Revenge – 4×18 Clarity – Recensione by R.

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Sono rarissimi gli episodi in cui non concordo con le scelte di Emily, “Clarity” è uno di quelli, perlomeno fino alla scena finale che si rivela molto diversa da quanto annunciato nei minuti precedenti. Una conclusione col botto in una puntata dove Amanda e Nolan non spiccano per correttezza, mentre Mrs Grayson si riprende il ruolo da spietata manipolatrice degli Hamptons.

Minacce a Ben, finti sorrisi che lasciano in fretta il posto a cattiverie – vere purtroppo – verso Louise, queste sono solo le prime azioni di Victoria volte alla distruzione di Emily Thorne, colpevole della morte di figlio e nipote. E nessuna di quelle due accuse risponde a verità. Se volessimo proprio incolpare qualcuno per l’omicidio di Daniel, a parte Kate, si tratterebbe di Victoria; lei ha indirizzato la ragazza verso Emily, senza il suo intervento quest’ultima avrebbe risolto tutto senza tragedie. Mrs Grayson ne è ben consapevole, ci sta che non voglia ammetterlo a se stessa, ma basta prendersela con l’ex nuora! Per la questione nipotino non possiamo invece biasimarla troppo di fronte alla chiara accusa di Margaux. La francesina si ritira nel suo dolore, abbandonando ogni proposito di vendetta ora che troppo tardi ha compreso la verità degli avvertimenti arrivati da chiunque; ma non del tutto: lasciar credere alla suocera che Emily l’ha intenzionalmente spinta equivale ad addossare a Victoria il compito di proseguire nell’annientamento della nemica; Margaux non è stupida, le conseguenze di quella menzogna le sono ben chiare e d’altronde è la stessa Mrs Grayson stavolta a spronarla a denunciare Amanda. Impedendo al sicario – a cui presta il volto Courtney Love – assoldato dal suo tirapiedi, di portare a termine il lavoro, la ragazza evita il peggio – seriamente era disposta addirittura ad uccidere Emily? – tuttavia l’ombra di quella bugia resta.

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Nel frattempo Nolan cerca di barcamenarsi tra il suo matrimonio aperto e la nascente relazione con l’assistente sociale. Comprendo che la fragilità di Louise e il suo improvviso desiderio di maternità lo preoccupino, però considerando che di fatto non sono una vera coppia raccontarle la verità è l’opzione più corretta sotto ogni punto di vista. La ragazza non è tonta e ingenua come sembrava i primi tempi – smaschera subito le reali intenzioni di Victoria – ha bisogno del suo Wonder Twin, ma allo stesso tempo sa che ciò che li lega non è l’amore di un marito e una moglie: separarsi non significherebbe abbandonarla, il loro rapporto non subirebbe cambiamenti, anzi migliorerebbe perché Nolan non dovrebbe più mentire né sentirsi sempre in obbligo nei confronti della mogliettina. Invece il ragazzo è troppo preoccupato delle sue reazioni e si comporta al pari di un qualunque marito fedifrago, sottovalutando la compagna e internet. Le parole di Victoria si tramutano in fatti e le omissioni del marito, quando si decide finalmente a proporre la separazione, non fanno che peggiorare l’immagine che si sta facendo strada nella mente di Mrs Ross: coloro in cui ha creduto di aver trovato una nuova famiglia le stanno mentendo (il colpo di grazia arriva con la rivelazione finale di Emily). Ora rischiamo seriamente di ritrovarci una nuova pericolosa nemica, cosa che si sarebbe potuta evitare se Nolan fosse stato il ragazzo sincero di sempre e dire che dalla storia con Padma dovrebbe aver imparato l’effetto delle bugie in una coppia, benché dette con le migliori intenzioni.

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Perlomeno in una cosa Ross non sbaglia, ossia sconsigliare Emily dal proseguire nel suo piano volto ad alleviare il dolore di Margaux. Il senso di colpa derivante dagli indesiderati effetti collaterali della sua revenge è ormai insostenibile per Amanda, lo avevamo già compreso nel finale della scorsa puntata quando è corsa in lacrime dal padre dopo l’incidente; eppure per quanto capisca il bisogno di rimediare, specialmente rispetto alla macchia gettata sulla memoria di Daniel, la decisione di cambiare la dichiarazione fatta alla polizia sulla morte di quest’ultimo mi pare davvero esagerata. Avendo adorato Daniel, sarei più che felice che il suo nome venga riabilitato, ma non se questo deve comportare una serie infinita di guai per tutti gli altri coinvolti. Non si tratterebbe solo di Emily: Jack verrebbe accusato di falsa testimonianza, il lavoro di Ben messo in dubbio proprio ora che è diventato detective e chissà quanto altro salterebbe fuori. La scelta di Emily sarebbe encomiabile se toccasse solo lei, ma Stevie e Ben hanno ragione nel farle notare, anche duramente, che così non sarebbe. Lo scopo di Amanda era riabilitare il nome di suo padre, dare a David Clarke la giustizia che gli era stata negata, “Emily Thorne was not built for good” le ricorda Nolan, gli effetti collaterali ci sono stati, ma è così che ha ottenuto ciò che voleva – e pure di più. Jack, grazie alla madre, arriva alla stessa conclusione, dopotutto è per non metterlo di nuovo in pericolo che Emily lo ha respinto; ma tale determinazione dura poco, quello che prova per lei è troppo forte per lasciarle affrontare tutto da sola.

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Con Porter al suo fianco, Emily prende il microfono di fronte ad una schiera di giornalisti e si lancia in una dichiarazione che ad un certo punto prende una piega totalmente inaspettata. In diretta televisiva stile Presidente degli Stati Uniti, dopo aver raccontato la verità sulla notte in cui è morto Daniel – con la sola differenza di mettere Malcolm Black al posto della figlia – e andando così a stupire in positivo le due arpie Victoria e Margaux, Emily si lancia nella rivelazione cuore della serie; “There’s one secret that I kept. And it has cost the ones I love more than I ever wanted. I am David Clarke’s daughter. I am Amanda Clarke”. Dopo l’incontro con il padre, questo è il momento più importante della stagione, quello dibattuto sin dalla premiere e che sembrava non dover mai arrivare. Tornare ad essere Amanda Clarke non era solo un problema per la stessa protagonista, combattuta tra la sua identità e la donna che è diventata, ma anche sul piano pubblico: Amanda ha preso l’identità di un’altra donna e con quel nome ha compiuto svariati atti, cadendo in più occasioni nell’illegalità. Per quanto seguendo la sua storia siamo assolutamente disposti a perdonarle tutto, così potrebbe non essere per il sistema giudiziario. Con quelle parole, che scatenano ovviamente i flash dei fotografi e le domande dei giornalisti, Emily Thorne smette di esistere, ora c’è solo Amanda Clarke.

Da quando la serie è iniziata l’interrogativo principale ha riguardato la resa dei conti con i Grayson, confessare a loro di essere la figlia di David Clarke era ciò che più aspettavamo, mentre la questione post revenge, con l’addio ad Emily Thorne, era meno rilevante, una formalità. Ecco perché, seppur un po’ dispiaciuta, non mi sono granché preoccupata della sua recente decisione di continuare ad essere Emily sul piano pubblico, le ragioni a favore erano parecchie. D’altra parte però basta ricordare quando Emily aveva promesso allo scrittore Mason Treadwell l’esclusiva sulla sua storia per capire che in fondo anche quello non ci era così indifferente: far conoscere al mondo la vita di Amanda Clarke sembrava un definitivo atto di giustizia per lei e suo padre. Quel momento è arrivato; al di là di David e della vendetta sui Grayson, il ritorno alla vita di Amanda Clarke è il fulcro della serie e soprattutto di questa stagione finale. E adesso non è più solo una questione personale.

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