potrebbe distruggere tutto ciò per cui Amanda si è sacrificata in questi tre anni.

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Amanda però deve prima vedersela con quell’inutile sorella che le ha “regalato” Victoria, quel cliché vivente di Charlotte! In questi anni non si è fatta mancare neanche uno degli stereotipi da ragazzina ricca e viziata e in questo inizio di stagione li ripete tutti con vena ancor più melodrammatica: droga, fidanzato delinquente e tentato suicidio. Unica differenza la scelta di lanciarsi dal balcone al posto dell’overdose, bisogna darle atto che questo è molto più teatrale. Non ho creduto neanche per un istante che si sarebbe davvero buttata, l’unica possibilità perché cascasse era che inciampasse in quei tacchi vertiginosi. Perlomeno l’ennesima scena patetica di Charlotte ha il pregio di portare Emily a confessarle tutta la verità sulla sua identità e la sua storia. Non mi aspettavo che la piccola Grayson le gettasse subito le braccia al collo, ma un minimo di comprensione mi sembrava obbligatoria: Charlotte sa quanto i suoi hanno fatto a David, alla finta Amanda, a Declan – e l’elenco potrebbe continuare – quindi pur non approvando la vendetta, potrebbe almeno cercare di capire. Distruggerle dopo pochi secondi la scatola del doppio infinito è un dispetto che conferma la sua natura capricciosa, non fa neppure un piccolo sforzo per capire, dev’essere troppo faticoso per lei. E Amanda si sente pure in colpa, addirittura era restia a dirle la verità perché pensava di non meritarla, casomai è Charlotte che non merita lei. E il seguito dell’episodio lo conferma: Charlotte è degna figlia di sua madre! Architetta un piano subdolo facendo credere ad Amanda di voler provare a comprendere per colpirla alle spalle e lasciarla priva di sensi dopo aver appiccato un incendio, una psicopatica! Si è permessa di fare la predica moralista ad Emily con la frase a effetto “You chose revenge over me” – e non dimentichiamo che quando la vendetta contro i Grayson è iniziata Amanda non aveva idea che Charlotte fosse sua sorella! – come se lei fosse una santarellina e ora è disposta a commettere un omicidio per vendicarsi sia dell’appena ritrovata sorella sia di Jack usando il suo bar come luogo del delitto e dell’incendio. Complimenti Charlotte, come disse Conrad sei proprio un’ “ungrateful bastard”!

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Merita opposti commenti il fratello Daniel che – nonostante si sia dovuto svenare per pagare l’affitto della sorellina e scopra che lei ha speso fino all’ultimo centesimo per tutto tranne che per l’appartamento – si impegna per proteggerla da quello sbandato di Gideon (devo ammettere però che il tradimento con tanto di umiliazione da parte di quest’ultimo, Charlotte se l’è proprio meritato). Forse ci siamo sbarazzati di quello sbruffoncello di LeMarchal, una storyline conclusa molto velocemente che forse avrebbe potuto dare qualcosa di più.

Di carne al fuoco però ce n’è molta, d’altronde cosa ce ne importa delle scaramucce di Gideon e Margaux quando David Clarke si è appena alleato con Victoria contro la sua stessa figlia? Dopo una premiere così così, la quarta stagione di Revenge entra nel vivo in maniera totalmente inaspettata, prospettando un incontro padre-figlia molto diverso da quello che ci eravamo immaginati. In più abbiamo appena lasciato Amanda a rischio di morte fra le fiamme; anche se non dobbiamo preoccuparci troppo della sua sorte, come reagirà a questo tentato omicidio per mano di Charlotte? Proprio ora che è ad un passo dal ricongiungersi con i suoi famigliari, proprio loro le si scagliano contro, Amanda è costretta a lottare più di quanto abbia mai fatto.

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