Revenge – 4×22 Plea – Recensione by R.

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Revenge ci sta regalando un rush finale in cui la tensione non cessa nemmeno per un minuto; anzi con tutto quel che accade in “Plea” è difficile pensare che manchi un solo episodio all’addio alla nostra vendicatrice preferita. Quaranta minuti di ribaltamenti, ritorni e una dipartita che gettano un’ombra alquanto pesante sull’imminente Series Finale.

L’episodio si apre con una gradita reunion familiare di Everwood: all’avvocato di Amanda presta infatti il volto Tom Amandes, ossia colui che nella serie interpretava il dottor Abbott, il padre del personaggio di Emily VanCamp, Amy. L’attrice aveva leggermente spoilerato queste scene postando proprio una foto di questa reunion e mostrandoci così la Clarke nella esplicativa tenuta arancione. Un altro ritrovo padre-figlia che insieme alla tanto attesa dichiarazione d’amore tra Amanda e Jack ci dà gli unici momenti positivi della puntata. “I want us to have that chance”, da quanto tempo aspettavamo che Amanda rivolgesse queste parole a Porter? Ma così come il quasi bacio viene interrotto dall’arrivo di Nolan, ogni buona intuizione di Emily&Co. è distrutta sul nascere.

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Abbandonare i domiciliari per andare alla ricerca di Mason non è una buona idea, lo capiamo immediatamente; d’accordo l’aiuto tecnologico di Nolan, ma avrebbero potuto andare lo stesso Ross, David o Jack. Però è un gesto tipico di Emily Thorne. In questo episodio infatti Amanda lascia il posto a Emily nella lotta per portare a galla la verità; e così quando Ben la chiama Emily nonostante ormai il mondo intero conosca la sua identità, non suona fuori luogo, perché quella ragazza pronta a tutto è proprio Emily. Specialmente quando in cella minaccia Margaux con un’arma di fortuna (una calza e delle batterie), rivediamo la ragazza dei piani geniali, che anche nelle situazioni più disperate riusciva ad emergere vincitrice. Nulla poteva fermare Emily Thorne. Fino ad adesso, perché ora c’è una differenza fondamentale: sanno chi è e di cosa è capace – anche se dire che ha terrorizzato la comunità per quattro anni mi pare davvero troppo, casomai l’ha salvata da dei corrotti senza pietà. E difatti Ben collega subito il breve blackout all’evasione della ex, mentre i suoi nemici sono più che organizzati per fregarla. Ma i pezzi del puzzle cominciano comunque a combaciare: poche informazioni sugli ultimi spostamenti di Mason, il riconoscimento dell’auto che lo ha accompagnato come una della LeMarchal e la capacità di persuasione di Amanda ai danni di Margaux, bastano alla Clarke per capire che la trappola in cui è finita è molto più subdola di quanto pensassimo.

Le dichiarazioni di Madeleine Stowe in riferimento a quanto accaduto nell’episodio 20 spazzavano via i dubbi sull’eventuale finzione della morte da parte di Victoria. Eppure ogni dettaglio che si scopre in questa puntata porta alla versione che ogni fan aveva sospettato, ossia che Victoria sia viva e vegeta a godersi la distruzione della sua rivale. Mason era accompagnato da una donna regale e con una bella pelle; dietro alla donna incappucciata che ha aggredito Victoria c’era Margaux; il cadavere di una donna, Mary Gaines, senza parenti e morta di recente è misteriosamente scomparso dall’obitorio. A Ben non basta la precisa descrizione di Emily, ma quando Louise fa il suo dovere raccontandogli di aver trovato la felpa nera con cappuccio a casa della Grayson, si mette in moto per verificare tutto. Nella casa di Mary Gaines il detective trova Victoria mentre esce dalla doccia; “Son of a bitch, you are alive” credo sia la reazione che in quel momento abbiamo condiviso con quel poveretto. Poveretto non perché non si è fidato di Emily, ma per la fine che fa un secondo dopo: accoltellato dal sicario Courtney Love inviato da Margaux. Forse non piangeremo la sua morte, però alla fine l’unica cosa che possiamo biasimare al poliziotto è di essersi innamorato di Emily e di aver poi agito accecato da quei sentimenti.

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Quindi Victoria è viva? Dall’immagine finale non sembrano proprio esserci dubbi, specialmente dal momento che anche la francesina è pienamente coinvolta. Se Victoria si fosse davvero suicidata, dubito che Margaux avrebbe accettato, questo era l’unico punto che mi portava ad escluderla da un suo pieno coinvolgimento. Ma ora sappiamo per certo che ha preso parte a tutto il piano e Victoria l’abbiamo vista chiaramente. Per quanto avrei messo la mano sul fuoco che dietro all’aggressione nel parcheggio ci fosse Margaux, mai avrei pensato che potesse arrivare ad un livello tanto basso. Non appena Louise le racconta della deposizione appena rilasciata – furbizia a livelli stratosferici – la LeMarchal chiama subito qualcuno, che col senno di poi non può che essere Courtney Love. Visto la donna che non voleva essere responsabile della morte di un essere umano?! È evidente perché è l’unica nuora mai accettata da Victoria, sono uguali, due streghe senza scrupoli! Dal suo arrivo negli Hamptons Margaux ha affrontato una discesa agli inferi che ormai appare senza ritorno.

Al contrario di Charlotte, che pare aver finalmente trovato la luce in fondo al tunnel. La ritroviamo infatti nel centro di riabilitazione in cui era andata per curarsi, con il ruolo opposto, ossia di supporto ai nuovi arrivati. È Louise a farle visita per avere l’autorizzazione ad entrare nell’appartamento della sua adorata Victoria. Il comportamento di Charlotte è molto più sensato di quello della Ellis, che continua a credere ciecamente nella Grayson, nemmeno si ricorda che l’aveva sfruttata per scappare dalla clinica; la secondogenita della donna invece si ricorda tutto alla perfezione, compresa la prima finta morte di mammina risalente all’inizio della seconda stagione. Mentre Louise ha bisogno di prove schiaccianti per dubitare di Victoria – e comunque due minuti dopo si fa imbrogliare ingenuamente da Margaux – a Charlotte è sufficiente la chiara visione del passato che ha maturato ultimamente; non ha neppure la minima intenzione di tornare negli Hamptons. E su quest’ultimo punto mi lascia un po’ perplessa; d’accordo per la madre, ma per David e Amanda? Sono la sua famiglia dopotutto e stanno affrontando forse il momento peggiore di tutta la loro drammatica storia, perché non andare a sostenerli? Ci tiene a farsi chiamare Charlotte Clarke, ma di fatto da quando li ha ritrovati non gli ha mai dato una concreta possibilità; e forse il finale di serie sarà già troppo tardi per farlo.

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Se la questione giudiziaria e la morte di Ben non bastassero, arriva infatti una notizia che getterebbe in ogni caso nella disperazione. Il linfoma di David è più avanzato di quello che i medici pensavano e si è diffuso nel cervello: è incurabile e se va bene, gli restano sei mesi di vita. C’è scenario peggiore per la conclusione dello show? Dopo anni di lotta e sacrifici, ad Amanda verrebbe strappato nuovamente il padre ed essendo in prigione non potrebbe neppure trascorrere con lui gli ultimi momenti. In questa circostanza nemmeno la combattiva Emily Thorne può vincere: il suo aggrapparsi tra le lacrime a soldi, cure sperimentali, un proprio laboratorio, facendo dire a David che le proveranno tutte, è un disperato tentativo per non arrendersi, ma al contempo la ragazza è consapevole che stavolta la battaglia non ha speranze. Ha lottato e vinto contro l’impossibile, tuttavia alla fine Amanda non può fare niente per salvare suo padre. È con il peso della malattia di David che ci prepariamo al Series Finale, il cui titolo “Two Graves” prometteva male da sé; e se già avevo in mente di tenere a portata di mano i kleenex, ora non so davvero come riuscirò ad affrontare l’addio alla famiglia Clarke.

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