Revenge – 4×04 Meteor – Recensione by R.

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L’episodio che stavamo aspettando dal finale della terza stagione è finalmente arrivato, prima di quanto pensassi e in modo completamente diverso, ma comunque terribilmente emozionante. E non è finita perché questo è solo il primo passo della reunion padre e figlia, con David ancora inconsapevole della vera identità della donna che stava per uccidere.

David Clarke non sta bene, è ormai chiaro. Se già non appariva mentalmente lucido nel suo credere all’amore di Victoria, adesso che lo abbiamo visto fustigarsi in stile Increase Mather in Salem non abbiamo più dubbi e la situazione si presenta più seria di quanto si potesse immaginare. David non è solo perdutamente irretito da Mrs Grayson come gli altri uomini che le sono caduti ai piedi, ma soffre di un pesante disturbo che lo porta a ferirsi in modo punitivo, alla perdita di ogni tipo di orientamento e ad atti impulsivi, stupidi e inutilmente rischiosi. E’ proprio a causa di uno di questi ultimi che si lascia arrestare per taccheggio, finendo così nella centrale di polizia dove lavora Jack. Caso, coincidenza o destino che sia, il collega di Porter, Ben, lo sospetta come l’uomo introdottosi in casa di Emily e da lì è un susseguirsi di emozioni.

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Jack è il primo a riconoscerlo fra gli uomini che partecipano al confronto e in quell’istante abbiamo la certezza che per Amanda sia ormai solo questione di pochi secondi. Uno dei punti forti di Revenge è sempre stata l’attesa delle grandi rivelazioni: quando Emily si sarebbe rivelata ai vari personaggi come Amanda Clarke, quando i Grayson si sarebbero rivelati al mondo per i delinquenti che sono; e quelle scene non hanno mai deluso, dal “I’m Amanda Clarke” rivolto a Jack nel finale della seconda stagione, alla confessione in diretta tv di Conrad e alla resa dei conti tra Emily e Victoria negli ultimi episodi della terza. Ora è Amanda però ad esserne “vittima”, talmente sconvolta dalla verità che le si è parata improvvisamente di fronte da pronunciare a stento le stesse parole che tutti noi abbiamo pensato nello scorso season finale “He is alive. After everything I…”. Purtroppo il coinvolgimento della polizia impedisce a lei e Nolan di incontrarlo e cercare di capire cosa stia succedendo, ora sono nella nostra stessa situazione. Infatti sebbene sapessimo di David da tempo, non abbiamo ancora scoperto nulla di concreto sul come, dove e perché sia sopravvissuto, dato che finora è stato troppo preoccupato a riconquistare Victoria e Charlotte anziché a darci spiegazioni.

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Mrs Grayson continua a rigirarselo come vuole, probabilmente nella sua mente spera di farlo finire in galera per l’omicidio di Emily Thorne. Lo inganna con le parole amorevoli che riserva a chiunque quando ha bisogno di qualcosa, facendogli credere che tutto è per il suo bene, anche quando lo sgrida e gli dà ordini “I’m sorry, I didn’t mean to upset you. But this is a different world from the one that you left. Your re-emergence must be carefully planned, and you’ll need an alibi for the night of Conrad’s death (…). Let me take care of things”. Ma forse neanche lei ha ancora capito quale sia il vero stato mentale di David Clarke, limitandosi a vedere in lui un uomo fragile, innamorato e quindi facilmente manipolabile. Eh no Vicky, questo con la testa proprio non ci sta. E’ però costretta a rendersene conto quando gli offre subdolamente il suo aiuto con l’FBI. La “delicatezza” che le riserva il Capo della polizia riferendole della resurrezione di David Clarke in privato e prima che la notizia venga diffusa dai media (un altro fesso! E’ la moglie di quello che lo ha incastrato, di che delicatezza dovrebbe mai aver bisogno?!) diventa per Victoria l’occasione di sfruttare a suo favore un evento che avrebbe altrimenti significato la rovina totale del suo piano: lei è a due passi da David, pronta a sostenerlo durante l’interrogatorio, Amanda non può neppure mettere piede nell’edificio, costretta agli aggiornamenti tv come un’estranea qualunque.

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Victoria gli procura l’avvocato, lo appoggia col suo sorrisino, è lì per lui, ma David inizia a mostrarsi distaccato, come se all’improvviso avesse finalmente aperto gli occhi. Nei suoi tentativi di manipolazione Victoria non è originale, sfrutta gli uomini sempre allo stesso modo, purtroppo per lei anche le stesse frasi come una qualunque tronista di Uomini e Donne “Do you remember how I wanted us to leave weeks before I was arrested for flight 197 and you said «let me take care of things»? This morning you said the same thing. I won’t be anyone’s prisoner anymore. Not even yours, Victoria.”… prendi e porta a casa, Vicky! In questi anni David ha studiato ogni dettaglio di quel che ha portato alla sua condanna, Victoria compresa, ricorda tutto perfettamente e quella battuta, che pure io ricordavo, era stata il segnale più chiaro del coinvolgimento della donna: poteva fuggire con lui, lontano da Conrad sarebbero stati entrambi al sicuro e invece lei lo ha bloccato consapevolmente, altro che povera vittima costretta contro la sua volontà! Solo questa sarebbe sufficiente a David per scacciare ogni dubbio sulla lealtà dell’amata, ma lo stato delicato in cui si trova fa sì che rimanga in bilico tra momenti di follia (tutto ciò cha ha fatto fino ad ora) e momenti di genialità come quest’ultimo.

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Peccato che duri poco! La speranza e la soddisfazione per la faccia fatta da Victoria vengono presto abbattute dalla conferenza stampa dell’uomo, a pochi passi da Amanda e Nolan: David si fa raggiungere dalle due arpie, Victoria e Charlotte, che appaiono così come la famiglia di cui ha bisogno per riprendersi. Un primo colpo a segno per Mrs Grayson; mentre Amanda è un volto anonimo nel pubblico, lei e la figlia sono a fianco di suo padre. E pensare che a David basterebbe notare la presenza di Nolan vicino ad Emily per capire!

Victoria è senza dubbio il personaggio più odioso della serie, ma all’inizio di questa puntata non ho potuto fare a meno di essere d’accordo con lei sulla predica fatta a Charlotte. La giovane Grayson è tornata nel suo appartamento costoso e più che al di sopra delle sue possibilità attuali per darsi al consumo spasmodico di pillole – ottenute con ricette false ovviamente; insomma nessuna novità all’orizzonte. Poverina, era così felice della ricomparsa del padre, ma poi mammina ha rovinato tutto con le sue bugie, che altro potrebbe fare se non autodistruggersi? Magari poteva evitare di essere complice di sua madre standosene buona e zitta di fronte a quelle menzogne, però questo avrebbe comportato un’autonomia di pensiero e un’assunzione di responsabilità che lei non è in grado di sostenere, sarebbe troppo faticoso.

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Poco da dire su Daniel, assunto da Louise come consigliere finanziario e fermo nel respingere ogni tentativo di approccio della madre. Per quanto possa incuriosirmi sapere cosa ha in mente Louise, in questo episodio le loro scene sono state solo un intervallo fastidioso nella rivelazione su David Clarke.

Quest’ultimo ha dichiarato di non voler essere prigioniero di nessuno, ma circondato da quelle due arpie difficilmente riuscirà a realizzare questo proposito: Victoria non vorrà assolutamente che la figlia gli si avvicini e le lamentele di Charlotte sono parole nel vuoto. Amanda può contare su Jack e soprattutto Nolan, colui che aveva fatto da collegamento tra lei e il padre, potranno essere proprio loro a dare la svolta decisiva? Intanto attendo pazientemente che David ci spieghi cosa ha fatto in tutti questi anni, seriamente però, non la storiella su Conrad carceriere a favore di media e FBI.

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