Revenge – 4×06 Damage – Recensione by R.

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Protagonisti di questo episodio sono sempre padre e figlia, ma quest’ultimo ruolo è stavolta ricoperto da Charlotte. Entrambi sono in una posizione delicata e prendono due strade opposte: contro ogni previsione il passo avanti viene fatto dalla ragazza, mentre David ne fa più di uno indietro, non solo nei fatti, ma soprattutto agli occhi di Amanda e Nolan.

Non facciamo in tempo a nutrire un po’ di speranza e positività per Amanda e David che arriva la mazzata; e che mazzata: un pugno in piena faccia a Nolan (oltre all’umiliazione in diretta nazionale) e un bacio appassionato con Victoria. David dirige il suggerimento del giovane Ross sul fare attenzione alle persone in cui ripone fiducia verso Nolan stesso: il punto fondamentale del piano di Amanda, ossia nascondere la propria identità, continua a ritorcersi contro chi veramente ama David. E’ quello che fa credere all’uomo che la figlia sia morta e che Nolan l’abbia ingannata, dandole solo una misera parte dei centinaia di milioni di dollari che il padre le aveva destinato. I fatti parlano chiaro d’altronde, ma in particolare ciò che David ha subìto lo porta inevitabilmente a sospettare di tutto e tutti, impedendogli quella riflessione e quell’indagine che gli permetterebbero di rivedere in Nolan il quasi figlio in cui ha tanto creduto. L’uomo è quindi difficile da biasimare, ma perché non ha lo stesso atteggiamento verso Victoria? Già il fatto che lo assilli in continuazione con quel “No matters what happens, I will always be on your side” dovrebbe metterlo in allarme – siamo proprio alle basi delle tecniche di manipolazione! – invece anche quel minimo di diffidenza manifestato nelle puntate precedenti crolla quando la rincorre per una dichiarazione degna di un grande amore “Stay with me here tonight. And every night. I want nothing more”, che spreco!

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L’unica soluzione per spezzare questa catena di disastri sarebbe che Amanda gli raccontasse la verità, ma non può. E non più solo perché il padre ha bisogno di tempo, ma perché ora sa che ha mentito sulla sua prigionia. Con una sempre sorprendente capacità di osservazione e una deduzione su acqua, ruggine e muffa (uno di quei momenti di Revenge in cui ti basta che la conclusione arrivi da lei o Nolan per asserire come se avessi compreso ogni passaggio senza difficoltà alcuna), Amanda smaschera le dichiarazioni del padre, su cui l’FBI non ha ancora avuto nulla da ridire. Le bugie di David rendono lui stesso l’uomo di cui non ci si può fidare, gettando una luce oscura sul suo passato, di cui avevamo avuto sospetto sin dalla sua ricomparsa nel Season Finale, ma che avevamo messo da parte negli ultimi due episodi, inebriati dalla gioia della figlia di averlo ritrovato, scene che non potevano essere macchiate da cupi sospetti. Ora però è il momento di affrontare David per quello che è, per l’uomo che è diventato, mettendo da parte l’immagine della vittima che gli abbiamo sempre attribuito. La reazione verso Nolan aiuta in tal senso ed è anche un’ulteriore prova del suo cambiamento: David avrebbe potuto affrontarlo in privato, dandogli il beneficio del dubbio e la possibilità di spiegare con calma; invece ha scelto di ingannarlo, di sfruttare l’affetto del ragazzo per attirarlo in trappola: un’accusa in diretta nazionale che lo ha umiliato, per poi colpirlo definitivamente anche nel corpo con un pugno. Una tattica subdola, impossibile per il David Clarke che Nolan e Amanda amano.

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Tutt’altre parole bisogna invece spendere per Charlotte, che forse inizia davvero a crescere, ma viste le tante volte in cui ci ha illuso meglio valutare piano piano. Prigioniera dell’uomo dalla luna tatuata (dettaglio che fa tanto Sailor Moon) riesce incredibilmente ad avere la meglio provocandogli una caduta fatale, che fare? Ovvio, chiamare la tanto odiata sorella; può anche dire di non aver avvertito la polizia per i documenti sul padre che ha trovato a casa dell’uomo, ma dubito che avrebbe agito diversamente visto che nascondersi dietro le azioni altrui è la sua regola di vita – perfino Amanda arriva a rinfacciarglielo. Invece di mostrare un minimo di gratitudine alla sorella che è accorsa immediatamente, Charlotte non perde l’occasione per ferirla, ripetendo tra l’altro le stesse parole che le ha rivolto Victoria nello scorso episodio riguardo ad un suo eventuale incontro col padre “I think you’re just ashamed. God forbid he sees what you’ve become”… pensa Charlotte se sapesse cos’hai veramente combinato tu! Ma la battuta della ragazza che mi ha colpito di più e che è poi il via per la rivelazione che le apre – forse – gli occhi è “I’m not a cold-blooded killer”; quindi è stata una sua sosia a tentare di uccidere Amanda? E’ incredibile il livello di ridicolo che questa ragazza riesce a raggiungere in ogni episodio.

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Da quando ha saputo la vera identità di Emily Thorne non ha mai fatto lo sforzo di cercare di capire, l’ha respinta attribuendole tutti i mali degli Hamptons, ha preferito rifugiarsi come al solito nelle evidenti bugie dei genitori, arrivando perfino a vedere in Emily una spietata assassina – come sia giunta a questa conclusione lo sa solo lei. Amanda deve rivelarle che sua madre ha ucciso Aiden perché arrivi la tanto agognata epifania: è giunto il momento di diventare Charlotte e abbandonare per sempre la piccola Grayson. Charlotte decide di andare in riabilitazione, non prima però di aver parlato con Daniel (a cui presumibilmente svela la reale identità dell’ex moglie) e la madre: non vuole più avere legami con lei, ma resterà nei paraggi per assicurarsi che racconti a suo padre la verità su Amanda. Con questa scelta benevola le porta fin troppo rispetto, lasciandole la possibilità di non distruggere il rapporto con David nonostante l’inganno; e soprattutto nutre fin troppa fiducia nella madre, che infatti, sebbene abbia l’occasione di parlare, tace e al contempo avvicina sempre più a sé l’uomo.

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Spazio anche a Louise, il cui scopo è fare in modo che Victoria la consideri una figlia; adesso che vede in Margaux una minaccia, le sue mire abbandonano Daniel per virare sulla francesina. Considerando quanto quest’ultima sia irritante di recente, subire qualche dispetto non le farà male. Speriamo però che diano una decisa accelerata a questa storyline, che finora continua ad essere solo una fastidiosa interruzione al resto. Fastidiosa in un altro senso è invece quella di Ben, che insiste con le sue indagini sulla morte di Conrad e senza rendersene conto svela subito a Jack l’assassino individuando il simbolo del doppio infinito nel luogo perlustrato. Non possiamo che sperare in Jack.

Tra le indagini di questi ultimi e quelle di Nolan e Amanda gli interrogativi su David Clarke che ci tormentano dal Season Finale potrebbero iniziare a trovare qualche risposta e per quanto tutto sia contro l’uomo, continuo a credere che il David di Amanda sia ancora lì, ben nascosto, ma c’è; d’altronde non abbiamo avuto le allucinazioni nelle ultime due puntate. Adesso però un nuovo punto di domanda mi lascia in sospeso, come reagirà Daniel alla verità su Emily Thorne?

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